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ARTASIA
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Character of China- - 2010 Chinese Contemporary Art Documentary Exhibition. Parte Seconda


Character of China- - 2010 Chinese Contemporary Art Documentary Exhibition. Seconda parte《中国性——2010中国当代艺术研究文献展》

Proseguendo il discorso iniziato con il blog precedente, riportero' qui, condensati, estratti di due degli interventi di apertura della mostra in oggetto.

In questo momento il dibatitto cerca di delineare una storicizzazione degli ultimi 30 anni di arte contemporanea in Cina, e su alcuni punti pare che la maggior parte degli attori culturali abbia trovato un certo consenso. Rimane il fatto che una completa discussione e' difficile che raggiunga i mass media, considerato che tutti i fattori di influenza culturale non sono sempre esplicitati. Per esempio mentre vengono citati “fatti” che hanno radicalmente cambiato l'atmosfera sociale e culturale, una piena analisi non viene offerta, tralasciando il dibattito sulle cause e sugli effetti dei suddetti “fatti”.

Tutto cio' rende problematico il dibattito, visto che almeno uno dei “fatti” ha cambiato totalmente le aspettative sociali e culturali maturate nel corso degli anni 80, indirizzando in maniera decisa il corso dello sviluppo economico e sociale del Paese, e influenzando a sua volta in maniera radicale il clima artistico e i suoi modi rappresentativi.

Asserire che gli artisti cominciarono a fare questo o quello senza offrire analisi e ragionamenti sui possibili (non parliamo di 'testimonianze”) “perche'” di quelle scelte e' capibile solo in un ambito socio-culturale dove scambi di discussione avvengono su linee di pensiero spesso implicite, sottintese e a volte ammiccate.

Il linguaggio usato e', alle volte, quasi criptico nel suo dire tra le righe cio' che probabilmente in altre situazioni sarebbe una constatazione di fatto, e anche io non sfuggo alla regola. Altresi forzati tributi vengono resi dagli autori alla “scientificita'” dell'analisi, alla sua “storicizzazione” tramite il discernimento dei “fatti” e non mancano comunque appelli ad interventi da parte dello Stato, con apposite leggi per regolarizzare il mercato dell'arte e la sua tassazione. Con tutto cio', alcune delle idee sono rappresentative dello status quo, e come tale ve lo offro.

Presento qui il pensiero di Wu Hong, che ha scritto due degli interventi usati durante la presentazione dello show, mentre all'inizio una citazione da Ni Kun illustrera' le etichette correntemente usate per i tre decenni appena scorsi. L'analisi verte in particolare su di una definizione di “Cinesita'” dell'arte contemporanea cinese, che cosa rende “cinese” l'espressione artistica in Cina in questo momento. Ho diviso in maniera totalmente arbitraria l'intervento in sezioni, che operano alcune modifiche in merito alla traduzione offerta dal cinese all'inglese e quindi in italiano, quindi mi assumo tutte le responsabilità per qualsiasi confusione o malinteso.
Le mie opinioni e idee sulla scena dell'arte cinese contemporanea verranno più avanti, in un altro blog.

L'arte contemporanea cinese esiste da circa trent'anni. "Illuminismo" e "Utopia" sono (etichette) per il 1980, "Consumismo" e "Arte Sperimentale" sono quelle per il 1990, "Lingua" e "Commercializzazione" sono usate per il periodo dal 2000 ad oggi ... Non voglio ripetere qui concetti di conoscenza comune. (Ni Kun)

E' credenza generale che la "cinesità" dell'arte contemporanea cinese abbia inizio dal 1990 perché l'arte degli anni '80 viene considerata un' imitazione dell'arte occidentale, con forme di creazione che sono copiate da tutte i movimenti d'arte moderna e post-moderna occidentale e percio' manca della costruzione di un proprio linguaggio. Le sperimentazioni artistiche degli anni '80 demolirono la fortezza del Realismo che aveva limitato l'arte cinese per molti anni, e indirizzarono i propri sforzi avendo in mente come scopo la liberazione dell'anima e la libertà di espressione dello spirito, favorendo cosi, come risultato ulteriore, la demolizione del monismo culturale fino ad allora imperante. Pertanto, può essere considerata come un movimento culturale “Illuministico”. In questo senso, l'arte negli anni '80 (in particolare l'arte dopo il 1985) contiene appunto un maggior grado di "cinesità" (l'autore non offre ulteriori motivi per questa affermazione, mia nota) e nel contesto sociale di riforma e apertura in Cina, fu singolarmente giustapposto al concetto di "arte moderna cinese". In questa fase, a causa delle restrizioni imposte dal contesto sociale (leggi: governo), il “mercato” fu un fattore praticamente inesistente. Come punto finale di arrivo di questo periodo storico "di cinesità", c'era l'aspettativa di una nuova, rinnovata cultura (Utopia).

Dall'inizio degli anni 1990, con l'anno 1989 come uno spartiacque, l'ambiente sociale e politico è cambiato. L'evento politico nel 1989, provocò nuove tensioni politiche tra Cina e Occidente. Dovuto a motivi di strategia politica o per supporto alla causa dei diritti umani, i curatori occidentali in questo periodo, avevano un urgente bisogno di trovare l'arte cinese che "contenesse diverse opinioni politiche". Inoltre, per gli artisti cinesi, la contrazione delle politiche culturali trasformarono questo bisogno occidentale in un nuovo tipo di speranza. Le necessità di queste due parti si sposarono con estrema facilita'. Di conseguenza, l'arte del "simbolo cinese", che aveva cominciato a prendere forma durante mostre di arte cinese contemporanea nel 1989, apparve in varie mostre in Occidente. In termini di risultati, il successo all'estero di artisti rappresentati da Wang Guangyi fu un grande incoraggiamento per scena artistica cinese contemporanea.
Tuttavia, le cose presero un corso contrario ai nostri desideri. L'appello di chiamata per una "cinesità", nella ricostruzione dell' arte contemporanea, apparve naturalmente dopo il 1989. Purtroppo, l'arte contemporanea cinese nel 1990 non sviluppo' il concetto di "cinesità" in termini di tipo culturale, ma piuttosto, tornò al luogo comune della “nazionalita'”. Oggigiorno mentre vediamo affievolirsi le segregazioni dovute a termini di razza, consaguineita' e geografia, l'antico concetto di “nazione” tende ad essere una strategia politica. "Nazionalità" è dunque un discorso di potere costituito utilizzando tabù di tipo tribale. Esso nega la storicità di una nazione sotto l'apparenza di continuità storica e intensifica il dominio centralizzato confondendo la differenza tra interessi individuali e collettivi.

Il forte richiamo al “caratter nazionale” non ha aiutato l'arte contemporanea cinese, dopo il 1989, a portare a termine il suo obbiettivo di costituzione di una "cinesità", ma piuttosto, ha trasformato il concetto di “cinesita'” in una nota a pie' di pagina del movimento filo-Occidentale, nel suo tentativo di lotta contro l'influenza Occidentale.
Pertanto, un "arte contemporanea" conservazionista che va dal movimento di pittura dei neo-literati alla moderna pittura a lavatura d'inchiostro fino alla pittura a lavatura d'inchiostro astratta, non è la ri-creazione di una moderna cultura cinese, ma solo un adeguamento strategico da parte della autorità alle necessita' dell'eta' contemporanea. A differenza degli opportunisti culturali, il neo-conservatorismo segue il corso di "risveglio culturale" auspicata dai piu' conservatori. I vari "simboli cinesi" inventati dal neo-conservatorismo nel 1990 non erano solo originati dalla speculazione di individui o gruppi in cerca di fama e fortuna, ma costituirono anche un volto "aggiornato" di un tribalismo profondamente radicato. Così non è difficile capire come il neo-conservatorismo può fungere da impulso essenziale dietro l'opportunismo culturale e difendere il suo concetto di nazionalismo, distorcendo la critica post-coloniale, quando “l'opportunismo culturale” viene ampiamente criticato. Così 'idealismo umanistico è stato sostituito da un utilitarismo pratico e un concetto mercantilista dell'essere si propaga rapidamente nel sistema di valori della nostra società. A causa della disillusione dell'ideale umanistico, si e' creato un vuoto emotivo tra gli intellettuali.

Nei primi mesi degli anni 1990, questo vuoto emotivo e stato d'animo di assurdità della vita sono riflessi nei dipinti della "New Generation" e nelle opere del "Realismo Cinico". La distinzione tra i due filoni è: nei dipinti della "New Generation" viene rivelato un vuoto che e' il seguito di una delusione da un punto di vista intellettuale, nonché una resistenza istintiva contro una forma sociale sconosciuta, quello che emerge nei lavori del " Realismo Cinico " è un senso del ridicolo e decostruzione del potere, dell' autorità da una "immaginaria prospettiva plebea". Entrambe le prospettive sono molto diversi dall' idealismo umanistico basato sul punto di vista delle elite intellettuali durante il periodo della "New Trend Art", il quadro fondamentale del sistema di giudizio dei valori si trasforma secondo l'idealismo umanistico. Essa è essenzialmente una forma diversa dall'arte contemporanea che si basa sul consumismo commerciale e che inizia dopo la metà degli anni '90. Pertanto, a tale proposito, tendo a considerare questo periodo come una transizione, sia considerato dal punto di vista della psicologia sociale sia dal punto di vista dello sviluppo dell'arte contemporanea.

Mercato dell'Arte e Critica.

Negli anni 1990, con il rafforzamento dei fattori commerciali, la prevalenza del mercantilismo incoraggio' la domanda spontanea della comunità artistica per un mercato dell'arte. Senza preparazione teorica né esperienza operativa, l'esperimento di mercato avviato dalla comunità artistica falli'. Tuttavia costitui' una preziosa esperienza per gli esperimenti di mercato che seguirono. Cosi', la modalità del mercato dell'arte consisteva principalmente di gallerie provenienti da paesi stranieri, da Hong Kong e Taiwan, così come da mediatori d'arte in cerca di un "luogo d'origine" a basso costo, in Cina. Questa modalita' anticipo' il caos successivo del mercato dell'arte, tuttavia, doto' gli artisti di un certo grado di fiducia durante il periodo più duro dell' arte contemporanea cinese. La situazione e' continuata fino ai primi anni del nuovo secolo. Nonostante gli sforzi compiuti da alcuni operatori di mercato, l' arte contemporanea cinese non riesce a evitare il destino di essere una "merce d'esportazione". Peggio ancora, è ordinata secondo il gusto degli acquirenti stranieri. Tutti questi elementi hanno limitato lo sviluppo dello stile di arte contemporanea cinese.

I critici d'arte cinese contemporanea mostrano ancora certa ostinazione nel discutere d'arte all'interno del perimetro del concetto di "arte". L'"Arte" appartiene al dominio della Storia. Ogni discorso su fatti specifici che costituiscono l'arte non è solo legato alle sue connessioni e ramificazioni interne, ma anche ai fattori di causa esterni. Inoltre, di solito è dovuto proprio all'interazione con i fattori esterni che la totalità del discorso artistico possa presentare fratture o continuita'. Il motivo per cui nell'ambito dell'arte contemporanea cinese non si è formato un efficace discorso critico non è l'oppressione del sistema dell'arte ufficiale. Al contrario, considerando le situazioni più recenti, la legittimazione continua dell' arte contemporanea è in realtà l'acerrimo nemico della cultura d'avanguardia. La principale conseguenza di arte cinese nel 1990 è che l'ideologia del collettivismo ha trovato un nuovo discorso arbitrario per sostituire l'arte del realismo rivoluzionario: un arte volgare e il suo sistema di promozione. Questa idea di un ritorno da parte dell'arte contemporanea a "l'arte per l'arte" è ovviamente un regresso, in quanto nega la possibilità che l'arte possa agire come soggetto e di intervenire nella società. Dal momento che l'arte può essere solo l'eco di un momento storico (questo concetto ammette il legame tra arte e società, ma insiste sulla subordinazione dell'arte, vale a dire l'arte non può che riflettere passivamente la società) si inferisce che l'arte deve essere conforme al tendenza del suo tempo: solo i lavori che conoscoscono e capiscono i propri tempi possono diventare dei capolavori.

Questo tipo di arte volgare, che ha come spazio la sfera del privato e del mercato, ha ovviamente l'aspetto della molteplicità e della libertà, ma la nuova tendenza che presenta in realtà è un occultamento della sua retrocessione: la perdita dello spirito individuale. Tuttavia, questo fatto è nascosto dal continuo sviluppo economico e quindi e' difficile per il pubblico, soddisfatto dallo status quo, riuscire a discernerlo. "Solo se colui (l'uomo comune) sara' malcontento con l'ordine sociale gestito da questi mecenati comincera' a criticare la loro cultura". Così, la critica d'arte e le opere d'arte costituiscono un rapporto inter-soggettivo, puntato verso l'illuminazione della coscienza individuale. Tutto questo deve essere raggiunto attraverso l'esperienza individuale. Per quanto riguarda la realtà sociale attuale in Cina, una "cinesità" vera. vivente può essere prodotta sola attraverso l'esperienza individuale, vale a dire "l'esperienza cinese" che una volta ci scivolo' tra le dita.

Dalla metà degli anni 1990, l'ambiente sociale complessivo è stato il continuo sviluppo economico e il fallimento della creazione di un corrispondente e ragionevole sistema di re-distribuzione della ricchezza sociale. La prevalenza di un Consumismo di tipo cittadino, causato dell' eccessiva concentrazione della ricchezza sociale nelle città ha causato la diffusione di una cultura popolare di marchi internazionali nel contesto della globalizzazione culturale. A livello culturale, questo consumismo ha dissipato la preoccupazione per degli "ideali" in un modo di vivere che è popolare, superficiale e sottolinea il godimento sensoriale. La "Cultura" è stata trasformata in un semplice processo di "consumo". In altre parole, la "cultura" è vista come un processo di produzione di "industrializzazione" e, infine, come un "prodotto" da consumo di massa. Pertanto, nello scenario sociale del consumo di moda, la cosiddetta "qualità sperimentale" dell'arte è cambiata in qualcosa che deve essere consumato. La nuova, emergente arte contemporanea cinese ha aderito al fashion show internazionalizzato e al mercato globale dell'arte. Così la sua condizione di essere oggetto di consumo è inevitabile. Nella moderna società commerciale, la cultura popolare commerciale e la cultura del consumo di moda mostrano una crescente tendenza a passare da una sorta di posizione di "subcultura" alla cultura mainstream. Visto da questa prospettiva, la cosiddetta arte dei "nuovi media" è probabile che diventi gradualmente un gioco tecnico dell'oggetto di consumo di moda.

Durante questo processo, tre fattori non possono essere ignorati.
In primo luogo, l'intervento del governo nell' arte contemporanea, che dovrebbe essere una pura modalita' tecnica per eliminare i fattori critici innati dell' "avant-garde". In secondo luogo, qualche gruppo commerciale ha anche notato le "idiosincrasie" dell' arte contemporanea e la tratta come un modo economico per attirare l'attenzione. Quindi appare un nuovo tipo di attività artistica che somiglia ad una "performance per la festa di famiglia" in alcune cerimonie di apertura di azienda o di condomini residenziali L'unico obiettivo di queste attività è quello di attirare quanta più attenzione possibile dai mass media di moda. In terzo luogo, con il notevole sviluppo dei mass media, l'arte contemporanea si mostra in un modo che possa soddisfare l'eccitazione prevista da alcuni fashion mass media. Di conseguenza, questi mezzi di comunicazione di massa diventano canali importanti per la pubblicità dell'arte contemporanea. Per quanto riguarda l'ambiente esterno, il governo non riesce ancora ad elaborare disposizioni legislative e regolamentari relative al mercato dell'arte e alle politiche fiscali corrispondenti. Per quanto riguarda l'ambiente interno, è necessario l'intervento di istituzioni e imprese con matura esperienza di funzionamento del mercato culturale. Anche questo è un nesso necessario per favorire lo sviluppo sano e maturo del nuovo mercato emergente di arte contemporanea cinese. Cosi', una mostra con chiaro posizionamento di mercato sarà diversa da esposizioni precedentemente gestite da gallerie d'arte pubbliche e progettisti indipendenti. In altre parole, questo chiaro obiettivo d mercato è più diretto e onesto di show commerciali dissimulati da un "imballaggio” accademico. Durante questo processo, stiamo anche aspettando la nascita di mediatori d'arte con la conoscenza del mercato, l'esperienza e l'etica necessaria in questo tipo di industria. Forse, questi sono i fattori decisivi per il mercato dell'arte contemporanea cinese.

Conclusione Come ogni altro paese del mondo, anche la Cina si sta trasformando da società chiusa in società aperta. In questo processo di superamento della universalità dei tabù, la caratteristica specifica non è quella legata a considerazioni su che tipo di apertura abbiamo bisogno, ma come progredire verso questa apertura con passi accertati e concreti. Come certa cultura d'avanguardia, l'arte contemporanea e la sua critica dovrebbero mantenere la propria soggettività nel corso di questo processo storico che non può essere pianificato. Per quanto riguarda la realtà in Cina, la critica deve assumere una responsabilità particolare. Non dovrebbe essere uno strumento esplicativo da utilizzare per guardare alla situazione, né deve essere un sostenitore di pregiudizi. Dovrebbe mantenere la sua posizione di indipendenza e di alterità, sensibile agli attuali fenomeni artistici e anche re-interpretare gli eventi artistici nascosti o distorti dai discorsi imposti dalle varie forme di potere. Non ha bisogno di agire in nome di una supposta verità, ma esiste come un diritto individuale alla discussione.(Wu Hong)

Tradotto da Cinese e Inglese da Marco Maurizio Gobbo



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