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ARTASIA
cosa, quando e dove succede

 
Che cosa sai di SHENZHEN?


Il 27 agosto 2010 una delle città più ricche e popolose della Cina, Shenzhen, ha compiuto 30 anni.

Oggi voglio raccontarvi quella che finora è la fiaba di una serie di villaggi di pescatori che in 30 anni divento' la terza citta' piu' ricca della Cina, sede della seconda Borsa del Paese, l'altra e' a ShangHai e secondo porto per importanza, sempre dopo ShangHai. La citta' che in prospettiva dovrebbe diventare un'unica megalopoli amalgamandosi a Hong Kong.

Ma prima di tutto ecco dei numeri, delle cifre e delle date.

La creazione di Shenzhen, (il cui nome arriva da un fiume che faceva da confine con il territorio di Hong Kong), come citta' e Zona Economica Speciale, viene formalmente fatta risalire direttamente alla volonta' di Deng Xiaoping, che qui viene considerato nume tutelare, con la sua foto che giganteggia davanti ad uno dei parchi piu' belli e piu' centrali della citta', e la cui statua svetta sul colle di un altro parco, giusto di fronte ai nuovi uffici del governo. Statua che e' meta di pelligrinaggio turistico e sfondo per innumerevoli foto di gruppo o individuali.

La scelta del confine piu' prossimo con Hong Kong aveva e ha diverse ragioni e valenze politiche, oltre che presidiare quello che era uno dei punti di fuga preferiti verso l'occidente, come anche il prossimo fondersi, ormai apertamente auspicato, tra le due città, avra' le sue ripercussioni sociali e politiche.

Dunque, una volta preso atto del fallimento dell'economia socialista, seppur con le caratteristiche speciali cinesi, come amano ripetere da queste parti, il gruppo dirigente del partito comunista decide di aprire ad un controllato esperimento di “economia capitalista”. In questi giorni si sprecano commenti e articoli iperbolizzanti e autocongratulatori, che parlano della “visione” e del coraggio di rompere le barriere ideologiche, e di “chiedere, studiare, imparare e agire”, in alcuni articoli leggo che “all'epoca la Cina arrivava da una decade tumultuosa (che e' uno degli eufemismi usati per indicare i 10 anni di terrore della Rivoluzione Culturale) che parecchie cose dovevano essere rimesse a posto, e che la possibilità di raggiungere l'obbiettivo della modernizzazione di una nazione cosi vasta, facendo esclusivamente affidamento agli sforzi dell'allora governo parevano davvero esili” (”Succesful Openess”- Editor:Xiong Qu |Source: China Daily).

Io vorrei aggiungere la constatazione del fallimento di una ideologia che aveva portato oltre un miliardo di persone ad uno stato di prostrazione, miseria e fame cronica. Come anche vorrei ricordare che oltre alle innegabili qualita' di un popolo industrioso e affamato di tutto, e alle illuminazioni dell'allora gruppo dirigente del partito comunista, uno dei fattori principi del boom economico cinese furono le decine di miliardi di dollari di investimenti che piovvero (e che ancora arrivano) dalle multinazionali, specialmente USA e dai miliardari cinesi di Hong Kong e Taiwan, includendo figure discusse della mala di Hong Kong, per la costruzione di fabbriche e formare joint venture, portare know how, oltre al lavoro di una fitta ed enorme rete di immigrati stranieri provenienti da tutto il mondo.

Shenzhen era dunque una raccolta di piccoli villaggi di pescatori, la zona era nota come Bao'An County e nel 1979 viene promossa a livello di prefettura, disciplinata dalla Provincia del GuangDong. Nel 1980 viene formalmente nominata “zona economica speciale”, la prima del genere in Cina. Nel novembre 1988 viene riconosciuta come provincia con il proprio diritto di amministrazione economica.

Shenzhen si trova nel delta del Pearl River, confina con Hong Kong a sud, con la citta' industriale di Dongguan a nord-nord-ovest e quella di Huizhou a nord-nord-est, GuangZhou (piu' nota come Canton in Occidente) sta a circa 120 km a nord-ovest, mentre a circa 60 km a sud-ovest si trova la citta' di Zhuhai, che e'immediatamente alle porte di Macao.

Nel Guangdong, provincia che parla la propria lingua, il Cantonese, Shenzhen è l'unica città dove il Mandarino è parlato dai piu', grazie al fatto che la popolazione è per lo piu' formata da migranti provenienti da tutta la Cina. Attualmente, l'età media a Shenzhen è attorno ai 32 anni. Tra il totale della popolazione, 8,49 per cento sono di età compresa tra 0 e 14, 88,41 per cento di età compresa tra 15 e 59, un quinto tra 20 e 24 e 1,22 per cento è di 65 anni o superiore.

Una curiosita' ulteriore che riguarda la popolazione è la sua “polarizzazione” culturale tra intellettuali con un livello elevato di istruzione, e lavoratori migranti con una scarsa istruzione. E'stato segnalato nel giugno 2007 che oltre il 20 per cento dei cinesi con dottorato ha lavorato o lavora a Shenzhen.

Nel 1980, al momento della sua fondazione, Shenzhen aveva 20.000 abitanti, alla fine del 2007 ne conta ufficialmente oltre 8.500.000 di cui poco piu' di 2.100.000 hanno diritto a soggiorno permanente.

Spesso leggo cifre molto contrastanti sul numero degli abitanti di Shenzhen, e vi posso citare due articoli recenti, in uno del 25 agosto (”Succesful Openess”- Editor:Xiong Qu |Source: China Daily) si stimano oltre 15 milioni di abitanti, in un altro apparso sull'agenzia di stampa di Stato XinHua si parla “...degli attuali 9 milioni di abitanti da limitare a non oltre 11 milioni nel prossimo futuro.”

Io personalmente stimo che tutta la zona dei distretti che vanno sotto il nome di Shenzhen abbiamo complessivamente una popolazione che e' gia' ora oltre i 12 milioni.

In 30 anni da 20000 a oltre 12 milioni di abitanti, da agglomerato di pescatori a uno dei motori economici della seconda potenza economica mondiale, da un GDP di 196 milioni di yuan nel 1979 agli 820 miliardi di yuan del 2009... come possiamo non essere d'accordo con chi dice di ShenZhen che "… non c'e' altra citta' nella storia dell'umanita' che sia stata costruita e abbia raggiunto queste dimensioni e importanza economica cosi velocemente”.

Chiaramente la realta' presenta anche risvolti negativi, e riporto qui quello che e' stato scritto negli ultimi quattro giorni sui vari giornali, piu' o meno organi di stampa del governo:

I dolori della crescita.
Guo Wanda, vice presidente del China Development Institute, che si trova proprio a Shenzhen, scrive che la città deve guardare e risolvere i propri problemi prima di poter proclamarsi alla pari di altre città internazionali (detto per inciso i modelli di città internazionali a cui si guarda sono Singapore e Hong Kong),
Citando una delle sue indagini, Mr. Guo afferma che Shenzhen è in ritardo rispetto ai suoi modelli d'oltremare in molti aspetti, soprattutto nell'uso efficiente dell'energia e delle risorse, in generale.
La sua efficienza dell'uso dell'acqua misurata dal consumo per 10.000 yuan del PIL è stato meno di un terzo di quello del Giappone. I dati ufficiali mostrano che il suo PIL è solo la metà di quello di Hong Kong, ma la sua popolazione e superficie sono doppie.
Oltre a una modalità di crescita economica poco sostenibile, sono sorti altri problemi, evidenziati dai problemi dell'ex sindaco Xu Zongheng, che fu formalmente rimosso a metà agosto del 2009 per aver abusato del suo ufficio prendendo tangenti e “conducedendo uno stile di vita corrotto”, o ricordando i 12
giovani emigranti, dipendenti della Foxconn che si sono suicidati in tempi recenti.
"Questioni spinose come il crescente divario della ricchezza, la corruzione, lo sviluppo squilibrato e insufficienti servizi pubblici hanno bisogno di essere affrontati il prima possibile", dice.

Aggiungo io: le condizioni di lavoro, anche miserabili, di tutti quei lavoratori sulle cui spalle e dalle cui mani il miracolo economico e' scaturito, e vedo che anche in qualche articolo di questi giorni si leggono frasi come “... I mezzi di comunicazione ufficiali salutano i costruttori (lavoratori e muratori) di prima generazione, molti dei quali già in pensione, e chiedono migliori condizioni di vita per i giovani lavoratori delle stabilimenti che sono ora al posto degli squallidi workshop dove a loro tempo avevano lavorato i loro genitori”.

Quindi, come si puo' leggere, i problemi sono tenuti presenti e dibattuti. Shenzhen nel resto della Cina ha fama di “deserto culturale” e di citta' dormitorio. Anche qui c'e' in parte del vero e in parte c'e' un' estremizzazione. Ci sono esempi di tentativi, da parte del governo cittadino di provvedere, oltre al pane e companatico, anche ai bisogni sociali e culturali della popolazione cittadina.

E questa sara' una delle prossime sfide non solo di Shenzhen, ma di tutta la Cina.

"Il boom economico cinese porterà sicuramente alla crescita esplosiva della classe media", il già citato Guo predice, (insieme a milioni di altri profeti, a dire il vero). "Quando quel giorno arriverà, la gente sarà più consapevole dei propri diritti, cosi come aumenterà la domanda di un'economia di mercato garantita dalle leggi dello Stato e di poter esprimere opinioni individuali e diverse".

"Dopo aver trascinato la maggior parte del paese fuori dalla povertà, pare che ora ci si stia focalizzando su riforme sociali, sicuramente piu' complesse e a quanto pare Shenzhen vuole essere in prima fila in questa attività riformatrice" dichiara di Mr. Guan Tang vice presidente della Scuola di Partito del Comune di Shenzhen Comitato del Partito Comunista della Cina. (Editore: Xiong Qu | Fonte: Xinhua)

Il futuro, possibile, e' gia' pianificato.

Il futuro prevede l'integrazione con Hong Kong, nella creazione di una megalopoli che rivaleggi con Tokyo e New York, e che per il 2020 sia terza come valore di GDP, dietro alle due appena citate città. Questi non sono voci di corridoio, ma dichiarazioni scritte chiaramente

Nel paragrafo 114 del suo discorso di intenti e di programma politico del 10 ottobre 2007, Donald Tsang, capo dell'esecutivo di Hong Kong, ha dichiarato:
“...sviluppare congiuntamente una metropoli di livello mondiale con Shenzhen: nella mia piattaforma elettorale, ho proposto la visione di sviluppo della metropoli di Hong Kong-Shenzhen e mi sono impegnato a rafforzare la nostra cooperazione...”

Da un punto di vista squisitamente di “forma” politica, le autorità cinesi hanno pensato bene che la prima formalizzazione di intenti (anche se tutto il progetto, a ben vedere, e' gia' presente dal momento stesso della fondazione della citta' di Shenzhen) provenisse da Hong Kong, per poi rispondere il 21 novembre del 2007 con una “approvazione” delle idee e del programma, che fu poi incluso in un progetto di sviluppo comune che prevede diverse fasi fino al presunto compimento che dovrebbe avvenire nel 2020. Il progetto copre diverse settori di interesse come i servizi finanziari, la ricerca e lo sviluppo per l'hi-tech, l'omogeinizzazione del sistema dei trasporti, e la discussione di temi rigurdanti l'ecologia e l'ambiente.

Voglio aggiungere, da residente di Shenzhen, che la città presenta una notevole e varia offerta gastronomica, con ristoranti tipici di ogni parte della Cina, che i parchi sono fantastici, che non è vero che le cose costano meno che a Hong Kong, specie ora che il cambio Hong Kong Dollar e Yuan e' sfavorevole per la moneta di Hong Kong, e specialmente per i prodotti di lusso e di “marca”.

Parlando con giovani amici cinesi, emigranti, ho spesso chiesto a loro se la città gli piacesse, e perchè. La stragrande maggioranza da una risposta positiva, e spesso dicono “ … la città è pulita, molto verde, e qui mi sento più libero e con meno pressione sociale, rispetto alla mia città di provenienza... sento che valgo più per le mie capacità che per le mie conoscenze o per le conoscenze della mia famiglia, o del mio status sociale. A Pechino o Shanghai, per esempio, se non sei della città ti guardano dall'alto in basso, ti giudicano per come ti vesti, per il tuo accento. Qui no, siamo tutti immigrati e diversi, e per questo più liberi di essere noi stessi”.

E anche questo è Shenzhen.

Marco Maurizio Gobbo



scritto 09/09/2010 3.00.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: shenzhen cina china daily xinhua shanghai hong kong marco maurizio gobbo
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