http://andreaspeziali.blog.Exibart.com Exibart.blog - Sano ostruzionismo, ovvero perché la Mondadori è carnefice e non vittima - dal blog di Valeria Silvestri
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MEDITAZIONI CARTESIANE
fenomenologia del contingente

 
Sano ostruzionismo, ovvero perché la Mondadori è carnefice e non vittima

Primo: preferisco chiamarlo "sano ostruzionismo" e non "boicottaggio" e alla fine spiegherò perché. Secondo: Silviagra e le sue oscure trame per necrotizzare la Mondadori sono solo la punta dell'iceberg. Un iceberg alquanto realistico, se è vero che la proporzione fra ciò che si vede e ciò che non si vede nelle montagne di ghiaccio è di 1 a 9. E l'iceberg che rischia di affondare il nostro Titanic quotidiano si chiama marketing.

Ora, il marketing può essere di due tipi: quello buono, dove è il valore della cosa che dà adito alla sua comunicazione; e quello cattivo, dove è la comunicazione che dà adito alla cosa, il cui unico valore quindi risiede nella sua capacità di impatto comunicativo. Un po' come i trogloditi del grande fratello, microcefali analfabeti sporchi, brutti e cattivi che però bucano lo schermo. Il problema è che Berlusconi e i suoi devoti - compresi mafiosi, alti prelati e pubblicitari - seguono il verbo del secondo tipo di marketing, quello cattivo. Come dire: la creazione di falsi bisogni è grande e Canale 5 è il suo profeta (non me ne vogliano i musulmani, ma la dicitura è troppo bella e troppo ficcante per non parodiarla...). Un marketing cattivo che fa proseliti, purtroppo, infiltrandosi come un virus nei tanti settori della nostra economia e della nostra società. E anche della nostra cultura, inevitabilmente.

Il settore che per primo ha sofferto di questa infezione, secondo me, è il cinema. Proprio ieri vedevo uno spot del programma della Cabello dove faceva dire ad un imbarazzato ma rassegnato Vaporidis "Io sono cinematograficamente morto". Ora, questa cosa non solo è vera, ma era solo una questione di tempo. E lo so per esperienza personale, perché quando Ade propose il film all'editor la prima cosa che il tizio gli disse fu "Perché non fai fare il protagonista a Vaporidis?": che francamente col personaggio proprio non c'entrava niente! Insomma, il ragazzo andava per la maggiore e cercavano di appiopparlo a tutti in tutte le salse, spremendolo come un limone finché non ne fosse rimasta nemmeno una goccia di succo. Dopodiché, ovviamente, sarebbe stato gettato nei rifiuti quello che restava della buccia: e così è stato.

Voi direte: va be', ma uno deve sapersi gestire la propria carriera. Certo, dico io, ma questo vale se si è un manager o un politico (politicante forse è meglio), ma nel cinema dovrebbero esserci artisti o quantomeno creativi cui spetterebbe per principio di vivere in un mondo un po' meno fagocitato dalle leggi mercato, più costruttivo. Tanto che persino negli Stati Uniti - la patria del business ad ogni costo - cinematograficamente non ragionano così e anche a quel cetriolone ambulante di Zac Efron - il protagonista di High School Musical 1 e 2, che spero qualcuno in questa community conosca - hanno dato la chance di un film serio, dove pare anche che abbia fatto la sua porca figura. Qui, invece, purtroppo, il cinema oltre ad essere equivoco vassallo della politica più bieca, si sta pure berlusconizzando. E così l'unico intento è fare soldi - o, in alternativa, produrre consensi - applicando la coltura a sfruttamento ai talenti, se ce ne sono, o alle facce.

E si sa che il risultato ultimo della coltura a sfruttamento è la desertificazione. E non è un caso che alla Mostra di Arte Cinematografica di Venezia il cinema italiano c'è giusto per fare la foglia di fico. Per i libri vale lo stesso: nel momento in cui Berlusconi si compra fraudolentemente la Mondadori, va da sé che la casa editrice sia destinata ad applicare le regole del cattivo marketing in letteratura esattamente coma fa Mediaset con la TV. E come Mediaset truffa lo Stato - perché lo truffa - pagando solo l'1% dei suoi introiti per l'affitto delle frequenze mentre la tariffa normale sarebbe il 30-40%, è ovvio che anche la Mondadori si deve allineare seguendo il principio dell'evadere "istituzionalmente" le tasse. Così inevitabilmente si dovrà allineare anche alla logica della coltura a sfruttamento, trovando lo scrittore spendibile come blockbuster, spremendolo quanto è più possibile, creando il caso, che so, dell'esordiente di successo, per poi sbatterlo in un angolo quando poi il suo valore di puro marketing si sarà esaurito.

Sembra un'assurdità, ma a ben vedere non lo è: perché essendo una strategia di potere, più di ogni altra cosa, mascherata da produzione culturale, è chiaro che non si può creare un golem che poi vive di potere proprio - una reale e duratura credibilità culturale - e quindi serve solo ed esclusivamente qualcuno che possa essere usato e gettato: a meno che non sia uno di questi pseudo-intellettuali che in realtà vogliono solo fare il gioco del potente di turno, ma allora lì del talento non c'è bisogno e nessuno manco lo chiede (quelli che io chiamo gli immondaudori, cioè gli immondi autori della Mondadori).

Per carità, poi qui, come in politica, fanno comodo gli specchietti per le allodole: quegli autori affermati e autogestiti cui ovviamente viene lasciata ampia libertà di parola e che devono testimoniare il fatto che lì, in quell'ambiente, la censura non vige. Ma si sa che anche Mussolini tollerò Bendetto Croce. E se una casa editrice come la Mondadori dà via a una logica editoriale come questa - totalmente insensata ma altrettanto arraffona - non si salverà nessuno perché trascinerà inevitabilmente tutte le altre realtà editoriali con sé. E io voglio vedere se un Paolo Giordano - un pupo che si è ritrovato col primo libro pubblicato dalla Mondadori e lanciato con una sostanziosa campagna pubblicitaria - non si ritroverà ad essere una versione narrativa di Vaporidis, quando sarà il suo tempo. Per questo io parlo più di sano ostruzionismo che di boicottaggio: perché il boicottaggio considera la Mondadori il fine, il sano ostruzionismo invece la vede solo come mezzo per frenare un ben più dannoso andazzo.


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TUTTI I COMMENTI

07/09/2010 15.25.50
Valeria Silvestri
La società italiana NON E' mediaset&mondadori. E' quello che ci vogliono far credere: in realtà siamo vittime di una gigantesca truffa, e prima ce ne accorgiamo, meglio è.

06/09/2010 10.19.54
ste
bah...saran 50 anni che si senton sti discorsi. La cultura è sempre stata oggetto di marketing,almeno per tutto il novecento. La società è "berlusconizzata" dagli anni 60 in poi, gli autori bookmaster riempiono il mercato e quelli di nicchia se li leggono in due ma è giusto così.. la mondadori ormai è la mediaset dell'editoria, ma la cultura è lo specchio di una società e se la società contemporanea italiana E' berlusconi mediaset e mondadori m&m sono la vera punta della cultura italiana.

04/09/2010 2.06.12
daniele capra
Lucida analisi. Il nostro Paese ha un sistema culturale alla frutta, non meritocratico, povero e spendaccione. E così l'editoria, come tutto il resto, è solo chiacchiere e distintivo.
Ma vi ricordate gli scrittori che aveva la Mondadori negli anni Sessanta?

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