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ARTASIA
cosa, quando e dove succede

 
Cina Shenzhen allo “HeXiangNing Art Museum" - INK ALCHEMY: Gu Wenda Experimental Ink


"Ink Alchemy 'è un riferimento alla pittura a inchiostro cinese sperimentale e mira a sottolineare le peculiarità e l'imprevedibilità del processo di esperimenti di pittura a inchiostro che combina più elementi della cultura classica e contemporanea e allude alle cicliche proprietà trascendenti di questo processo ...

La posizione di Gu Wenda nella storia dell'arte cinese contemporanea e' stata stabilita da due fondamentali aspetti della sua opera: la critica verso la propria cultura e verso quella occidentale, e i suoi continui esperimenti in ambito artistico. La sua ricostruzione critica della cultura cinese è stato al contempo punto di partenza e nucleo della sua opera.

Tra le sue varie tematiche artistiche la “questione” della pittura a inchiostro è stato il suo campo di sperimentazione di più lunga, ampia e profonda portata e getta le fondamenta della nostra ricerca sulla storia intellettuale ed artistica di Gu Wenda ....
... Questa è una mostra sulla questione della pittura a inchiostro. Si sforza, attraverso uno sguardo retrospettivo su quasi trenta anni di sperimentazione dell'artista nell'arte dell'inchiostro, di fornirci di un nuovo punto cruciale con cui considerare i temi della pittura ad inchiostro contemporanea cinese sperimentale trasformando le domande attorno la pittura a inchiostro sperimentale in questione rilevanti gli studi di cultura visiva, trasformando l'arte da problema locale a problema globale dell'arte contemporanea, e trasformando le problematiche artistiche da cinesi a universali, aperte all'umanità.

Quello che Gu Wenda ha fatto è stato di utilizzare l'arte contemporanea e le fonti della filosofia occidentali per ripensare e riorganizzare la tradizione culturale visiva della pittura cinese (a inchiostro). La sperimentazione inizio' con l'alterazione, il voluto errore di scrittura e l'omissione nel corso della creazione di sigilli cinesi e della scrittura in caratteri di stile “corsivo”, e si addentrò in una decostruzione completa della struttura testuale, dell' immagine poetica dei caratteri cinesi. Gu Wenda ha mescolato nel suo stile un atteggiamento dadaista e uno forte senso umoristico, da motto di spirito, di ispirazione Zen.

(Dalla Introduzione alla mostra preparata dal Museo d'Arte HeXiangNing, 19/09/2010)

Gu è stato uno dei leader del movimento d'arte New Wave '85 in Cina. Nella prima metà degli anni 1980, ha sfidato le istituzioni e influenzato un'intera generazione di artisti in Cina, con una serie di dipinti a inchiostro provocatori, usando falsi o psuedo caratteri cinesi. I suoi primi lavori sono stati influenzati dai manifesti a "Grandi caratteri" usati durante la Rivoluzione Culturale.

Manifesti che doveva conoscere abbastanza bene, visto che, nato a Shanghai nel 1955 da famiglia in vista e ricca dal punto di vista materiale e culturale (vedi biografia sul suo sito: wendagu.com), Gu aspirava a diventare una delle Guardie Rosse durante la Rivoluzione Culturale e alla fine ci riusci'. Infatti fu come Guardia Rossa che lavoro' per la semplificazione della lingua cinese e per “l'incoraggiamento” delle persone ad abbracciare nuovi atteggiamenti verso il loro vecchio linguaggio. Fu in questo momento che sviluppo' il suo interesse verso la calligrafia tradizionale, che tanto peso avra' poi nelle sue opere future.

Dopo essersi trasferito negli Stati Uniti nel 1987, ha iniziato a creare grandi installazioni utilizzando di tutto, dai capelli alle polvere, alla placenta umana per esplorare le questioni che circondano il multiculturalismo e la globalizzazione. Con un background di cultura cinese e americana, è conosciuto per la combinazione di elementi culturali Orientali e Occidentali che rendono la sua una riflessione artistica unica, fatta di collisioni culturali durante il periodo contemporaneo di globalizzazione.

Il suo "United Nations" è stato creato con blocchi, tende e personaggi costruiti con capelli umani che ha raccolto da tutto il mondo. Dai dipinti di inchiostro alla sua massiccia foresta di pietra fatta di stele incise con la poesia della dinastia Tang, Gu Wenda si è affermato come commentatore potente sulle barriere linguistiche e culturali che continuano a esistere in un epoca globalizzata. Vive e lavora a Brooklyn, New York e Shanghai.

Questi in mostra sono quindi tra i primi lavori di Gu, e le tracce del suo confronto con l'arte occidentale sono visibilissime, fin dai titoli delle opere: “Surreal Dream”, “Liszt Piano Concerto, Notte” giusto per fare un esempio. E davvero “Surreal Dream' potrebbe non sfigurare tra lavori occidentali d'epoca, con delle suggestioni vagamente daliniane, mentre i tre lavori titolati “Liszt Piano concerto" hanno tracce di ispirazione che riportano a Kandinsky.

I chiaroscuri di “Sky e Ocean” richiamano certi lavori di Goya e si potrebbe continuare cosi, cercando i contraltari occidentali a questi lavori, fino a quando si arriva di fronte ai suoi sigilli, dove il lavoro inizia a operare nell'ambito della propria tradizione, e poi davanti alle grandi opere che richiamano fortemente i poster della Rivoluzione Culturale, con contenuti che sicuramente, all'alba degli anni 80, non potevano essere altro che “sovversivi” rispetto al sistema. La mostra offre quindi una buona panoramica dei germogli del lavoro di Gu Wenda, dandoci l'occasione di mettere in prospettiva storica il suo lavoro. Se capitate a Shenzhen non mancatela, pochi lavori ma buoni e ben scelti. Fino al 19 novembre 2010.

Marco Maurizio Gobbo



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