 Cartolina villa Zanelli | |
Quando un argomento diventa di dominio pubblico attraverso
l’ampia risonanza offerta da una trasmissione popolare come Striscialanotizia,
vuol dire che la situazione è seria e si sta parlando di un fenomeno diffuso.
Alcune settimane fa Vittorio Brumotti a Striscialanotizia, molto tempo prima
che un’altra più famosa dimora, la casa dei gladiatori a Pompei, attirasse
l’attenzione internazionale sulle sue macerie, ci ha mostrato le squallide immagini
dello stato di decadenza e abbandono in cui si trova uno dei tanti sconosciuti
gioielli del nostro territorio italiano: Villa Zanelli a Savona. È per questo,
cari lettori, che ho deciso di spostare l’attenzione dai molteplici esempi di
ville Liberty della Romagna a un interessante ‘’caso’’ ligure, anche per
dimostrare, purtroppo, che ‘’ogni mondo è paese!’’ e per ribadire il concetto
che investire in cultura è non solo un titolo di merito ma anche un dovere di
ogni pubblica amministrazione e salvare le orme che la civiltà umana ha
lasciato sul suo cammino è vitale per tutti noi e per quelli che verranno.
Savona è l’area ideale per ammirare capolavori del periodo
Liberty a cavallo tra la fine dell’800 e i primi del ‘900. Ancora oggi vi sono
conservate opere architettoniche caratterizzate da sinuose e raffinate linee
Liberty.Per distinguere meglio i vari stili
in maniera elementare, basta osservare certi particolari e confrontarli, perché lo stile Liberty ha una
decorazione più raffinata a confronto dello Jugendstil, dove le linee sono più
‘’fredde’’ e meno sinuose, ma è anche diverso dall’Art Nouveau francese, dove
troviamo le linee notevolmente più lavorate e arricchite (basta ammirare la
metropolitana di Hector Guimard a
Parigi).
Dell’argomento parlerò articolo dopo articolo a seconda del soggetto in
questione, affinché possiate capire al meglio questo stile, che considero uno
dei più eclettici, raffinati e mistilinei nella storia dell’arte.
Villino Zanelli è senza dubbio uno degli edifici in stile Liberty più
significativi della Liguria. Si trova nel comune di
Savona, lungo
la spiaggia del quartiere di Legino al numero 71. Attualmente la dimora è in stato di
abbandono. Questo villino, nel contesto poco arricchito nelle decorazioni, in
alcuni punti, come nei capitelli, con la
struttura decorativa ‘’a coda di pavone’’, anticipa lo stile Decò degli anni
successivi.
La dimora venne edificata nel 1907 dal capitano Nicolò Zanelli, progettata
dall’architetto Gottardo Gussoni (nato a Torino nel 1869 e deceduto a
Villastellone nel 1951). Fu allievo di Pietro Fenoglio (Torino 1865 - Corio
1927), noto come uno dei più importanti architetti del Liberty italiano. Dopo
aver lavorato con Fenoglio, si associò a Vivarelli. Il momento più alto ed
organico della sua attività, tale da costituire un un importante prototipo
dell'Art Nouveau nella Riviera Ligure, è appunto Villa Zanelli. Con questa
realizzazione pervenne ad elaborare con personale ritmicità plastica i motivi
sviluppati da Horta in Belgio, filtrati attraverso la lezione del suo primo
maestro Fenoglio. Gussoni lavorò molto nella Riviera Ligure, ma nulla è così
nettamente caratterizzato da un punto di vista stilistico come Villa Zanelli, che
rimane il suo capolavoro più celebre. Altre architetture a lui attribuibili
sono il Villino Raby in corso Francia (dove ritornano, appesantiti e
imbarocchiti, alcuni elementi decorativi di villa Zanelli), la palazzata di
Corso Francia 65, e la bella casa di Via Duchessa Jolanda 17, sempre a Savona. Secondo
l’Architetto Ilaria Pozzi, la villa, secondo il gusto di allora, sorgeva in un
vasto giardino con comunicazione diretta col mare. Appartenne alla famiglia
Zanelli fino al 1933, anno in cui fu venduta al comune di Milano, che la
trasformò in campeggio e colonia internazionale. Tale funzione rimase fino al
1961, a parte la parentesi della seconda guerra mondiale, durante la quale fu
usata come ospedale da campo. Dal 1961 al 1967 fu ancora colonia.
Nel 1967 vi si
insedia l'Istituto A.N.F.Fa.S. al quale si affianca una sezione dell'USL. Fino
ai primi mesi del 1998 resta alla USL in qualità di centro per la cura dei
cardiopatici, ma il degrado nel quale ormai versa a causa della scarsa
manutenzione, che culmina col crollo di parte del soffitto nell'atrio del primo
piano, fa sì che la villa venga abbandonata e chiusa definitivamente dalla
Regione, a cui tuttora appartiene.
Nonostante i molti
cambiamenti di destinazione d'uso e gli inevitabili adattamenti interni
dell'edificio ad uso pubblico, originariamente concepito per uso privato, esso
conserva i caratteri originari sia dal punto di vista strutturale che
decorativo. In origine le strutture erano intonacate di bianco, al fine di fare
risaltare le decorazioni, i vetri cattedrale ed il complesso gioco dei ferri
battuti. Di questi ultimi restano soltanto le ringhiere interne e quelle del
cancello d'ingresso. La costruzione appare rovinata dalle pesanti ridipinture
in giallo ed anche dalla crescita della città che ha in parte distrutto
l'originale contesto verdeggiante in cui sorgeva la villa. Il tempo e l’incuria
dell’uomo anche in questo caso hanno prodotto danni notevoli, ma quanto ancora
rimane di villa Zanelli risulterebbe un’ottima ragione per intervenire
tempestivamente!
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