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ARTASIA
cosa, quando e dove succede

 
Vietnam: un giorno a Saigon, un giorno a Ho Chi Minh City (Parte prima)

Saigon, scena di strada

A Saigon/Ho Chi Minh City (per gli affezionati HCM City) ci arrivo con ancora negli occhi Angkor Wat, i bimbi poveri ma sorridenti della Cambogia, che solo a scriverlo mi sembra un luogo comune da diario del viaggiatore di fine Ottocento, ma cosi e', sono poveri e sorridenti, sono sorridenti ma seri.

Saigon e' una sosta di 36 ore del viaggio di ritorno a Hong Kong, e arriviamo nel primo pomeriggio. Dal silenzio dei templi di Angkor al fracasso infernale del centro di HCM City la distanza non potrebbe essere piu' abissale.

Pensavo che cosi tanti motorini come a Taipei non avrei mai piu' visto in vita mia, invece mi sbagliavo, e di grosso, perche' a Saigon i motorini sono cosi tanti e rumorosi che pare quasi una condanna biblica inflitta alla citta'.

Arrivano a centinaia (non scherzo!) ai semafori, si piazzano davanti alle auto, scatta il verde e scattano pure loro ed e' subito una cacofonia di clacson, con suoni per tutti i gusti, piu' vari rombi da smanettate selvagge...

Sam e' esterefatto e io senza parole, non vedo l'ora di arrivare in albergo e grazieaddio il tassista ci deposita proprio davanti, merci bien!

Appena rinfrescati scendiamo per strada, gli sguardi dei cittadini di Saigon sono duri, ti squadrano, ti soppesano.. e mi accorgo che sto paragonando sempre con Siem Reap, e forse non e' del tutto giusto, visto che HCMC e' una citta' vera e propria e Siem Reap e' piu' cittadina turistica. Ci inoltriamo in qualche viuzza, vorremmo mangiare un boccone e controlliamo qualche menu' e qualche prezzo. A me sembrano cari come il fuoco, considerato l'economia nazionale vietnamita, gli stipendi e tutto il resto. La sensazione mi rimarra' anche il giorno dopo, e non e' che mi sbagliavo di molto: scopriro' poi che effettivamente ristoranti e alberghi e altri negozi hanno un doppio sistema di prezzi: quello per i turisti o chiunque sembri un turista, e per i locali.

Va bene il dislivello di economia con l'occidente, va bene la voglia di diventare ricchi, va bene tutto, ma c'e' sempre questa sensazione di essere raggirati che non e' affatto piacevole. In Cina solo una volta mi e' capitato di ritrovarmi per le mani un menu' che mi pareva esagerato e, grazie anche al fatto che ero in compagnia di un amico cinese, le cose le abbiamo scoperte e raddrizzate subito, almeno per noi. Era la fine di dicembre 2007, a Xi An.

Ma qui ho saputo il trucchetto troppo tardi e non c'e' niente da fare: arrivederci alla prossima volta, albergatori e ristoratori vietnamiti!

Dopo cena facciamo un giro al mercato coperto, e per un paio d'ore riscaschiamo nella ricerca dell'oggetto futile, quando mi viene in mente che il mio zaino a spalla e' veramente malandato, e allora decidiamo di cercarne uno nuovo. E' questa volta sara' un mercanteggiare fino all'ultimo respiro, sono contagiato dall'aria di business duro e puro e non mollo di un millimetro. Con Sam facciamo quattro conti paragonando i prezzi con la Cina e abbiamo in mente dei parametri che riteniamo giusti. Poi troverò uno zaino "finto Samsonite", bene, anche il marchio finto, il brand falso, sono nel gorgo della globalizzazione, e vai con l'acquisto! Alla fine la ragazza mi odia, ma la spunto per l'equivalente di otto dollari, ovvero circa Euro cinque e quaranta, e mi sembra equo, anzi, quasi quasi ci ripenso e tiro giu' a sette dollari, ma lo sguardo di Sam dice “ti pregoo!” e mi arrendo. Ragazza, sei fortunata stasera.

Torniamo in albergo dopo una lunga passeggiata, anche sul lungo fiume, ma dobbiamo aver sbagliato riva, perche' e' di un prosaico che non saprei ridire, e lasciamo la vista del fiume per inoltrarci nelle vie centrali. Appare un teatro che sembra una piccola Opera' de Paris, poi vediamo in lontananza il profilo della chiesa di Notre Dame,e siamo quasi di fianco ad un bellissimo edificio che piu' francese inizi 900 non si puo' . Bene, l'indomani pare promettente, ci armeremo di mappa e buona volonta' e cercheremo di capire se qualcosa e' rimasto del fascino di una delle “perle d'Oriente”. Per ora agognamo solo un materasso decente e arrivati in camera facciamo in tempo a dire buonanotte e cadere in un sonno di sasso.

Parte prima (continua)

Marco Maurizio Gobbo



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TUTTI I COMMENTI

31/05/2011 9.39.07
Carlo
Spero possa interessare, a Trento è cominciata una mostra fotografica sul Vietnam "MITI VietnaMITI". Per approfondimenti:

http://www.gtvonline.org/2011/05/05/appuntamenti-di-maggio-con-gtv/

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