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ARTASIA
cosa, quando e dove succede

 
Terremoto in Giappone e noi

terremoto in Giappone

E quel noi siamo i miei amici giapponesi ed io. Sono a Shenzhen e le immagini dello tsunami post terremoto che avanza e distrugge sono davanti a me, portate dai servici di BBC world. Penso ai miei amici di nazionalita' giapponese, Hiroshi, Sato, Tomo, Takaaki... qualcuno di loro semplice conoscenza, qualcuno piu' intimo amico. Ci siamo sentiti, rassicurati che nulla di grave sia successo a loro, e alle loro famiglie e amici.

Penso a cosa voglia dire, oggi, la distruzione e la sofferenza che tocca persone e popoli altri. Altri? Chi e cosa sono, questi “altri”? In che misura?

Mi e' altro il mio amore per l'arte di Hokusai, di Hiroshige, l'ammirazione per Tadao Ando e Toyo Ito, il rispetto per una delle culture che piu' riesce ad equilibrare rispetto per la tradizione e le innovazioni tecnologiche? No, non lo sento altro da me. L'ultimo terremoto che colpi' il Giappone e che io ricorda e' quello che assali' Kobe, il 1994 o forse il 1995. Ma allora non avevo questa conoscenza, e quindi consapevolezza e partecipazione, che oggi mi porta a sentirlo come un disastro che riguardi anche me, questo terremoto di pochi giorni fa. Come mi porta a sentire come mie le rinnovate domande di liberta' che arrivano dal Nord Africa e dal Medio Oriente.

E' tutto quello di cui abbiamo bisogno, allora? Conoscenza e consapevolezza, per capirsi e capire, per abbattere le barriere ideologiche e tribali, le vestigia (ultra)nazionaliste che dividono e ci trasformano, a turno, in 'altro'.

Sono qui, da diversi anni, in una grande nazione, per molti aspetti, una delle piu' grandi al mondo. Cammino e vivo tra moltissimi a cui e' negato proprio questo: il diritto ad una conoscenza disordinatamente propria, liberamente autocostruita e non diretta. Vivo qui, e conosco molti che hanno negli occhi domande e ansie alle quali la cultura ufficiale non riesce piu' a rispondere, riesce solo sempre piu' affannosamente a reprimere, controllare, manipolare. Ci sono piccoli movimenti sismici in questa societa', ci sono persone che oltre all'automobile, alla casa e alle abbuffate al ristorante cominciano a volere di piu'.

E non parliamo di consumi di lusso, e non parliamo di viaggi, e non parliamo solo della possibilita' di creare “arte contro” che qui non vede nessuno ma e' confezionata su misura per il mercato occidentale...

Il terremoto in Giappone mi eccita strane riflessioni. Si potra' mai costruirsi una propria identita' di appartenenza culturale senza essere “contro” altre o le altre? Si puo' apprezzare (amare?) il proprio Paese, le proprie radici culturali, senza dover odiarne un altro, senza dover disprezzare altrui usi e costumi? Vedo con angoscia l'angoscia sui volti della gente in Giappone, perche' conosco di piu' il Giappone e la sua gente, e non sono “altro”. E' la stessa angoscia e dolore che c'erano all'Aquila, ne' piu' ne' meno. E' la stessa angoscia e dolore che c'erano nello Sichuan, nel maggio 2008.

Sono le stesse che c'erano nel 2006 in Indonesia, il giorno di Santo Stefano. Cerco in google qualche informazione sullo tsunami del 2006, ma il link che ho scelto deve essere pericolossisimo, perche' viene bloccato dai sistemi di controllo di questo grande paese. Il link e' verso un blog. Brutta cosa, i blog, ci si puo' leggere di tutto.

Mando i miei pensieri ancora ai miei amici giapponesi, e i miei auguri. La macchina degli aiuti in Giappone e' gia' partita, probabilmente ricostruirranno piu' in fretta che all'Aquila. E qui mi sento un pochino “altro”.

Marco Maurizio Gobbo



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TUTTI I COMMENTI

15/03/2011 17:19:19
uniromatv
Home Page: www.uniroma.tv
Cosa ne pensano gli studenti dell' energia nucleare degli avvenimenti accaduti in Giappone?
Al seguente link il nostro servizio:

http://www.uniroma.tv/?id_video=18348

Ufficio Stampa di Uniroma.TV
info@uniroma.tv
http://www.uniroma.tv



14/03/2011 13:29:17
Jerome, China
thank you for sharing this

13/03/2011 21:50:06
hiro
era nel Gennaio 1995 il terremoto di Kobe, poi stesso anno in Marzo è stato il terrorismo di Gas a Tokyo.
E' l'anno di mia laurea indimenticabile.

Grazie stai vicino con noi.
Un abbraccio.

13/03/2011 16:08:02
cristianacurti
Notevolissimo e nobilissimo commento. Del tutto da condividere, anche se non si è così fortunati da conoscere a fondo gli "altri" come ben sa fare Marco, a cui va un grazie sentito per la sua riflessione.

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