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ARTASIA
cosa, quando e dove succede

 
SHANGHAI BEAUTY – Jin Xing Dance Theatre ShangHai

Jin Xing Dance Theatre Shanghai

Mentre siamo al telefono per organizzare il nostro incontro a Roma, Jiang Shan mi coglie di sorpresa e mi invita ad assistere con lui e Roy alla performance della compagnia “Jin Xing Dance Teathre Shanghai”, all'Auditorium, Sala Petrassi, martedi 22 febbraio. Loro sono a Roma, per partecipare alla settima edizione di Equilibrio, il Festival Romano dedicato alla nuova danza.
Il 2011 e' l'anno Culturale della Cina in Italia, e questo, insieme ad altri eventi, e' organizzato in collaborazione con Il Ministero della Cultura Cinese. Dico a Jiang Shan di attendere, voglio sentire e invitare anche Christopher Pelley, nuovo amico, pittore americano che vive a Roma e che dovrei incontrare in questi giorni. Rapido scambio di telefonate et voila', e' tutto organizzato.

Sono molto felice per l'invito di Jiang Shan, perche' il “Jin Xing Dance Theatre Shanghai” rappresenta l'avanguardia della danza contemporanea in Cina, e perche' la sua fondatrice, la signora Jin Xing (vuol dire Venere, in cinese), appunto, ha una formidabile storia alle spalle. Conoscevo la sua storia per sentito dire, e poter assistere allo show e incontrarla di persona mi fa davvero piacere.
Arrivo alla Stazione Termini trafelatissimo, incontro Chris e saliamo al volo sul primo autobus per l'Auditorium, li incontriamo JiangShan e Roy e dopo giusto il tempo di un tramezzino e un cappuccino eccoci in sala.

Lo spettacolo e' diviso in due parti. La prima si chiama “The Closest – The Furthest”
(Coreografia: Jin Xing, Danzatrice: Jin Xing, Maestro di GuQin: Gao Shan, Luci: Xiao LiHe) la seconda “Shanghai Beauty” (Coreografia: Jin Xing (Jin Xing Dance TheatreShanghai)
In collaborazione con: Jutta Hell, Dieter Baumann (Tanzcompagnie Rubato, Berlino)
Musica: Lutz Glandien, Johann Sebastian Bach (brani dal Clavicembalo ben temperato, suonati da Glenn Gould), Bai Kwong (canzone cinese; “Dengzhe Ni Huilai”) Luci: Jochen Massar
Costumi: Jin Xing e Jutta Hell Video: Dieter Baumann Danza: Jin Xing Dance Theatre Shanghai
Prodotto su commissione della House of the World Cultures, Berlino.
Coprodotto da: Jin Xing Dance Theatre Shanghai e Tanzcompagnie Rubato di Berlino)

Buio in sala. Luce fioca. In primo piano sul palco, alla mia sinistra, un GuQin (uno dei piu' antichi strumenti musicali cinesi e del mondo, a sette corde). Entra, calmo e abbastanza ieratico, una figura in vestiti tradizionali. Segue un rituale di preparazione, poi si siede e inizia a suonare. Appare Jin Xing. Ci introduce lo strumento, ne ricorda la origini, e ne illustra i significati spirituali che nell'antichita' venivano attribuiti allo strumento. Per gli imperatori, il Guqin e la sua musica erano il mezzo per unire l'essere umano con le potenze celesti e le forze della terra. Jin Xing danza, e' un assolo, e con lieve umorismo danzando forse vuole esprimere quel collegamento tra cielo e terra.
L'assolo e' delicato, forse piuttosto didattico, mi piace come introduzione, sono curioso di vedere la seconda parte. Noto che JiangShan e' molto attento alle reazioni del pubblico, a come viene recepito lo spettacolo.

Inizia la seconda parte: le luci, le forme, i passi di danza e la coreografia, dopo quasi cinque anni vissuti in Cima, mi portano immediatamente a recepire un discorso che verte sul contrasto. Ci sono movimenti che leggo in una dimensione culturale cinese, altri che mi riportano a quella occidentale. E' una miscela. E' un discorso sulla bellezza, direi anche sulle relazioni. Ci sono forti riferimenti a valori dati all'individualita', contro cio' che vorrebbe conformare, livellare.
ShangHai Beauty e' forte e delicato, e sopratutto e' ottima danza, interpretata molto bene dai ballerini della compagnia.

Finito lo spettacolo siamo invitati al piccolo rinfresco, con Chris, e ci fermiamo qualche minuto a parlare con Jin Xing. A suo tempo aveva vissuto a Roma, per qualche anno. Ha lo sguardo sicuro di chi non ha mai fatto scelte facili, e dentro c'e' una scintilla di luce, come un sorrisino di bimbo. Mi spiace molto che non abbiamo tempo per parlare piu' a lungo, per sentire le sue idee sulla Cina di oggi e su dove vada, visto dal suo punto di vista. Magari un'altra votla, magari a Shanghai.
Tornato in albergo ripenso ai diversi volti della Cina, che abitano la Cina, volti di persone con molto da dire e da fare, che meriterebbero che il loro grande paese continuasse in quel movimento di apertura, non solo economica, iniziato trentanni fa.

Per la chiusura di questo pezzo ero indeciso se scrivere che Jin Xing e' stato, a sua volta, uno dei casi piu' eclatanti di cambio della sessualita' in Cina, perche' non volevo che l'interesse di molti lettori si limitasse a questo dato, piu' o meno scandalistico a seconda della propria cultura ed educazione, e sarebbe stato un peccato, perche' la qualita' della coreografa e danzatrice Jin Xing va ben al di la' del suo percorso di vita privato. Allo stesso tempo, non vorrei autocensurarmi, perche' comunque proprio il suo percorso di vita e le sue scelte sono anche testimonianza di una Cina diversa dai soliti stereotipi.

Allora accenno brevemente che Jin Xing, dopo essere entrata giovanissima nella famosa ensemble di danza militare dello Shenyang (Cina) comincia una precoce carriera costellata di successi. A 17 anni riceve il premio Best of Dancer Cina. A 19 diviene la prima ballerina cinese a vincere una borsa di studio a New York, ottenuta dall’ Asian Cultural Council of America and the American Dance Festival. Nel 1991 vince il "Best Choreographer Award" della American Dance Festival per la sua creazione di "Half Dream". Trasferitosi in Europa Jin Xing fara' poi parte di diversi ensemble a Roma e Bruxelles.

Nel 1993 torna in Cina e insegna  alla National Choreography and Modern Dance Training tenendo diversi seminari di formazione commissionato dal Ministero Cinese della Cultura. Nel 1994 rassegna le dimissioni con i gradi di colonnello dalla Chinese military dance company. Crea la performance “Black and Red” e riceve (prima volta in Cina per uno spettacolo di danza moderna) il premio del Ministero della Cultura. Nel 1996 collabora alla realizzazione di "Beijing Modern Dance Ensemble", la prima compagnia di danza moderna di Pechino. Crea la sua "Jin Xing Dance Theatre", e nel 2000 si trasferisce a Shanghai. Partecipa a film e spettacoli teatrali e nel 2006 fonda lo "Shanghai Dance Festival", primo festival di danza indipendente in Cina.
Ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali: nel 2004 è stata premiata come membro onorario di Elia, la Lega Europea degli Istituti d'arte; nel novembre 2006 riceve la laurea honoris causa dal Dartington College of Arts nel Regno Unito.
Rileggo quello che ho scritto e sembra un tappeto di petali, in fatti Jin Xing ha dovuto piu' di una volta combattere per poter continuare, libera di creare a suo piacimento, il proprio lavoro e quella che vede come sua missione: portare la danza moderna in Cina.
Le auguro moltissimi anni di creativita'.

Per quelli che vogliono saperne di piu' posso consigliare:
Documentario: "Colonel Jin Xing: A Unique Destiny"
Libri: “ShangHai Tango: a Memoir” Editore: Atlantic, in Inglese (vedete su Amazon)

Marco Maurizio Gobbo


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TUTTI I COMMENTI

11/04/2011 13.00.18
John, hong kong
wow! you are a real cross-cultural animal! :-)

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