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ARTASIA
cosa, quando e dove succede

 
AGGIORNAMENTO 11 04 2011: AI WEI WEI incarcerato, la stampa italiana non ne parla.

Ai Wei Wei

AGGIORNAMENTO 11 aprile
A Hong Kong hanno organizzato una marcia di protesta per l'incarcerazione di Ai Wei Wei, che continua a essere detenuto sotto le generiche accuse di "crimini economici".

Le seguenti notizie le cito dal South China Morning Post di Hong Kong, edizione del 11 aprile 2011, pag. A6 National.

La Signora Hillary Rhodam Clinton (US Segretario di Stato) ha richiesto a Pechino di rilasciare le dozzine di attivisti imprigionati nelle ultime settimane, Pechino ha risposto ribadendo alla Clinton di "non interferire negli affari interni cinesi".
Non solo: alla pubblicazione di un indagine sulla situazione dei diritti umani emanata dal Dipartimento di Stato Usa, che dice che "la Cina ha aumentato i suoi sforzi di controllo su media, internet e attivisti", Pechino controbatte pubblicando (a uso interno, ovviamente) un suo rapporto titolato " The Human Rights record of the United States 2010", dove, dopo aver rivolto accuse agli USA di aver riempito il suo rapporto di gravi distorsioni, condanna gli USA per "essere ciechi alla loro propria terribile situazione dei diritti umani, che raramente viene menzionata"
Anzi: raccomanda agli Stati Uniti di "prendere concrete azioni per migliorare le condizioni dei diritti umani nel proprio Paese, e di smetterla di usare l'argomento dei diritti umani per interferire negli affari interni degli altri paesi".
Hillary Clinton ha menzionato anche Ai Wei Wei.

A questo punto sono assolutamente sbalordito dall'ignavia dimostrata dai mass media italiani, ma forse qualcosa cambiera', visto che Pechino ha appena arrestato piu' di 160 cristiani della Chiesa Cattolica  "non ufficiale", cioe' non controllata dal governo cinese: forse se il Vaticano manda una parolina, insieme ai lai per le sorti dei credenti, si aggiungera' una notarella per Ai Wei Wei e gli altri attivisti arrestati.

AGGIORNAMENTO 8 aprile
Va bene, visto che le gloriose testate italiane continuano a non dire nulla, vi aggiorno io. Altrimenti leggete giornali in inglese, francese, tedesco...

Il ministro degli esteri cinese insiste che l'investigazione (con annesso carcere) per Ai WeiWei non ha nulla a che fare con diritti umani o liberta' di espressione. Moglie e parenti di Ai WeiWei insistono che le accuse sono assurde e politicamente motivate dal fatto che Ai WeiWei e' l'artista piu' attivo nel campo delle richieste di protezione dei diritti umani e garanzia della liberta' di espressione.

La portavoce del governo dice che " La Cina e' un paese governato dalla Legge e che agira' in accordo con essa. Spero che tutte le nazioni rispettino le decisoni cinesi".
Intanto le leggi cinesi dicono che la polizia deve informare i parenti di un individuo entro le 24 ore dal suo fermo, a meno che sia impossibile farlo, o che la cosa arrechi danno all'indagine.
Infatti la famiglia NON e' stata ancora ufficialmente informata e la moglie ha mandato una lettera chiedendo  dove e in quali condizioni si trovi Ai WeiWei, e perche' sia stato arrestato.
La polizia non ha risposto a nessuna domanda arrivata dai media internazionali (quelli nazionali si guardano bene dal chiedere alcunche', anche perche' vuoi che i controllori chiedano ai controllori che cosa stia succedendo?)
Giusto per capirsi per cosa si intenda per "governo della legge e del suo rispetto".

La sorella di Ai Wei Wei ha dichiarato che le accuse di "crimini economici sono assurde, e il fatto che sia stato prelevato e praticamente fatto sparire in questo modo lo dimostra" ha aggiunto " Questo e' il comportamento di una banda di criminali, piu' che di un paese governato dalla legge".

Ai Wei Wei si aspettava, prima o poi, il suo arresto e, a detta della madre, aveva chiesto a tutti di non intromettersi cercando di fermarlo nella sua attivita'. La madre aggiunge che se non sara' rilasciato sara' l'inizio di una lunga battaglia per Ai WeiWei perche' non accettera' di firmare nessuna auto accusa falsa per guadagnare piu' rapidamente la sua liberta' personale.
Se non gli sara' resa giustizia semplicemente rifiutera' di uscire dal carcere

In una intervista dello scorso anno data al The Guardian Ai Wei Wei disse che lo stato avrebbe, prima o poi, preso provvedimenti contro di lui, e che funzionari avevano visitato la sua banca. Aggiunse: " Devo parlare anche per chi attorno a me ha paura, o che pensa che non ne valga la pena, o che abbia rinunciato completamente. Cosi voglio essere un esempio: voi potete fare questo a me? Ok, a me sta bene."

Un avvocato ha aggiunto che "crimini economici" e' una definizione vaga e non e' chiaro di cosa sia realmente accusato. L'arresto di Ai WeiWei arriva dopo un raid di arresti che ha visto un alto numero di attivisti, dissidenti e avvocati arrestati formalmente o semplicemente spariti.

Auguro sempre la buonanotte ai giornali italiani, ai bloggers dall'Asia, agli inviati speciali e a tutti coloro che si occupano di "informazione" in Italia, che dal 3 aprile hanno deciso, per i piu' disparati motivi, di non riportare nulla di tutto cio'.

AGGIORNAMENTO 7 aprile
XinHua, ovvero l'agenzia di stampa governativa cinese, ha annunciato che Ai Wei Wei e' investigato per "crimini di tipo economico", questo dopo 5 giorni di silenzio dalla data della sua scomparsa.
Considerato che Ai WeiWei e' noto per la sua posizione critica nei confronti del governo, non poteva che essere accusato di crimini "normali" per essere trattato da "criminale comune".
XinHua non ha dato altri dettagli.
Mercoledi' scorso il giornale (governativo) Global Times ha definito Ai WeiWei individuo dedito ad azioni ambigue dal punto legale.
La moglie ha dichiarato che non ha ancora avuto notizie del marito, da parte delle autorita'.
Ai WeiWei e' in assoluto la voce piu' forte contro la mancanza di diritti umani e liberta' di espressione, le sue proteste sono espresse anche tramite i suoi lavori. notissimo l'ultimo esposto alla Tate di Londra.
 
Blog precedente
Il piu' noto artista cinese a livello internazionale e' sparito dalla circolazione da domenica 3 aprile, dopo essere stato fermato dalla polizia all'aeroporto di Pechino.
Protestano la Francia, la Germania, gli USA... ne parla la stampa in tutto il mondo, ma non quella italiana.
Su Facebook (putroppo non posso accedervi, da qui) e' partita una raccolta fime internazionale (

We are all Ai Weiwei, 1000000 people demanding the release of Ai ...

http://www.facebook.com/pages/1000000人要求释放艾未未-FREE-AI-WEI-WEI/ ... 爱艾未未-Love Ai Weiwei: 纽约著名建筑师Lebbeus Woods的声明:THIS CANNOT PASS ...
www.facebook.com/event.php?eid=211956112164539 - 网页快照

A tutt'oggi non ci sono tracce di notizie sulle edizioni in linea dei "maggiori giornali nazionali italiani".
Mi sembrava una svista, una curiosa defaillance, ma come, con quel po' po' d'inviati a Pechino e Shanghai, che scrivono blogs e articoli quasi quotidianamente...

Invece adesso, a oltre quattro giorni dal fatto che sta mobilitando artisti e mass media in praticamente tutta Europa , USA e altre nazioni, il silenzio della stampa italiana comincia a essere assordante.

Invito lettori, bloggaroli e chiunque partecipi a Exibart di tentare una spiegazione di tutto cio'.
Intanto butto li un'ipotesi: c'entra mica il fatto che il 2011 e' l'anno della Cina in Italia?
Ai giornalisti italiani ri auguro la buonanotte.

Qui il link alla BBC:
http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-pacific-12971879
Approfondimenti su The Guardian, edizione online.




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TUTTI I COMMENTI

02/05/2011 12.53.43
Sara Giannini
Grazie all'intercessione e all'impegno di Giovanna Cosenza che ha dato visibilitá al mio articolo, l'associazione di giornalisti Pulitzer ha indetto una petizione italiana per il rilascio di Ai Weiwei: http://www.associazionepulitzer.it/

GRAZIE!

12/04/2011 2.16.48
Marco
Grazie Sara Giannini per la voce in piu'. Grazie a tutte le voci in piu'.

11/04/2011 12.58.23
john, hong kong
my knowledge of Italian is limited, but thank you for your posting

10/04/2011 21.21.31
Sara Giannini
Una voce in più. Da stasera anche Roar Magazine si occupa del caso Ai Weiwei.

http://www.roarmagazine.it/fenomeni-da-baraccone-20/politica/265.html#axzz1ICvczj46

09/04/2011 9.57.10
Marco
Grazie Giovanni e Sandro per l'intervento e la citazione dalla poesia del padre di Ai Wei Wei, Ai Qing, un uomo che e' stato imprigionato e torturato prima dal Kuomingtan, che si uni al movimento comunista pensandolo la scelta giusta per la modernizzazione e la creazione di una nuova Cina, per essere poi accusato di essere un "destrista" e quindi esiliato e censurato dai comunisti, per poi essere "riabilitato" nel 1979. I giornali italiani? bah...
Marco

08/04/2011 19.19.04
Giovanni Bonanno & Sandro Bongiani

Piccolo contributo al dibattito di M. Gobbo

In Italia il silenzio e d'oro e spesso andiamo a compromessi di qualsiasi genere. In questo siammo davvero specialisti. Vedi, per esempio, la situazione politica sclerotizzata che abbiamo in questo paese ormai al tracollo. Non ci meravigliamo più di niente. I giornali, i giornalisti e persino i sindacati di qualsiasi credo e parrocchia sono merce di scambio a caro prezzo.
Tu ti stupisci ancora di questa non presa di coscienza del problema di Ai Weiwei?
Direi, che per noi, "è tutto normale paisà"

Intanto ti auguro la buonanotte, (se riusciremo a prendere sonno).
Sandro Bongiani

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