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AI WEI WEI AGGIORNAMENTO 12 04 2011 Estratti dall'ultima intervista prima di essere detenuto


Riporto qui degli estratti dall'ultima intervista di Ai Wei Wei prima di essere detenuto. Questi estratti sono tradotti da un articolo apparso su "The Guardian", in UK.

Ai Weiwei: 'Sotto molti punti di vista la Cina è ancora proprio come il Medioevo'

Due giorni prima della scomparsa di Ai Weiwei, l'artista ha denunciato le molestie e la stretta sorveglianza della polizia nel suo studio a Pechino, e ha avvertito che "le persone che pensano e che parlano diversamente vengono gettate in prigione".

Descrivendo la sorveglianza a cui era stato sottoposto dalle autorità cinesi, ha detto: "Ci sono due telecamere di sorveglianza al mio cancello, il mio telefono è spiato e ogni messaggio che viene inviato sul mio microblog è censurato.
"Ieri e il giorno prima, piu' di una dozzina di poliziotti sono venuti al mio studio, ma per me e' solo un fastidio. Stanno arrivando anche oggi", ha detto, parlando a un'emittente tedesca ARD nella sua ultima intervista prima di essere bloccato dagli agenti all'aeroporto di Pechino.

"La Cina in molti modi è proprio come nel Medioevo. Il Controllo della Cina sul mente delle persone e il flusso di informazioni è proprio come prima dell'illuminismo," ha detto.
Profeticamente, ha aggiunto: "Scrittori, artisti e commentatori sui siti web sono detenuti o gettati in prigione quando riflettono sulla democrazia, l'apertura, le riforme e tentano di ragionare", ha detto. "Questa è la realtà della Cina".

Ai e' diventato la vittima più importante della piu' dura repressione cinese sul dissenso dell'ultimo decennio ed è stato arrestato all'inizio di questo mese. I Paesi occidentali e diversi gruppi di artisti hanno chiesto il rilascio dell 'artista, la cui sorte è ancora sconosciuta.

Nell'intervista Ai deplora le limitazioni alla libertà di espressione, dicendo che "ogni notizia in Cina è controllata dal ministero della propaganda". Ma lui insisteva che voleva rimanere in Cina. "A meno che non abbia assolutamente altra scelta, per esempio se la mia vita fosse minacciata, non lascerò qui perché appartengo a questo posto e non vi è motivo per me di lasciare."

"L'unica cosa che posso fare in Cina è andare su internet, ma il mio nome è una parola censurata su internet in Cina, il mio nome non può essere visualizzato sui siti web cinesi. Le condizioni di lavoro sono pessime.."

Ha descritto il suo ruolo di dissidente famoso che usa il web, in particolare del sito di microblogging Twitter, per comunicare con i giovani in Cina. "Loro dicono: 'Questo tipo è un arrivato e potrebbe fregarsene e fare cio' che vuole, eppure parla e rischia per me nel criticare l'attuale situazione e vuole che sia cambiata' Quindi quello che faccio dà alla gente speranza in questo buio impenetrabile. Ci sono parecchie persone che non ne possono piu' di questa situazione, alcuni ormai da più generazioni, e hanno sviluppato una disperazione totale"

La sorveglianza costante da parte delle autorità, ha detto, "mostra sempre la debolezza del loro potere, una situazione pietosa, non vorresti neanche parlarne della loro mancanza di fiducia, della loro mancanza di abilita' nel comunicare, del loro rifiuto nel discutere qualsiasi questione intellettualmente . [Il partito comunista] deve avere un nemico. Devono trasformarti nel loro nemico per consentirgli di continuare la loro esistenza. E ' molto ironico. "

I "Semi di girasole" di Ai Wei Wei, l'attuale installazione alla Turbine Hall della Tate Modern, e' in mostra fino al 2 maggio 2011. L'edificio è diventato oggetto di manifestazioni di sostegno per l'artista, con le parole "Release Ai Weiwei" ben visibile dalla lightbox nella parte superiore del palazzo che è solitamente riservato per pubblicizzare mostre. Domenica scorsa artisti cinesi e simpatizzanti britannici hanno deposto immagini di semi di girasole con i nomi di 50 artisti e dissidenti cinesi attualmente detenuti, sul prato antistante la galleria.


scritto 12/04/2011 01:00:00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: ai wei wei semi di girasole ai wei wei turbine hall tate modern the guardian
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