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ARTASIA
cosa, quando e dove succede

 
Release Ai Wei Wei: Perche' parlarne.

un manifestante davanti alla Tate di Londra

La stampa italiana continua ad ignorare il caso Ai Wei Wei. Eccezione, senza accenno al nome, il Sole24ore che ha pubblicato un articolo "Stretta di Pechino contro i Dissidenti".
L'articolo scrive (quoto): "La ragione della totale acquiescenza del mondo occidentale sui diritti umani nei confronti del Governo cinese è racchiusa nelle parole di un imprenditore straniero: «Oggi senza la Cina l'economia mondiale sarebbe completamente paralizzata - dice -. Anche la Germania, se non vendesse quello che vende in Cina, sarebbe in grosse difficoltà. Vista la situazione, quindi è meglio evitare polemiche sgradite a Pechino e lavorare come nulla fosse»."

L'Italia ha abbracciato alla lettera lo spirito con in quale si chiude l'articolo: "La Cina è un mercato irrinunciabile per il mondo intero. E poco importa se, proprio in queste settimane, una classe dirigente terrorizzata dal possibile contagio delle insurrezioni popolari nel mondo arabo sta mettendo in atto una repressione contro la dissidenza interna senza precedenti nei suoi otto anni di Governo. Intanto, il mondo libero tace perché gli affari sono affari.".

Intanto di Ai Wei Wei, arrestato ma finora non si sa dove, e non si sa nulla delle sue condizioni generali di salute (quindi uno "scomparso") ne scrivono all'estero, e dall'estero arrivano reazioni piu' coraggiose.
Perche' se e' vero che la Cina ha il diritto di investigare persone o aziende per presunte attivita' illegali, e' vero che non puo' piu' permettersi, da seconda superpotenza mondiale, di usare metodi che appartengono al repertorio della repressione classica delle dittature.
Mentre qui se ne parla (qui non e' l'Italia) in Cina i pochi mass media che scrivono su Ai Wei Wei lo denigrano (artista di terza categoria, hanno scritto) e nessun giornale o mezzo di comunicazione dice (perche' come fanno i controllori a chiedere a se' stessi?) che uno stato moderno dove vige la Legge (e non le leggi usate a proprio piacimento da una elite di nuovi faraoni al potere) non puo' permettersi di far "sparire" chichessia.

Non ci possono essere scuse per questo metodo: e' illegale, punto e basta. Il giornale Observer scrive che il segretario assistente del dipartimento di Stato americano Kurt Campbell, ha parlato di questo durante un meeting a Pechino.
Davanti alla Tate di Londra hanno chiamato la protesta "Nian Nian Bu Wang" "Leggi , Leggi non dimenticare", che era poi il titolo di un evento che Ai Wei Wei aveva organizzato per invitare a non dimenticare i bambini uccisi durante il terremoto in Sichuan del 2008. Il post terremoto aveva visto Ai Wei Wei cercate di aprire il muro di omerta' calato sulle responsabilita' di chi aveva permesso la costruzione di uffici pubblici e scuole di qualita' scadente, che si erano polverizzate durante il terremoto. Anche in quella occasione il suo blog fu censurato e il suo lavoro intralciato in ogni modo. La verita' ufficiale non poteva essere discussa, anche perche' in un paese dove chi costruisce e' chi governa, e chi governa controlla i mass media, e chi controlla i mass media e' chi fa le leggi, come si fa a controbattere ad armi pari?

E' proprio perche' la sfida e' cosi impari, titanica, che gli sforzi di persone come Ai Wei Wei, Liu Xiao Bo (premio nobel per la pace 2010, in carcere in Cina e costantemente denigrato da tutta la stampa nazionale) e di altri attivisti e avvocati deve essere riconosciuta e sostenuta da chi puo' farlo. Meglio ancora se anche la comunita' di cittadini cinesi che vivono all'estero, oltre a pensare al business, cominciasse seriamente a parlarne in tutte le sedi possibili. Questo per evitare di vedere sempre etichettate dal governo cinese certe istanze come "interferenze del mondo occidentale". Queste sono legittime domande da parte di uomini liberi che vogliono che alle parole "apertura" e "democrazia" seguano atti che aderiscano al significato di queste parole.

Quando la Cina diventera' la prima potenza mondiale economica, se non evolvera' e cambiera',  avremo una dittatura oligarchica con un immenso potere economico a sostenerla, potere economico che dipendera' in gran parte dal suo mercato interno, con la maggior parte degli altri Stati nei panni di vassalli politici o/e economici. Volenti o nolenti. A quel punto, qualsiasi nefandezza verra' compiuta dall'oligarchia dittatoriale al potere, sara' molto difficilmente censurabile o punibile. Pressioni classiche come "sanzioni economiche" non avranno senso, e se si arrivera' a condizioni di tensione di conflitto militare, il ricatto "economico", che si sta sviluppando in questi anni, sara' un arma in piu' in un arsenale di per se gia' formidabile.

 


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