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ARTASIA
cosa, quando e dove succede

 
Ai Wei Wei e 'il governo della legge' in Cina


Continua a non esserci notizia sulla stampa Italiana sul caso Ai Wei Wei, arrestato il 3 aprile 2011 in Cina per opera della polizia che lo detiene in posto sconosciuto, con l'accusa di "crimini economici". All'estero ci sono petizioni di artisti, gente comune, direttori di gallerie e musei (Richard Armstrong, direttore del Guggenheim Museum and Foundation, Glen Lowry del Museum of Modern Art in New York, Sir Nicholas Serota della Tate...). Qui si prosegue con le bungate e divertiamoci a vedere come la magistratura venga diffamata e calunniata.
Le notizie qui di seguito sono state miscelate con una traduzione di un articolo apparso su The Guardian, in UK, scritto da Isabel Hilton il 7 aprile del 2011.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Signora Hong Lei questa settimana ha ribadito ai giornalisti a Pechino che "la Cina è un paese governato dalla legge", e "in altri paesi non hanno alcun diritto di interferire" nel caso di detenzione dell'artista Ai Weiwei. Che la Cina abbia delle leggi e che sia governato da quelle leggi non e' esattamente come affermare che la Cina sia uno stato di diritto. E' su questa sottile ma profondissima distinzione che l'oligarchia al potere gioca, a suo favore, mediaticamente e politicamente, in ogni dibattito e circostanza, come scoprono continuamente tutte le vittime della corruzione da parte dei burocrati, poliziotti e apparati politici.

L'uso del concetto di "legge" come strumento di governo autoritario fa data alla dinastia Qin,
2000 anni fa, ed e' a questa tradizione che fa capo la leadership cinese.
In Cina NON esiste l'indipendenza della magistratura e a capo del suo sistema giuridico c'e' un signore che si chiama Luo Gan che non e' giudice o avvocato, ma un ingegnere che e' li per assicurare che il sistema serva al partito. Come ha tranquillamente dichiarato, il suo ruolo e' quello di guardia contro i "negativi concetti giuridici occidentali" come, appunto, l'indipendenza della magistratura.

Il Partito controlla i tribunali, nomina i giudici e detta abitualmente i verdetti.

Sembra abbastanza evidente che in questo caso sia molto difficile che i "controllori" accusino, processino e condannino i "controllori". Il potere non processa se stesso, solo un altro potere puo' farlo.


Nell'improbabile ipotesi di un cittadino che vinca un caso, il giudice avrebbe poco potere per far rispettare il verdetto senza il sostegno degli stessi funzionari statali.

Un cittadino cinese è
spesso nella situazione kafkiana di ricorrere nel chiedere giustizia a chi ha commesso l'abuso
nei suoi confronti.

La legge, quindi, diventa un mezzo pratico per detenere, molestare e ostacolare avvocati difensori che intralcino in qualche modo lo Stato (burocrati, apparati, funzionari eccetera) e per perseguire i cittadini che si lamentano, accusandoli di vaghi reati contro l'ordine pubblico, la stabilità sociale, la sicurezza nazionale o, come nel caso di Ai Weiwei, di crimini economici.

Ed eccoci ad Ai Wei Wei.
Ai Wei Wei e' accusato di presunti reati economici, quali non si sa. E in questo momento, la Cina non dice neanche dove sia detenuto e in che condizioni di salute. Non ha neppure, ancora, notificato ufficialmente la sua famiglia, probabilmente per non far sapere dove si trovi e non dare adito a manifestazioni.
Qualsiasi reato economico Ai Wei Wei abbia commesso impallidira' a confronto con quelli dei funzionari dello Stato cinese, che si calcola rubino più di $ 80 miliardi (di dollari) l'anno. Una relazione della Pechino Renmin University nel 2005 ha stimato che il 90% dei funzionari cinesi spendono più di quello che nominalmente guadagnano,
quindi anche se esistessero dei "crimini economici" commessi da Ai Wei Wei è improbabile che siano il vero problema e la ragione ultima della sua detenzione.
Molto più importanti sono i suoi cocciuti sforzi nel documentare i nomi delle persone uccise dalla corruzione ufficiale. In questo egli ha goduto di maggiore libertà rispetto a molti: essendo figlio del celebre poeta rivoluzionario Ai Qing, si poteva considerare come un membro della "aristocrazia" della nuova Cina.
Ma quando si mise a raccogliere i nomi dei bambini che perirono nel crollo delle trappole mortali delle loro scuole mal costruite, nel terremoto dello Sichuan nel 2008, comincio' a calpestare le dita di piedi molto sensibili.

Nessun ufficiale o burocrate è stato perseguito per corruzione,
per la costruzione di scuole che si sono letteralmente polverizzate seppellendo i bambini, mentre di fianco altre costruzioni non subivano alcun danno rilevante.
Invece, i genitori che chiedevano giustizia sono stati ostacolati e molestati, un insegnante che ha cercato di aiutarli è stato incarcerato, e Ai Weiwei stesso ha sofferto di una emorragia cerebrale dopo essere stato picchiato.

Ai Wei Wei non è stato il primo a testare i limiti della tolleranza ufficiale. Quando la corruzione nel settore lattiero-caseario ha portato all'avvelenamento da melanina di un quarto di milione di bambini nel 2008, la notizia fu soppressa per diversi mesi in modo da non rovinare l'atmosfera gioiosa, gloriosa e auto celebrativa dell'anno delle Olimpiadi.

L'impresa responsabile è stata processata, ma i molti funzionari e burocrati di partito, assolutamente complici della truffa che andava avanti da anni, non sono stati toccati.
Perche' aggiungere la melanina al latte? Perche' a superficiali esami chimici dava una maggior consistenza di contenuto proteico al latte (latticello, direi). Se poi si pensi per un attimo a tutti i prodotti industriali che usano il latte nelle loro preparazioni, si puo' cominciare ad immaginare i danni subiti, a tutti i livelli, di danno economico e alla salute, dai cittadini cinesi.
Tra i genitori che hanno osato protestare c'era Lianhai Zhao, che ha continuato a promuovere campagne di risarcimento per il proprio bambino, che ha sviluppato calcoli renali. Egli è stato condannato a due anni e mezzo di carcere. Un altro padre, Guo Li, si e' preso una condanna a cinque anni.

Ma punire le vittime perche' osano intentare un'azione legale contro i funzionari corrotti non
sembra più essere sufficiente. Negli ultimi mesi una serie di arresti e sparizioni di avvocati attivisti ha segnalato un serio attacco su chi chiede un reale esercizio dei diritti legali. Il caso più noto è quello di Gao Zhisheng, noto avvocato per i diritti umani, che è stato condannato nel 2006 per "incitamento alla sovversione" - e scomparso lo scorso aprile.

Nel mese di febbraio 2011, tre avvocati di alto profilo sono "scomparsi" e un altro si e'
ritrovato con le gambe rotte. mentre tentava di visitare Chen Guangcheng, un avvocato cieco che è agli arresti domiciliari. La curiosità per il destino di questi avvocati è "scoraggiata": un avvocato di Pechino, Liu Xiaoyan, è stato detenuto per 10 ore nel mese di febbraio, dopo aver fatto una richiesta on-line riguardo la sorte di un collega Shanghai.

Questo e' il clima, surreale, del "rispetto della legge" nel quale avviene la scomparsa di Ai Wei Wei.

Il silenzio tombale della stampa italiana e' vergognoso, e suscita anche qualche sospetto.
Che la comunita' (scherzavo, dai! comunita' :-)) degli artisti italiani non si senta minimamente toccata, invece, non mi sorprende.
PS: a chi mi ha spedito una email chiedendomi perche' scrivo di Ai Wei Wei e della Cina invece di occuparmi di altri artisti o avvocati ingiustamente incarcerati in altre nazioni, rispondo che tendenzialmente parlo delle cose che conosco, e che occuparsi della liberta' e dei diritti di uno e' come occuparsi della liberta' e dei diritti di ciascuno, e anche dei miei.





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21/04/2011 20.44.47
Cristiana Curti
Grazie. Grazie. Grazie.

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