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Ci sono diversi quartieri di artisti a Parigi, ma quello che
preferisco è decisamente Montmartre,
ed è anche il luogo in cui ho scelto di vivere. Sulla collina che sovrasta la
parte nord della città, la cosiddetta “Butte”, si può ammirare un panorama
unico sulla ville lumière. Da
quassù non si ha l’impressione di stare in una metropoli, bensì in una sorta di
villaggio dove tutto è a portata di mano e a passo d’uomo. Nella turistica Place
du Tertre i ritrattisti propongono
anche caricature e, nei mesi estivi, si dimenano tra i tavolini dei ristoranti
per attirare i curiosi pronti a farsi immortalare da abili carboncini.
Sino al 1850 si affittavano case a prezzi modici, tant’è che gli
artisti popolarono questa collinetta, annessa al territorio parigino nel 1860,
proprio per i vantaggi economici che offriva. Cominciarono ad essere numerosi
gli ateliers di artisti tra il 1850 ed il 1870, ospitando celebri nomi come
quelli dei pittori impressionisti Manet, Monet, Renoir, Degas, Pissarro. Ancora
oggi si trovano i loro nomi sui citofoni di alcune abitazioni: un omaggio che
gli abitanti di Montmartre hanno voluto manifestare nei confronti dell’arte.
Anche Amedeo Modigliani saliva
e scendeva le scalinate della Butte
e frequentava locali bohémien come il Lapin Agile, vecchia osteria che oggi propone serate di musica
popolare francese per i nostalgici, di fronte alla vigna di Montmartre, ciò che
resta della campagna dell’epoca e divenuta oggi giardino annesso al museo
comunale ed ex-residenza di artisti.
Di tutti i pittori che passarono di là, uno in particolare ha attratto
la mia attenzione, Maurice Utrillo.
Figlio di Susan Valadon, pittrice e soprattutto intrattenitrici di artisti, era
spesso cacciato di casa dalla madre impegnata in occupazioni private coi suoi
ospiti. Per passare il tempo Maurice rimaneva pazientemente seduto sui gradini
di casa, dipingendo melanconici scorci dei vicoli di Montmartre. La sua
tristezza è ancora viva sulle tele ed i suoi quadri sono documenti toccanti
della povertà e della poesia del suo tempo.
Il volto di questa parte della città contiene ancora oggi una
dimensione intima di villaggio, di quartiere a parte, dove la familiarità dei
commercianti e delle boutiques accompagnano le passeggiate dei turisti. Almeno
una volta al mese qui si gira un film, le strade di Montmartre sono il setting
più ambito per le pellicole dal sapore romantico. Fotografi, aspiranti pittori
e studenti delle belle arti si siedono pensierosi sugli scalinate per catturare
l’ispirazione e lo scorcio migliore che possa valere loro una promessa di
carriera. E per i semplici abitanti, un poco artisti pure loro, l’aria che si
respira qui è più fresca e frizzante di quella del centro città. Per tutti
coloro che sono alla ricerca di uno spunto, di un’idea, o di una semplice passeggiata,
questo è il luogo che vale la pena scoprire. Diceva Henry Miller che Parigi
entra nelle ossa del suo visitatore, ma Montmartre è per un artista qualcosa di
più, una parte di sé che può trovare soltanto su questa collina, un segno
indelebile come le tele di Utrillo.
Ilaria
Giannetta
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