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ARTASIA
cosa, quando e dove succede

 
Confucianesimo, autoritarismo, comunismo, nazionalismo e loro riflessi nell'arte cinese. (Prima Parte)

Confucio, foto da Shunya net

Dopo aver vissuto in Cina e studiato Storia cinese per cinque anni, cerco qui di delineare alcune idee e concetti provvisori su questioni che sono di solito poste da domande come: perché i cinesi non si ribellano ad un forte Stato autoritario? Perché agli individui è costantemente negata la libertà di critica, di opinione e di creare diversi partiti? Dove può portare la fine del comunismo come ideologia principale in Cina? Che cosa può essere un prossimo sostituto per questo tipo di governo? .. e così via.

Le riflessioni, dopo un primo excursus spicciolatamente sociale e politico, convergeranno poi verso una prima analisi di come le idee guida di Confucianesimo, Autoritarismo, Comunismo e Nazionalismo si riflettano nell'arte cinese.
Questo mio tentativo è spinto da domande poste a me da amici provenienti da diverse parti del mondo. Queste sono semplici riflessioni che possono indicare alcuni punti per chi sia interessato a questi temi, che meritano uno studio molto più profondo che i miei umili sforzi. Gran parte dei riferimenti storici qui sono ripresi dalle seguenti fonti:
 A) “China a New History” by John K. Fairbank and Merle Goldman, Second Edition, The Belknap Press of Harvard University Press, Cambridge, Massachusetts, 2006

B) “The Analects of Confucius” Modern Chinese Translation, by Yang Bojun and Mu Shuping, Qi Lu Press, 2008

C) “ A Traveler’s History of China” by Stephen G Haw, Windrush Press Book, 2002

D) “When China Rules the World” by Martin Jacques, Allen Lane by Penguin Books, 2009

E) Wikipedia

Confucianesimo

Confucio (
孔夫子 KongFuZi, noto anche come 孔子 KongZi. Questo è il titolo onorifico dato a lui dai suoi discepoli, il vero nome è Qiu ZhongNi.)
Confucio (551, tradizionalmente il 28 settembre-479 BP) e la sua scuola di pensiero sorgono nel cosiddetto “Periodo delle Primavere e degli Autunni”, all'inizio del periodo delle Cento Scuole di Pensiero, che è termine per indicare la fioritura di parecchie scuole filosofiche (confucianesimo, moismo, taoismo, legismo, scuola dei nomi, la scuola dei naturalisti detta anche dello Yin e Yang e loro derivazioni e contaminazioni)
, in concorrenza tra loro.
Il nome “Periodo delle Primavere e degli Autunni”, e il seguente periodo degli "Stati Combattenti" è una divisione in due parti di ciò che fu il periodo storico della dinastia Zhou Orientale.

Queste divisioni e nomi derivano dal fatto che, per la prima parte, la principale fonte storica è un libro chiamato "Annali della Primavera e Autunno", tradizionalmente attribuito a Confucio, e i suoi commenti, mentre per il secondo la fonte è un libro chiamato "La strategia degli Stati Combattenti
". Questo fu un periodo di sanguinose lotte di potere, disordine e guerra continua tra i diversi Stati emergenti. Sono stati contati quasi dodici stati principali e un numero molto più grande di stati in scala ridotta (all'inizio della dinastia Zhou orientale si contano quasi 170 di questi stati) durante il Periodo delle Primavere e degli Autunni. Gli Stati maggiori gradualmente conquistarono, occuparono e assorbirono gli Stati più piccoli e deboli, prima di affrontarsi l'un l'altro.

In questo periodo di grande incertezza e instabilità, i governanti cercano di preservare la loro forza e la loro posizione, e molti pensatori e filosofi cercano di consigliare i vari governanti. Confucio e la sua scuola erano tra almeno una mezza dozzina di altre grandi scuole di pensiero i cui scritti sono sopravvissuti fino a oggi. Infatti, il Confucianesimo diventò una filosofia importante molto più tardi, sotto la Dinastia Han, in un amalgama con il cosiddetto Legismo Qin (così chiamato per l'insistenza sull'uso di leggi severe come base per mantenere l'ordine e il controllo della società, qualcosa che è replicato anche oggi dal concetto comunista di "Rule of Law", che non significa "Governo del Diritto").

Il legismo (法家; Fǎjiā), elaborato da Han Feizi (morto nel 233 a.C.) e Li Si (morto nel 208 a.C.), sosteneva che la natura umana è incorreggibilmente egoista e che l'unico modo di mantenere l'ordine sociale era l'imposizione di leggi dall'alto, applicate con severità. I legalisti esaltavano il potere dello stato, e si concentravano più sulla prosperità e sulla forza militare dello stato che non sul benessere dei sudditi. Il legismo influenzò profondamente le basi filosofiche della Cina imperiale. Durante la dinastia Han si operò una sintesi di elementi confuciani e legalisti, creando una forma di governo che sarebbe rimasta in gran parte immutata fino alla fine del XIX secolo. (Wikipedia)

 

Lo scopo originario del legalismo era di fare in modo che chi governasse lo Stato avesse il potere assoluto, sostenendo uno Stato forte e centralizzato che potesse prepararsi alla conquista di tutti gli altri e fondare un Impero. Questo tipo di confucianesimo-legalista è stato chiamato da alcuni storici Confucianesimo Imperialista, a sottolineare la differenza tra questo e il primo e anche le seguenti forme di Confucianesimo (A) “China a New History” )

La base logica di un ordine sociale è, in termini Confuciani, il riflesso terrestre di un ordine cosmico, e la sua gerarchia di relazioni tra superiore-inferiore. I genitori sono superiori ai figli come gli uomini sono superiori alle donne e come i governanti sono superiori ai loro soggetti governati. Ogni persona ha un ruolo prefissato da svolgere "… un insieme fisso di regole sociali e di aspettative cui l'individuo deve conformarsi", come è stato esposto da Thomas Metzger (in Cohen e Goldman, 1990) (A) “China a New History”)
L'insegnamento Confuciano non si occupa dell'educazione delle masse, il suo messaggio è più rivolto a chi governa e alla classe dirigente, e le sue priorità erano correttezza nell'espletamento dei Riti religiosi e statali, poi il concetto di "Ren" che possiamo tradurre come "umanesimo" o "sensibilità umana" e infine lo Studio e L'Educazione.
E' utile ricordare che la posizione del "Dialoghi" di Confucio nella cultura cinese è simile alla posizione della Bibbia nella cultura occidentale. Ha avuto la più grande influenza sulla cultura e psicologia cinese, e anche nei paesi vicini, e Confucio è considerato una delle grandi figure storiche che con il loro pensiero hanno cambiato il mondo. (B) "Dialoghi di Confucio")
Detto questo, qualsiasi analista della cultura cinese dovrebbe attentamente considerare taoismo e buddismo, e le loro influenze sul confucianesimo per avere una migliore idea sulle basi della cultura cinese.

I "Dialoghi" sono un libro che è stato ed è tuttora ampiamente studiato, annotato, commentato e in qualche modo adattato alla contingenza dei tempi: infatti, negli ultimi anni diversi studiosi hanno dimostrato come il confucianesimo corra in profondità sotto la dottrina ufficiale comunista.
Il nome originale dei "Dialoghi" è "Lun Yu", che può essere tradotto come "Redazione dei Discorsi", e in effetti è un resoconto dei discorsi tra Confucio e i suoi discepoli, incluso esempi delle loro attività sociali. Un’analisi del libro ha dimostrato che non è stato compilato da una sola persona, ma da diversi discepoli di Confucio e dai loro discepoli, in tempi diversi dopo la morte del Maestro.
(B) "Dialoghi di Confucio")

I più importanti principi confuciani sono:

1) "Jun Jun Chen Chen Fu fu zi zi" che possiamo tradurre come "Che chi governa, governi, che chi amministra, amministri, che il padre sia padre e il figlio sia come il figlio", il che significa: se ognuno svolge il suo ruolo, contribuirà a sostenere l'ordine sociale. Poiché le aspettative e gli atti di tutti i giorni sono sotto gli occhi di tutti, possiamo apprezzare come il concetto di "faccia" sia così radicato nella psiche cinese e perché “perdere la faccia” davanti al gruppo sarebbe un disastro, con un’immensa perdita di autostima. Quest’accento sul "lasciare che chi governa, governi" fa parte del background psicologico che sostiene ed è utilizzato in diversi paesi in Asia e in Cina dalla classe dominante nella loro richiesta di eterno, incontrastato governo.

2) "L'uomo è perfettibile". Specialmente Mencio ha rilevato come gli uomini siano da considerarsi eguali alla nascita, e buoni per natura: questo significa anche che l'uomo può essere guidato sulla strada giusta con l'educazione, l'auto-coltivazione, e l'emulazione dei giusti modelli. Si tratta di una fortissima accentuazione sull’educabilità morale dell'uomo. Non è un ironico caso che il nome scelto dal Partito Comunista per quello che nella visione occidentale può essere chiamato "lavaggio del cervello" sia stato “Rieducazione”. Questo sforzo educativo è al lavoro, ed è visibile anche oggi, attraverso la propaganda del partito, e la quieta accettazione di esso da parte del popolo cinese, parlando in termini generali. Oggi, 2011, sui canali della televisione di Stato, l'esempio più evidente di questo è il programma "Dao De Mo Fan
道德 模范" dove persone normali sono nominate e mostrate ad esempio per il loro comportamento moralmente senza macchia, per la loro generosità, per il senso di sacrificio in favore di qualcun altro, solitamente anziani o bambini, o parenti. La maggior parte di questi modelli sono impeccabili comunisti oppure ovviamente parte del Partito Comunista, perché sono poliziotti o membri delle forze militari. In questo modo la propaganda del partito comunista agisce innestandosi su un'antica tradizione confuciana.

3) "Comportamento corretto in base al proprio rango sociale (Li
)" L'uomo confuciano Superiore, l'uomo nobile, era guidato dal Li, e i suoi precetti scritti nel antichi libri divennero uno dei classici dell'educazione e dell'apprendimento sociale. In origine questo codice non era destinato alla gente comune (la condotta della gente comune è stata sempre regolata da punizioni e ricompense, come sottolineato dalla scuola Legista). Questo codice di comportamento appropriato è stato essenziale per essere considerati idonei a governare, tra le élite.  Il "Buon esempio" era assolutamente necessario e per essere in grado di essere un buon esempio, un uomo nobile deve comportarsi seguendo i precetti di Li, e questo fatto di per sé concedeva prestigio e status morale.

Considerando il suo tempo, il Confucianesimo con la sua enfasi su Pazienza, Educazione, l'arte del Compromesso, rispetto per gli Antenati (e questo fattore è in qualche modo alla radice di ciò che si può (inappropriatamente) chiamare il "rispetto per la propria razza" da parte del popolo cinese, e può collegarsi alla persistenza del senso di superiorità di tutto ciò che è cinese, culturalmente, moralmente e anche, inappropriatamente, razzialmente, ma quest’aspetto ha bisogno di uno spazio molto più ampio di quello che posso destinare qui), per gli anziani, per l'Educazione e la Saggezza, e il suo "umanesimo", cioè non mettere un Dio ma l'Uomo al centro dell'universo, è stato un'impresa intellettuale impressionante, che ha dato un corpus ideologico che stabilì la struttura principale per la stabilità sociale, e non stupisce cha la sua eredità sia durata così a lungo.
 
Ahimè altri, molto più amari frutti sono derivati dallo stesso albero, perché la visione confuciana della vita sociale e politica sono quello che ogni moderno Stato Conservatore e Autoritario necessita.
Confucio è per: Anzianità invece che Gioventù, per il Passato sopra il Presente, per l'Autorità' in carica contro gli Innovatori, per il controllo dello Stato sulla società contro i diritti individuali, per la Gerarchia e il suo rispetto, per un’accentuazione sui Doveri rispetto ai Diritti (sostenendo che se tutti compiono il proprio dovere, ognuno otterrà ciò che si merita), e l'importanza data al concetto di Fedeltà verso lo Stato come Dovere Supremo. L'insegnamento di Confucio non era inteso come volto alla “liberazione” o alla guida da parte delle masse. Non a caso, inizialmente, uomini ispirati dagli insegnamenti marxisti fecero di tutto per cancellarlo dalla propria storia sociale e culturale, ma furono incapaci di sfuggire al “confucianesimo” in loro, e forse, inconsapevolmente, ricrearono uno stato dittatoriale che era profondamente legato a questi principi.

Gli insegnamenti confuciani, come quelli comunisti di oggi, sottolineano che qualsiasi affermazione del diritto individuale è un atto di egoismo antisociale; le persone devono trovare il loro ruolo nella famiglia, nel clan, nella città, la provincia, in ultima analisi nello Stato e devono auto-subordinarsi a esso, e questo è più importante che qualsiasi rivendicazione di diritti individuali. Chi governa lo fa in virtù della sua "bontà morale", ed esempi di come oggi i leader comunisti cerchino di aderire a questa vecchia idea della "via del Sovrano" sono sovrabbondanti.
Una delle chiavi per comprendere la persistente debolezza, nella cultura cinese, di una dottrina dei diritti è, di là di ogni dubbio, questo lato del confucianesimo. Per millenni "diritti" o "diritti umani" non hanno fatto parte di qualsiasi teoria politica cinese, e il Partito Comunista Cinese è, semplicemente, ben radicato in questa tradizione.

(continua)



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19/08/2011 18.57.59
Li Peng, ShangHai
Complimenti

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