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ARTASIA
cosa, quando e dove succede

 
Un viaggio a Luo Yang, Parte Seconda, Le Grotte di LongMen: una Montagna di Devozione.

Grotte di LongMen

Ci svegliamo alle 8 in punto e alle 8.30 usciamo dall’hotel “Peonia”, nome appropriatissimo in Luo Yang, citta’ famosa, dall’antichita’, per le sue peonie, uno dei fiori simbolo in Cina. C’e’ un taxi proprio fuori dall’albergo, ci saliamo e diciamo che vogliamo andare alle grotte di Longmen. Sappiamo gia’ che per arrivare li ci vuole una mezzoretta e che dovrebbe costare tra i 30 e 35 RMB. Il tassista dice che ci porta per 100RMB. Howard ed io ci guardiamo sgomenti.

Lui chiede al tassista di far partire il tassametro e vediamo quanto si paghera’, io ho gia’ le palle di traverso. Il tassista parte, intanto dice che il tassametro non funziona e che allora va bene, ci fa lo sconto, sono 60RMB, io e Howard discutiamo un attimo e intanto il tassista svolta dove non dovrebbe, lo sappiamo perche’ la strada dovrebbe andare dritta per almeno 15 minuti, dico a Howard di fermarlo e mandarlo a quel paese, che di ‘ste manfrine comincio veramente a non poterne piu’, e va pur bene che tutti vogliono diventare ricchi e in fretta nella Nuova Cina ma c’e’ un limite a tutto; anche Howard e’ alterato e appena diciamo al tassista di fermarsi che vogliamo scendere anche questo si incazza e comunque intanto prosegue, dicendo che scendere non serve a niente e che la tariffa e’ uguale per tutti e in tutti i taxi, rallenta un attimo, io ne approfitto e apro la portiera, si gira e mi fulmina con lo sguardo, e si ferma. Howard paga 5 RMB per la corsa e lo mandiamo a spazzare il mare.

Dopo tre minuti arriva un altro taxi, alla guida una signora, gli chiediamo quanto sarebbe fino a LongMen, lei ci pensa su un momento e dice che saranno attorno ai 35RMB. Santa donna! Saliamo felici e gli diciamo:”Vai!”. E fa anche partire il tassametro!

Arriveremo a LongMen con il tassamentro che segna 30.50RMB.

Attorno a noi c’e’ una specie di quartiere nuovo, un ampio viale che a destra e a manca e’ un susseguirsi di negozi e negozietti di souvenir, pietre, sculture in legno, dolciumi e cosi via dicendo. Penso che non appena c’e’ qualcosa di interessante da visitare in Cina ci costruiscono subito un mercato, una via, un centro commerciale di fianco... pero’ se penso a piazza dei Miracoli a Pisa e altre zone turistiche in Europa e’ lo stesso, no?

Camminiamo e ci ritroviamo di colpo accerchiati da scolaresche in visita, siamo alla biglietteria, la giornata e’ brumosa, il sole cerca di bucare la foschia.

Il biglietto, una volta staccato il tagliando di entrata, diventa una cartolina che si potrebbe anche spedire, bell’idea. Mi sento osservato. Mi rendo conto di essere, finora, l’unico straniero e molti dei ragazzi delle scuole non hanno mai visto un Caucasico, come dicono da queste parti. Attraversiamo il cancello d’entrata e sulla nostra sinistra scorre placido il fiume Yi, un ponte si erge, pare sbucare dalla nebbia: la foto e’ obbligatoria.

Dopo poche decine di metri un ponteggio sulla destra, che corre di fianco a una bassa collina indica che siamo arrivati e oh! E’ davvero una sorpresa, uno spettacolo straordinario che inizia e che continuera’ per quasi un chilometro: la collina e’ scavata da grotte di tutte le dimensioni, che sono come dei mini templi, con migliaia e migliaia di statue del Budda, da solo e alle volte con i suoi discepoli, alle volte anche con figure che rappresentano i committenti. Sono oltre millequattrocento grotte e grottine che contengono circa 100.000 statue che vanno dai 2 cm a oltre i 17 metri della statua piu’ imponente. Ci sono circa 2500 stele e iscrizioni, e decine di pagode. Uno spettacolo unico, sto camminando di fianco a una Montagna di Devozione. Non siamo gli unici rapiti dallo spettacolo, i volti di tutti i visitatori sono meravigliati, sorridenti, eccitati. Qualcuno prega davanti alle statue del Budda o della GuanYin. Una buona parte delle grotte sono state scavate durante la Dinastia Nord Wei, attorno l’anno 493 CE, che e’ anche il periodo della prima costruzione del monastero Shao Lin, ma la maggior parte furono eseguite durante la famosa Dinastia Tang, i maggiori patroni e committenti della costruzione furono membri della famiglia reale, l’imperatore Wu Zetian (Dinastia Tang), ricchi aristocratici e gruppi religiosi. Questo sito fa parte della lista Unesco.

Sono ammirato da cio’ che vedo, dalla sua bellezza artistica, dalla sua maestosita’ fisica e dal suo significato religioso, che s’irradia intatto, nonostante le offese del tempo, le ruberie durante il periodo colonialista (due murali presi dalle grotte si trovano ora negli USA, uno al Metropolitan Museum of Art in New York e l’altro al Nelson-Atkins Museum of Art in Kansas City, parecchie statue si trovano in Giappone), e i vandalismi comunisti della Rivoluzione Culturale, che si accannirono distruggendo molte teste delle statue.

Scattiamo foto in continuazione, ogni tanto ci fermiamo, perche’ ci sono delle statue e delle grotte che davvero meritano piu’ di una fugace vista. Mentre camminiamo esce il sole, e lo spettacolo, se possibile, e’ ancora piu’ bello.

Un assembramento ci annuncia che siamo arrivati davanti alla scalinata che ci portera’ alla zona con le statue piu’ grandi, gigantesche, meravigliose opere d’arte. Qui c’e’ la statua piu’ grande del Budda Vairocana, alta piu’ di 17 metri, solo le orecchie sono piu’ lunghe di me, questa statua e’ reputata come rappresentante la quintessenza della scultura Buddista in Cina. E’ di una bellezza impressionante, come anche impressionanti sono le statue che la circondano, rappresentanti i discepoli Kasyapa e Ananda, due Bodhisattva e due Guardiani, uno di loro ha sotto i piedi un demone.

Mentre siamo sotto la statua una ragazza mi chiede se puo’ farsi scattare una foto con me, sicuro perche’ no, anche se mi sembra sempre strano essere immortalato come un souvenir. Non faccio in tempo a dire di si’ che vengo accerchiato da tutta la classe, che vogliono anche loro lo scatto con il LaoWai (straniero), scambiamo quattro parole, io con il mio pessimo cinese e loro con un traballante inglese, ma e’ divertente, arrivano da diverse province attorno, e come supponevo non hanno mai visto stranieri in carne ed ossa prima d’oggi.

Quando gli dico che sono italiano, di Milano, l’eccitazione raddoppia, manco fossi la Madonnina, mi fanno davvero sentire speciale e mi citano il Milan e l’Inter, e la Moda, non si sfugge da questo, meno male che sono giovani e mi risparmiano frecciatine sulla politica o sui Bunga Bunga berlusconiani. Questo devo dirlo dei giovani cinesi: sono per la stragrande maggioranza incuriositi, affabili e cortesi con gli stranieri, specie fuori dalle grandi citta’, specie con i Caucasici. La presenza dello straniero e’ diluitissima, infinitesimale, se rapportata al numero di abitanti indigeni, e di solito lo straniero e’ reputato colto e mediamente ricco, e questi sono tutti pregiudizi positivi, perche’ in effetti ci sono stranieri zotici, ignoranti e che sono qui a guadagnarsi la michetta. Anche io immortalo loro con la mia macchinetta digitale, ci stringiamo le mani e ci salutiamo, crescete bene ragazzi, ciao. Nelle grandi citta’, come Pechino, ShangHai, GuangZhou o la stessa ShenZhen l’atteggiamento verso gli stranieri e’ sicuramente diverso, con una miscela di pregiudizi positivi e negativi, e alle volte questi ultimi, anche se mai in maniera eclatante, prevalgono.

Torno a osservare il Budda che da 1300 anni sovrasta questa zona. Vedo che anche Howard e’ molto colpito dalla vista, ammicchiamo indicando le statue e sorridiamo, questo momento riscatta le 28 ore di treno di andata e ritorno. Continuiamo a camminare e ammirare i diversi tempietti. Che siano stati scavati in diversi periodi storici si capisce da certe variazioni stilistiche e dall’uso del colore, ancora percepibile in qualche grotta, molto probabilmente erano tutto colorato prima, e anche lo stile delle sculture cambia. Queste sono tra le ore piu’ godibili trascorse in Cina, e si capisce come il Buddismo sia davvero stato come un enorme fiume carsico che scorre sotto la cultura e la civilta’ cinese, e in questi anni milioni di cinesi si stanno riavvicinando ad esso, mi chiedo: che ne pensano del Buddismo tibetano?

Proseguiamo il cammino e arriviamo alla grotta Wan-fo-tung ("Grotta dei diecimila Budda” ), nel suo interno ospita 15,000 Budda scolpiti in piccole nicchie, tutti diversi, il piu’ piccolo e’ alto 2 cm. Poi eccoci alla Yaofangdong, la Grotta delle Ricette Mediche, questa ha delle piccole incisioni con oltre 140 ricette mediche per curare dal raffreddore alla pazzia. Le ricette sono scolpite su i muri laterali della porta d’entrata.

La camminata e’ lunga, attraversiamo il fiume e visitiamo l’altra collina, ma dopo aver ammirato quella principale questa non ha molto da dire: proseguendo arriviamo alla tomba di uno dei miei poeti cinesi preferiti, Bai Juyi (detto anche Bo Juyi). Bai Juyi e’ uno dei poeti piu’ conosciuti della Dinastia Tang e di lui apprezzo parecchi versi, non posso non fargli visita. La sua tomba e’ semplice, un cerchio rialzato con un enorme albero piantato in mezzo. Attorno, noto pietre e stele lasciate da visitatori dalla Corea e dal Giappone, infatti la sua fama gia’ nei secoli passati aveva raggiunto quelle nazioni, e specialmente in Giappone e’ molto apprezzato. Mentre giro attorno alla tomba penso ai tanti segnali culturali e storici che indicano come Cinesi e Giapponesi potrebbero essere popoli “cugini”. Invece.

Con Howard attraverso il ponte piu’ vicino e torniamo al finto-villaggio-vero-centro-commerciale dove compreremo delle caramelle allo zenzero e delle pietre levigate a forma di uovo, da li torneremo in albergo, e poi via: il treno ci aspetta per le 14 ore di viaggio di ritorno, ore passate a dormire e sonnecchiare, e a ripassare le immagini appena viste, che mi rimarranno impresse, indelebilmente.

Se siete interessati all’arte Buddista e siete in Cina, non potete mancare questa visita.



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TUTTI I COMMENTI

06/12/2011 17.39.06
GIGI, PADOVA
FINALMENTE TI HO TROVATO. SPERO TU STIA BENE.

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