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ARTASIA
cosa, quando e dove succede

 
Cina, Shanxi, Pingyao: La città cinese che stavi cercando. (Prima parte)

PingYao Mura Cintarie
marcomgobbo

Howard e io stavamo progettando questo viaggio dal momento della visita alle grotte di Longmen a Luoyang (vedi blog precedente).
  Andremo a visitare la città’ di Pingyao, le Grotte Yungang e il famoso Tempio Fluttuante, che sono poi tutti nella provincia dello Shanxi.

Lo Shanxi ha un glorioso passato: qui la famosa dinastia Tang inizio’ la sua conquista della Cina, ma anche prima, la posizione centrale dello ShanXi nell' impero in espansione ne fece crocevia di battaglie e culture, e la culla di molti cinesi famosi, come imperatori e poeti. Per secoli questa provincia fu il centro della ricchezza della Cina, ricchezza commerciale e bancaria, mentre ora la sua posizione geografica molto interna e la mancanza di risorse idriche si traduce in scarso commercio internazionale e agricoltura limitata.

In questo momento la vera risorsa è rappresentata dal carbone (e i sottoprodotti come ferro, acciaio, l'inquinamento, una delle condizioni di lavoro dei minatori tra le peggiori in tutto il mondo, alcuni scandali sullo sfruttamento dei bambini, e una lobby molto ricca e potente rappresentata dai proprietari delle miniere, il tutto sembra molto l’Inghilterra ai tempi di Dickens) e di una nuova industria turistica nata, grazie ai molti siti di interesse storico e artistico, alcuni patrimonio UNESCO.

Così abbiamo deciso di volare fino a Taiyuan (capitale) e da lì in treno raggiungeremo Pingyao, a soli 80 km di distanza. Poi si tornerà a Taiyuan e in autobus raggiungeremo Datong, la città più settentrionale dello Shanxi, a pochi chilometri dalla Mongolia Interna. Intorno a Datong visiteremo le Grotte di Yungang e il Tempio Fluttuante, cosiddetto per il modo in cui è stato costruito, quasi fosse appeso alla parete della montagna, tra l’altro molto vicino a una delle cinque Montagne “sacre” della Cina, il Monte HengShan.
Pronti? Via.

Arriviamo a Taiyuan in prima serata, Howard ha prenotato l'albergo di fronte alla stazione ferroviaria, in modo da essere lì sul posto per la mattina successiva, quando prenderemo il treno per Pingyao.
Non siamo impressionati da Taiyuan, e non ci aspettavamo di esserlo. Camminiamo fino alla via più’ commerciale, mentre mangiamo della golosa frutta caramellata acquistata da un venditore ambulante, e ci mettiamo un bel po' per trovare un posto di nostro gradimento per la cena: finiremo in un ristorante senza pretese, con tagliatelle (un obbligo, nel nord della Cina), alcuni jiaozi (ravioli) e quello che io chiamo "panini cinesi” ripieni di carne di montone, grassamente gustosi. La zuppa delle tagliatelle è un po’ troppo acida per i nostri gusti (qui si usa molto l'aceto) e quindi si mangia il resto. Prezzo del tutto sicuramente più conveniente rispetto alla zona costiera della Cina.

Anche se non siamo colpiti dalla città, siamo colpiti dall'atteggiamento caldo e amichevole mostrato dalla gente per le strade ogni volta che abbiamo avuto bisogno di chiedere indicazioni, o dai modi spontanei di chi lavora nei ristoranti. Lo stesso atteggiamento, possibilmente anche più caloroso, troveremo in Pingyao, il giorno dopo. I biglietti del treno sono economici (16RMB ciascuno) e visto la vicinanza della stazione di Pingyao al centro storico optiamo per una passeggiata fino al nostro albergo, situato proprio nel cuore della città vecchia.

Arriviamo a una delle porte delle mura della città, e ragazzi, questi sono veri e propri muri della dinastia Ming e non c'è da meravigliarsi che siano considerate le mura di cinta meglio conservate in Cina. Semplici e maestose, dominano e controllano l'ambiente circostante, proteggendo la vita della città all'interno, si tratta di un vero pezzo di storia.
Fa molto freddo e possiamo annusare l'inquinamento nell'aria. Howard durante i giorni seguenti inizierà a starnutire, e sorpresa: sul fazzoletto delle macchie nere, che è poi la polvere che si respira.

L'hotel è una guest house ricavata da un vecchio edificio: mattoni, giardino interno, piccole, e devo dire accoglienti, camere. Sistemiamo i bagagli e iniziamo a vagare nella città. Mi piace ogni angolo: questa è la città cinese che ho immaginato prima di venire in Cina.
Vedo che anche Howard è magnetizzato dalla città vecchia, e inizia a fare foto in giro: anche un mulo fermo li', attaccato ad un carretto, che si staglia contro un vecchio muro può’ essere un’immagine speciale, vero? Ciò che siamo soliti chiamare "pittoresco".

Ci sono già segni e aria di "commercializzazione" del luogo, soprattutto sulle strade principali, ma non ancora così intenso come in Lijiang, nello Yunnan, dove il governo ha iniziato a costruire altre sezioni della "città vecchia" accanto al centro storico originale. .. o forse è perché siamo fuori stagione e la maggior parte dei negozi sono chiusi?
Comunque sia. Abbiamo veramente goduto della prima passeggiata, anche se siamo al limite del congelamento. Per la cena finiremo in un minuscolo ristorante, praticamente una stanza rettangolare con cinque (intendo: 5) tavoli, una signora cinese che è l’esempio più vicino che ho incontrato che dia significato alla parola "matrona" in modo positivo, e i davvero deliziosi  piatti della tradizione culinaria del Nord che lei ci ammannisce. Accanto a noi: una signora dal Brasile che girerà’ in Cina per tre mesi, una bella ragazza dagli Stati Uniti, originaria di una famiglia Cambogiana, in visita in Cina e ... Non ci posso credere: una coppia di italiani in tour. Chiacchieriamo con tutti, e comincio a pensare che non sia stata una cattiva idea visitare Pingyao nel mese di dicembre, non voglio nemmeno immaginare quello che potrebbe essere la folla durante l'alta stagione.
Scattiamo alcune foto durante la notte, e torniamo in albergo, per un buon e meritato riposo.

Il giorno dopo un pallido sole ci rende audaci e noleggiamo delle biciclette per visitare la città, grazie a Dio per i guanti e i cappelli! Andiamo a fare un giro al tempio buddista Shuanglin, che è a circa 8 km da dove ci troviamo, proprio in campagna. Il mio naso diventa rosso come un peperone, mentre non ho mai pedalato così in fretta in vita mia, solo per stare caldo. Siamo lì in un blitz!
Il Tempio è quasi deserto, ci sono solo quattro o forse cinque altri visitatori. Anche se sarebbe stato (nessun record storico, qui), fondato intorno al 6 ° secolo,  il tempio, che era enorme, fu rinnovato durante la dinastia Song, ma subi' molte distruzioni,
gli edifici che vediamo risalgono alle dinastie Ming e Qing.
All'interno abbiamo trovato alcune delle migliori statue che ho visto finora di arte buddista, in Cina. Sono in argilla o terracotta, per la maggior parte eseguite durante la dinastia Ming, protette da sbarre di ferro. Credo che ci dovrebbe essere una migliore gestione del Tempio, perché le sbarre di ferro da sole non possono proteggere le opere d'arte dalle intemperie e dall'umidita'.

Le sculture dei quattro dei e dei quattro assistenti di Buddha nella Sala del Dio sono potenti opere d'arte.
Non vedo quasi note o spiegazioni adeguate nel Tempio, e non so cosa pensare di questa mancanza di informazioni (e cortesia verso i visitatori). Siamo in un sito UNESCO, ma la gestione di esso mi pare ben lungi dall'essere all’altezza di un sito di fama mondiale. Forse il fatto che sia collegato alla religione e alla trascendenza ha qualcosa a che fare con l’incuria ? Sto speculandoci perché in Cina le persone possono visitare i templi solo pagando un biglietto: sono ufficialmente considerati dal governo come "musei", non come un luogo di culto. Forse questo ha a che fare con la mancanza di informazioni, forse la paura di moltiplicare "superstiziose credenze" in una nazione ufficialmente marxista-maoista-dengxiaopingista-materialista?


Ci sono alberi all'interno del Tempio che si ritiene siano stati piantati durante la dinastia Tang: sono sempre in soggezione di fronte a degli esseri viventi come questi alberi, che stanno li', a testimoniare la storia umana per migliaia di anni.
La maggior parte delle molte sculture sono davvero delle opere d'arte, c'è’ una stele di pietra con calligrafia incisa della dinastia Song, le campane sono stimate come risalenti al periodo Ming, e anche alcuni affreschi sono considerati un lascito della dinastia Ming. Sulle pareti della sala del Buddha Amitabha si trovano incise sculture che raccontano la storia di Sakyamuni.
Devo ringraziare Howard per questa visita, perché non sapevo nulla di questo Tempio. Siamo pronti ad andare e per fortuna la temperatura e’ salita di qualche grado e il nostro ciclettare di ritorno in città sarà ad un ritmo più lento dell’andata.
(Segue)



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