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ARTASIA
cosa, quando e dove succede

 
Cina, Shanxi, Pingyao: La città cinese che stavi cercando. (Seconda parte)

Cortile Rishengchang bank, PingYao (foto marcomgobbo)

La seconda giornata la dedichiamo a una piu' approfondita visita agli edifici del centro storico. Decidiamo di muoverci ancora in bicicletta, che costa 10RMB per l’intera giornata, e ci permettera’ anche di fare un escursione lungo le mura.

La mappa indica i seguenti luoghi come degni di visita: il tempio dedicato a Confucio, il tempio del dio della Citta’, l’edificio della banca Rishengchang, il complesso edilizio dell’antico governo della citta’, il museo di PingYao, le mura cintarie, il museo dei servizi di sicurezza e di scorta dei valori della dinastia Ming e Qing, il museo di PingYao; sono anche elencati tre edifici che ora sono divenuti alberghi, altre due antiche banche, e un museo negozio dedicato alle lacche. A questi posti possiamo aggiungere la visita alla Torre del Mercato.

Analizziamo la mappa, la nostra posizione e quella dei punti di interesse. Sono molti, troppi per il tempo che abbiamo a disposizione, dobbiamo scegliere. Scartiamo gli edifici che ora sono diventati alberghi e il museo negozio delle lacche. Delle banche scegliamo solo la piu’ famosa, la Rishengchang; decidiamo di visitare il il tempio dedicato al dio della Citta’, e quello dedicato a Confucio. Aggiungiamo la visita al complesso di edifici del vecchio governo, un giro attorno alle mura e se avanza tempo, si vedra’. E via, pedalare.

Partiamo con la visita alla sede dell'antico governo, nella zona sud ovest e vicino a noi. Ci sono gia’ delle persone all’entrata, e ci accodiamo. Dentro troveremo diversi edifici (tra cui la Corte, vari cortili, le prigioni, diversi templi, le abitazioni dei funzionari di alto grado, che abitavano qui, separati dalle famiglie) e tra un edificio e l’altro ci sono in mostra diversi strumenti di tortura, con illustrazioni degli orridi metodi di squartamento, impalamento, dissezionamenti...

La struttura e’ ampia e da un’idea di cio’ che l’autorita’ imperiale intendeva con “giustizia” verso chi, a torto o a ragione, infrangeva le leggi. L’universale fraintendimento di base del concetto di “giustizia”, declinato a seconda del Potere locale in “leggi” fa di ogni prigione un luogo, anche, di Ingiustizia, in ogni luogo e tempo. Architettonicamente parlando, il posto e’ molto interessante, si capisce che la pianta degli edifici, la loro disposizione risponde a precise indicazioni, posso intuire anche qualche rispondenza a principi taoisti. Riprendiamo le bici e visitiamo il tempio di Confucio. Qui siamo colpiti dall’incuria dimostrata verso libri mal esposti e sopratutto verso le teche che contengono reperti storici come i testi di esame di stato della dinastia Ming. Incredibile. All’entrata avevamo letto che all’interno si trova il Museo Internazionale della Fotografia di PingYao. Dovrebbe avere una collezione di foto fatte da fotografi “rivoluzionari”. Il Museo della Fotografia e’ chiuso. la Rivoluzione e' finita.

Usciamo insoddisfatti. Andiamo a vedere il tempio del dio della Citta’, uno dei pochi sopravvissuti in Cina, e non devo sempre dire chi ha distrutto gli altri. Le statue all’interno sono lavori malfatti e sembrano recenti, a parte delle statue in legno. Di tutti gli affreschi, solo uno pare davvero storico, sugli altri sorvoliamo perche' un'incerta e pesante mano e' passata a ritoccare in maniera cosi' cruda che fa male guardarli. Ci consoliamo con l'apprezzamento del Tempio come struttura architettonica, con la “torre dell’opera”, dove venivano date rappresentazioni teatrali, e forse ancora si danno, con la torre della Campana. Anche qui ci sono poche o nulle informazioni storiche a beneficio dei turisti. La mia impressione che ci sia un’incuria di fondo verso i luoghi legati ai culti si acuisce.

La sede dell'antica Banca Rishengchang e’ mantenuta molto bene. Questa era la banca piu’ potente dell’Impero, era arrivata ad avere 35 filiali in tutta la Cina, e anche in territori esteri legati alla Cina. Praticamente PingYao era il centro finanziario cinese durante la dinastia Qing, e nella stessa via dove si trovava la Rishengchang c’erano altri istituti; in tutta la citta’ si trovavano 20 banche, cioe’ piu’ della meta’ di tutte le banche cinesi dell’epoca. Questa era praticamente la Wall Street dell’Impero. Al momento di massima potenza la Rishengchang arrivo’ a controllare quasi il 50% del commercio di argento in Cina. Non mi sorprende che qui ci siano piu’ notizie disponibili, qua si parla di soldi, non di dei. Per i piu’ curiosi: nel 2009 fu girato un film, “Empire of Silver” che illustra le tribolazioni di una famiglia proprietaria di una banca a PingYao, agli inizi del 20esimo secolo, cioe’ al momento del declino del sistema bancario cinese.

La presenza delle banche giustifica il fatto che qui si trovavano le imprese di servizio di scorta e sicurezza piu’ importanti dell’Impero, e che fosse anche un importante centro per le arti maziali. Andiamo a visitare il Museo di queste agenzie di scorta. Non siamo impressionati, ci sono dei ritratti e delle biografie di alcuni dei campioni di arti marziali che lavorarono per queste societa’. In un cortile puoi tirare delle frecce a dei bersagli. Anche qui ci aspettavamo piu’ informazioni, collegate alla storia. Ma parlare di storia e’ parlare anche, seppur indirettamente, di politica, e forse per questo le informazioni sono sempre minimaliste e poco circostanziate. La ricchezza di PingYao fu anche la ricchezza di Taiyuan, la vicina capitale della provincia (ShanXi) e quando la crisi colpi’ il sistema bancario cinese, colpi’ sopratutto PingYao e Taiyuan, con effetti disastrosi.

Usciamo e andiamo alla Torre del Mercato, che si trova sulla South Street. Saliamo e da li abbiamo una vista quasi completa sulla citta’ vecchia. Ci sono momenti che sulla strada sotto di noi passano solo pedoni e biciclette. E’ facile immaginare di andare indietro nel tempo, e ci divertiamo a scattare foto in bianco e nero, per aumentare l’effetto “storico”. Ai piedi della Torre ci sono, uno di fronte all’altro, due negozi di vere e finte antichita’, difficile capire e giudicare la copia dal vero, il nuovo dall’antico. Mi piace un vasetto in pietra, istoriato a motivi floreali, ma poi non comprero’ nulla.

Rimane poco tempo e dopo una sosta in un albergo dove beviamo un cappuccino bollente e giochiamo con un gattino di pochi mesi, riprendiamo le biciclette e concludiamo la visita facendo il giro delle mura, dalla parte interna.

Si, questa era la citta’ cinese che mi aspettavo, e che molti si aspettano di vedere, quando si visita la Cina. Domani andremo a Datong, a visitare il famoso Tempio Fluttuante e le grotte di YunGang.



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