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ARTASIA
cosa, quando e dove succede

 
Cina, NanJing, Il Mausoleo del Massacro di Nanchino

Come è possibile (non sarà mai possibile) per un anima santa sopportare le umiliazioni delle bestie (diavoli)?
Solo la morte!
Solo la morte!
Solo la morte può lavare via quel sudiciume!

Sono a Nanchino (NanJing) e dopo aver visitato il Mausoleo del Dr. Sun Zhong Shan, con Howard abbiamo deciso di visitare il Memorial Hall del massacro di Nanchino (il nome completo è The Memorial for compatriots killed in the Nanjing Massacre by Japanese Forces of Aggression (侵华日军南京大屠杀遇难同胞纪念馆; Qīnhuà Rìjūn Nánjīng dàtúshā tóngbāo Jìniànguǎn).

Vivendo in Cina da alcuni anni, mi sono reso conto di come un sentimento anti-giapponese faccia parte della (attuale) costruzione dell'identità cinese. Non passa anno senza che un film sul massacro venga programmato per il mese di dicembre, l'ultimo in ordine di tempo è "The Flowers of War” (diretto da Zhang Yimou, con Christian Bale, Ni Ni, Xinyi Zhang, Paul Schneider) e molti programmi televisivi o film sono direttamente o indirettamente collegati al massacro e al periodo della guerra. La costruzione dell’identita’ e’ basata su una connotazione di sentimenti negativi: anti-...


Il florilegio e la diffusione di film e programmi televisivi celebrativi della storia del Partito comunista e la cosiddetta "Campagna di educazione Patriottica" sono sempre centrati sulla vittoria sul Partito Nazionalista (KuoMinTang) e sul Giappone. E anche qui, anche se non spetta a me indicare con precisione le distorsioni di fatti storici, che a volte sono assolutamente evidenti, è impossibile non notare l'enorme quantità di ore dedicate al martellamento mediatico e al puntare al Giappone come avversario e, quasi, nemico-in-attesa.
Così ora non mi meraviglio più che, oggi, diverse indagini e sondaggi dimostrano che un sentimento anti-giapponese in Cina è maggiore tra la generazione attuale che tra i cinesi che effettivamente vissero l'occupazione della seconda guerra sino-giapponese.
Di certo le esternazioni di diniego del massacro da parte di esponenti politici giapponesi, tra cui il recententissimo ad opera del sindaco di Nagoya, che e’ tra l’altro citta’ gemellata con NanJing, non aiutano certo a qualla che si chiama “comprensione tra i popoli”.

Arriviamo al Memorial Hall molto tardi, e non abbiamo molto tempo per la visita, ma ho voglia di entrare, di vedere.
Ci sono statue e sculture all'aperto e quasi ovunque è possibile leggere '300.000', il numero delle vittime stimate da parte delle autorita’ cinesi.
Il fatto è ben noto: il 13 dicembre 1937, l'esercito giapponese occupò NanJing (a quel tempo capitale della Cina) e durante la prima parte dell'occupazione l'esercito giapponese commise numerose atrocità ed esecuzioni di massa.
Il Memorial Hall è enorme e si trova in Jiangdongmen, uno dei luoghi delle esecuzioni e luogo di sepoltura di massa. La sala espositiva è costruita come una tomba: dobbiamo discendere in essa. Ci sono dipinti, sculture, vetrine espositive, e schermi multi-mediali che proiettano film e documentari.

E’ tragico, e commovente, una dimostrazione di come e quanto, noi, esseri umani, possiamo essere atroci e feroci. E’ questo e’ cio’ che è per me: un altro esempio di una tragedia troppo umana, come altre in passato, e mentre sto scrivendo una parte di me prega per quella parola, "passato", che possa essere definitiva, e per sempre.

Ho dei ritorni di immagine nella mia mente, ricordando letture sui massacri che costellano la storia: Masada, il massacro dei Cham, il massacro di Cipro, il massacro di Zunghar, il massacro del giorno di San Bartolomeo, il massacro degli Armeni, il massacro di Yangzhou, il massacro dei Don Cossackc, il massacro di Praga, il massacro di Tripolitsa, il massacro nella repubblica Dominicana, il massacro dei polacchi in Volinia, il massacro di Wola, il Grande Terrore Mongolo, i campi di sterminio in Cambogia, le uccisioni di massa da parte dei regimi comunisti, le uccisioni di massa da parte degli anti-comunisti, la strage in Bengala, il massacro di Bodo League in Corea, il massacro di Hama, il massacro dei Curdi, Srebrenica, il massacro in Ruanda, l’Olocausto ... troppi per ricordarli tutti, e’ un oceano di sangue che sale di fronte ai miei occhi mentre sto guardando le foto delle persone uccise a Nanchino.
Sono sbigottito e sono stordito, penso a Goya, penso che stia amaramente ridendo di me.

Camminiamo rapidamente lungo i corridoi bui, i corridoi bui dell'umanità; sto leggendo, ove mi sia possibile, e sono sorpreso di leggere asserzioni sulla vittoria finale sul Giappone che non menzionano affatto l'intervento degli Stati Uniti e il bombardamento nucleare, ma tutto è presentato come se il partito comunista si sia sbarazzato da solo degli invasori. Ora, che dire di questo? Non c'è da stupirsi che molti cinesi credano che il Giappone sia stato sconfitto in gran parte come risultato della resistenza cinese e non pensino al ruolo avuto dagli Stati Uniti d’America.

Camminiamo veloci, i guardiani ci chiedono di lasciare il posto, è quasi orario di chiusura.
Su un pannello e’ scritto che: ". ... il mausoleo non è stato costruito come simbolo di indignazione, ma come memoriale durevole per le vittime e avvertimento della storia", ma tutto intorno a me, tutte le parole usate non sono solo questo.
Questo non è solo un monumento per mettere in guardia l'umanità circa gli orrori del passato, questo è anche un memento perenne per il popolo cinese, che non dimentichi, si tratta di una attribuzione di colpa storica, qui non ci sono segni di riconciliazione o perdono, ed e’ anche un monumento celebrativo della vittoria del partito comunista. Che poi anche il KuoMinTang abbia contribuito alla vittoria della guerra non e’ evidenziato da nessuna parte, ma anche questo fa parte dell'attuale, governativa, lettura storica del periodo in questione.

Tra Cina e Giappone ci sono aspre polemiche che riguardano la stima del numero delle vittime, oltre al risentimento, governativo e popolare da parte cinese per il fatto che il Giappone non si sia mai realmente e ufficialmente scusato, mentre in Giappone insistono che piu’ e piu’ volte queste scuse sono state ufficialmente dichiarate e offerte.

In questo argomento non ci voglio entrare, perché questo è un problema politico che ha nelle sue radici motivazioni che vanno oltre le contese apparenti.

Usciamo, sto leggendo alcune parole sul basamento di una statua, si legge:

圣洁的灵魂岂客禽兽的凌辱?!

只有死!

只有死!

只有死可洗去这污浊!!

Parole che posso tradurre cosi’:

Come è possibile (non sarà mai possibile) per un anima santa sopportare le umiliazioni delle bestie (diavoli)?
Solo la morte!
Solo la morte!
Solo la morte può lavare via quel sudiciume!


La morte.

Noi andiamo via, ma queste parole non se ne andranno mai.



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