 somnium sogno | |
Somnium, teatro dell'arte.
A chiunque mi chieda la funzione del sogno, potrei rispondere come un matematico di fronte ad un problema: con infinite soluzioni, con infinite risposte.
Non è che mi voglia trincerare dietro la parete dell'ovvio per sfuggire al quesito, ma pare che così sia consono fare per il somnium, poichè autorizzati dallo stesso, per definizione.
Definire l'indefinibile con un rigurgito di lapalissiane espressioni non è il meglio che un qualsivoglia pensatore possa fare in questi caldi pomeriggi d'estate.
Ed allora proviamo a somministrarci risposte.
"Il Sogno, Teatro dell'Arte".
Si potrà forse considerare la natura del sogno come substrato, come teatro per l'arte, non suo oggetto? Non suo soggetto?
Perchè, con l'arte, sarebbe più opportuno levare le ancore da ogni tipo di discorso sull'onirico.
Vorrei pensarci un po', ma con l'arte sarebbe troppo facile duplicare il sogno, sebbene ci si possa meravigliare di fronte alla tecnica, di fronte alla sciamanica capacità di attrarre a sè l'attenzione, di fronte alla materia che si fa vettrice di un somnium, di una portentosa immagine, di un emozionare, di un incantare, come l'aruspice di fronte a frattaglie che la massaia saprebbe usare meglio.
Perchè, scusatemi se è poco, ma l'arte la preferisco con il timone, oltre che con le vele gonfie di vento.
Perchè lo spettatore lo voglio verso una meta e non a vomitare per il mal di mare.
Perchè la critica può ben altro che giustificare un sogno tout court.
Au Revoir!
Un caffè please....
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