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ARTASIA
cosa, quando e dove succede

 
La sabbia nel meccanismo

Poster di Batman in Cina

La trasformazione della societa' cinese avvenuta a partire dall'inizio degli anni ottanta del ventesimo secolo, e che sta modellando parecchie nuove generazioni di cinesi, e' accompagnata sin dalla nascita da una evidente distorsione derivante dalla rimozione e dalla mancata rielaborazione collettiva di interi capitoli della propria storia nazionale.

La storia insegna che e' sempre molto pericoloso nascondere il passato dal quale veniamo. Il passato non rappresenta mai un vero problema, ma la sua negazione e rimozione, si'. E' un'insabbiamento che e' ottenebrazione della memoria, affossamento delle verita' storiche, che sono sempre multiple.

E insabbiando il passato, la storia, la Cina lentamente insabbia se stessa, una sabbia che tocca tutti i settori vitali di una nazione, ovviamente inclusi quelli creativi, culturali, di crescita del pensiero che sono asfissiati e bloccati da una strenua difesa ad oltranza dello Status Quo Politico, che qui significa anche difesa ad oltranza dei succulenti benefici economici che tale sistema provvede ai proprio sostenitori.

Ma l'aria ristagna, e il Paese si blocca. Il limite, la “linea rossa” finisce per condizionare totalmente qualsiasi altra crescita che non sia quella economica, con i soldi, la “roba” di Verghiana memoria, come unico parametro di misura della propria vita. Non ci sono altre visioni altri sbocchi che non siano un unico credo politico, via via ipernazionalista, offerto dal partito e I Soldi. E il credo politico e' oggi strumentale per far soldi, c'e' una corsa per avere la tessera del partito, perche' con la tessera e le conoscenze “giuste” ci sono speranze di mettere le mani su ancora piu' soldi, di vedere il proprio business “fiorire”.

Una base umana potenziale di oltre un miliardo e trecento milioni di persone produce un numero trascurabile di menti creative, e, parlando di artisti di una certa rilevanza, la maggior parte di loro lavorano e vivono all'estero, o sono stati all'estero per diversi anni prima di tornare, o espongono all'estero le loro opere piu' significative. Impatto sulla vita sociale nazionale cinese, al di fuori dei circoli dei “connoisseurs”? Quasi zero. Senonche’ servire ogni tanto al partito per sbandierare le “nuove liberta’ di espressione” acquisite e servire come prova dei cambiamenti. Ma il fatto rimane che siano una vetrina e non incidano piu’ di tanto nel discorso culturale nazionale. Un esempio di azioni che apparentemente dovrebbero smuovere la cultura cinese e’ rappresentata dalla nuova “apertura” all’importazione di piu’ film dall’estero, che in realta’ si riduce in un aumento dell’importazione dei cosidetti “blockbuster” di azione, di marchio hollywoodiano, e quindi ancora piu' thriller, cartoni animati, fantascienza e film d’azione di serie “B”, dove "Batman" rappresenta il miglior film importato. Film di altro spessore, di altre nazioni, di altre culture? Quasi zero. I film di qualita’ fanno discutere, parlano del presente, esplorano zone d’ombra e problemi. L’importazione si limita a film che servano a distrarre (ancor piu’) la mente. Tra l’altro questo causa un fenomeno collaterale: la sparizione dal circuito cinematografico dei film di altre nazioni e culture, appiattisce la visone del mondo culturale esterno, non rende giustizia ad altre culture che non siano quella anglosassone di stampo americano, accentua l’impressione che “la fuori” tutto sia marchiato USA. Ma qui sto sfiorando un tema che merita altri approfondimenti, e vi tornero’ piu’ avanti, in altri blog.

Spesso si leggono, sui giornali cinesi e scritti da giornalisti cinesi, dotte analisi che cercano di spiegare il perche' la Cina non produca “menti creative”, si chiedono dove siano “i Steve Jobs”, con l'analisi che arriva sempre e solo a sfiorare, mai a dire, neppure velatamente, che un sistema di totale repressione del pensiero “divergente”, che ti martella fin da quando hai 3 anni su una visione unica della Cultura Nazionale, della Storia, della Vita, che un sistema di studio che si basa su memorizzazione e ripetizione a oltranza, che non permette nessun tipo di discussione e di analisi critica, che un Sistema che impedisce quella acculturazione libera e se vogliamo un po' selvaggia che accompagna chi ha sete di sapere e di fare, questo sistema non puo' che produrre replicanti e repliche, di certo poche, pochissime menti creative. Nessuno che aggiunga che la sistematica repressione artistica e intellettuale operata dal Partito per oltre sessantanni ha provocato un'emasculazione intellettuale i cui frutti perdurano ancora oggi. E anche se qualche mente creativa, nonostante tutto, dovesse fiorire, dove e come potrebbe esprimersi liberamente? A meno che non emigri, che non cominci a relazionarsi con il “fuori”, il mondo che sta “la'”, cominciando a vedere il mondo come unico territorio di reciproche interazioni e influenze, e non starsene in una monade, divisione tra “noi” e “loro”.



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TUTTI I COMMENTI

21/11/2015 06:51:59
Andree, Hong Kong
Articolo molto vero. Come mai lei non scrive piu'? Auguri per la sua vita in Cina.

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