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ARTASIA
cosa, quando e dove succede

 
Cina, TongLi citta' sull'acqua e il Museo del Sesso

Treating homosexuality scientifically TongLi Cina, Museo del Sesso

Questo QingMing dell’anno 2013 Suzhou e’ plumbea anzicheno', con una piovigginosita’ che ben si addice alla ricorrenza dedicata agli antenati e alla pulizia delle loro tombe. Con Howard e sua figlia passiamo una giornata in uno dei parchi piu’ grandi, insieme a qualche migliaia di altri visitatori, a caccia del fiore piu’ bello, perche’, si, il tempo sara’ anche grigio pero’ tutti gli alberi, gli arbusti, le siepi e le aiuole di Suzhou e dintorni sono in fiore, e poche cose al mondo sono piu’ belle di un fiore al massimo del suo splendore.

Scattiamo foto ai fiori, alla figlia di Howard, fiorellino in mezzo ai fiori, e anche a dei pavoni, che scopriamo in grandi recinti, nel parco. Ci sono un paio di esemplari davvero superbi, in tutti i sensi, e qualche maschietto si da davvero da fare nel pavoneggiarsi davanti ad una serie di pavoncelle del tutto disinteressate.

Il giorno dopo Howard propone la visita ad una delle ormai innumerevoli “Venezie cinesi o Venezie dell’Est”, perche’ basta che una cittadina, un villaggio abbia un canale e una serie di canalini attorno, navigabili con barche, per far subito scattare il paragone con la Serenissima, che rimane comunque imparagonabile, ma agli amici cinesi non lo dico, ho imparato un po’ di diplomazia stando in Asia. Se e quando visiteranno Venezia avranno modo di rivedere le roboanti terminologie.

La cittadina si chiama TongLi (同里) ed e’ ad una quarantina di minuti di auto da Suzhou, e’ pare che mantenga parecchie caratteristiche delle antiche cittadine cinesi, qualcosa davvero raro in questa Cina che fa e disfa abitazioni, edifici e palazzine di uffici ad una velocita’ impressionante, e con parecchie cadute di gusto.

Arriviamo a TongLi e siamo gia’ in mezzo ad una folla, dopo dieci minuti Howard si rammarica del fatto che anche qui tutte le vie attorno ai canali siano invase da negozi, negozietti e ristorantini e guarda in quell’angolo: un Illy caffe’. Ecco, forse qui il paragone con Venezia calza gia’ meglio.

Ci consoliamo con la visita allo splendido Giardino della Ritiro e della Meditazione (退思园). Fu costruito verso la fine dell’ottocento da un funzionario imperiale in pensione, ed ora e’ sotto la protezione dell’Unesco, qualificato come uno dei Giardini Classici di Suzhou.

Howard, non io, sottolinea che i giardini classici si assomigliano un po’ tutti, visto uno visti tutti, pero’ non sono d’accordo, e forse dice cosi’ per prevenire una mia possibile osservazione in tal senso, che mi guardo bene dal fare, anche perche’ i dettagli contano in architettura, e secondo me i Giardini classici di Suzhou sono diversi tra di loro, nella loro omogenita’ apparente. Godiamo del posto, anche perche’ non e’ proprio preso d’assalto, e qualche scorcio del giardino e’ possibile vederlo in solitudine, come il suo nome vorrebbe. Per la meditazione, no, proprio non e’ la giornata adatta.

Dopo la visita al Giardino giriamo a nostro spasso, e capitiamo di fronte al Museo del Sesso. Oh ma guarda, a TongLi, chi l’avrebbe mai detto? Infatti originariamente stava a Shanghai, poi l’hanno spostato a TongLi, nel 2004. Chissa’ perche’.

Lo visitiamo. Ci ritroviamo in mezzo a qualche adolescente che finge o davvero ridacchia imbarazzato, mentre ci troviamo davanti a una statua, nel cortile principale, che rappresenta una caricatura d’uomo nudo, coperto di catene e con un fallo eretto di un metro e mezzo. La dicitura posta a fianco spiega “ Hanno potuto bloccare tutto, ma non questo!”.

Nei padiglioni ci sono reperti o copie di reperti anche del Neolitico che mostrano quanto il nostro istinto piu’ forte, dopo quello legato alla pura sopravvivenza alimentare, sia sempre stato oggetto di riverenza, scherno o censura.

A proposito di censure, ad un certo punto mi trovo davanti ad un pannello che parla brevemente di omossessualita’ e cultura cinese, che dice testualmente: “In the past , many people regarded homosexuality as a crime or a disease. The churces in the middle ages of Europe sentenced homosexuals to stake. Nazis persecuted more than 60 thousand homosexuals to death. However, there was no record of persecuting homosexuals in Chinese history. As indicated by the modern science, homosexuality is not a disease, much less a crime. It is only a different sexual orientation. The discrimination against homosexuals is not scientific and violates the human nature”.

Rimango basito, a leggere questo condensato della storia dell’omosessualita’ cosi distorto e autoassolutorio, e anche qui gli amici cinesi riescono a mentire a se stessi, quando scrivono che non ci sono mai state persecuzioni di omosessuali nella storia cinese.

Ma come? E' abbastanza risaputo che l’omosessualita’ fu proibita, condannata e gli omosessuali perseguitati e cacciati in prigione dalla e nella Repubblica Popolare Cinese fino a tutto il 1997, e che solo nel 2001 l’omosessualita’ fu tolta dalla lista ufficiale delle malattie mentali in Cina.

Ancora nei primi anni ottanta ci furono casi di cittadini cinesi che chiesero asilo politico in altre nazioni riportando il fatto che erano stati vittime di discriminazioni e violenze sistematiche a causa del loro orientamento sessuale. Il governo cinese sottoponeva gli omosessuali a “terapie” di elettroshock.

Nel mese di ottobre 1999, un tribunale di Pechino stabili’ che l'omosessualità è "anormale e inaccettabile per il pubblico cinese". Un altro caso notevole successe nel luglio 2001, quando almeno 37 uomini furono arrestati nel Guangdong. Alla fine di aprile 2004, la State Administration of Radio, Film e Televisione (国家 广播 电影 电视 总局) avvio’ una campagna per eliminare “la violenza e i contenuti sessuali dai media”. Programmi relativi ad argomenti omosessuali o contenenti allusioni linguistiche all’omosessualita’ furono considerati “ contro il sano stile di vita cinese”. Non più tardi dell’ aprile 2011, la polizia ha fatto irruzione in un bar gay di Shanghai e detenuto almeno 60 dei suoi clienti durante la notte. Motivi? Fumosi e mai chiariti del tutto.
I media talvolta coprono importanti eventi gay all'estero, come i vari Gay Pride, peccato che quando lo facciamo sia per deridere e diffamare l'omosessualità. In mancanza di un sistema di rating dei film, il governo cinese vieta film gay in TV o al cinema perché sono "inappropriati". A “Brokeback Mountain”, nel 2006, fu negato il rilascio in Cina, anche se c'era un grandissimo interesse da parte del pubblico, visto che il film era stato diretto da Ang Lee.

Parlo con Howard e mi vengono in mente esempi a bizzeffe, mentre rileggo la frase “However, there was no record of persecuting homosexuals in Chinese history.”

La riscrittura di avvenimenti, fatti, storie, insomma di tutto cio’ che e’ successo dal 1949 ad oggi e’ davvero omnicomprensivo. Non ho mai visto in vita mia un fenomeno cosi capillare di censura, autocensura, omissione e distorsione: da internet ai musei, dai libri agli articoli di giornale, anche per fenomeni che dovrebbero esulare dalla politica, ma ripensandoci, vista la centralita’ del partito e delle sue scelte su tutti gli aspetti della vita dei cittadini cinesi, e visto che il Partito non ha mai sbagliato, o ammesso di averlo fatto, ecco che ci troviamo anche questa censura, questa protezione nei confronti delle malefatte del governo. Quindi il Museo del Sesso di Tongli, presumo, preferisce riferirsi alla tradizione storica che va prima della presa del potere comunista: su quello che succede dal 1949 al 1990, cade, come al solito, uno spessissimo velo e anche una bella riscrittura di cio' che fu.

Bene, anche oggi ho avuto la mia bella e abbondante razione di Revisione Storica, e usciti dal Museo del Sesso, camminiamo lungo i canali, cercando un ristorantino, uno qualunque, perche’ il menu’ e' pressoche’ identico dappertutto. Ci sono oltre 50 ponti e ponticelli a TongLi, ma l’attrazione principale sono “I tre ponti”, che si riferiscono alle beatitudini rappresentate dal matrimonio, dall’avere un figlio e dal celebrare un compleanno, in salute, cosi la gente cammina attraversando i ponti e pregando per salute e felicita’.

Peccato che ho saputo questo solo dopo aver attraversato i ponti, mi chiedo se camminarci sopra valga gia’ come preghiera... speriamo di si, salute e felicita’, chi non le vorrebbe sempre?



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