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ARTASIA
cosa, quando e dove succede

 
Cina, Provincia del Gansu: sulla Via della Seta, DunHuang e Mogao (Parte Quinta)

Grotte di Mogao, esterni, dicembre 2012

Sto leggendo s’un libro che le Grotte di Mogao diventarono un luogo di pellegrinaggio per il pubblico e fino al 14 ° secolo le grotte-santuario furono costruite dai monaci con i fondi di donatori e mecenati, tra i quali anche dignitari stranieri e imperatori cinesi. Grotte più piccole furono finanziate da commercianti, ufficiali militari, e altri personaggi locali. Leggo e tutto mi dà la sensazione di quanto profondamente il buddismo fu parte della vita cinese. Arriviamo alla nostra destinazione, e siamo soli. Pochi minuti più tardi vedremo un piccolo gruppo di stranieri presto raggiunto da un altro gruppetto, questa volta di cinesi.

I biglietti d'ingresso per gli stranieri sono più costosi, e nel 2013, con la Cina divenuta la seconda potenza economica mondiale, sono davvero sconcertato da questa disparità di trattamento nei confronti di persone provenienti da molto lontano per ammirare arte che appartiene al mondo. Questo è patrimonio artistico mondiale, non solo cinese. Mi chiedo come un cinese potrebbe sentirsi nel venire a sapere che dovrebbe pagare più di un italiano per visitare la Galleria degli Uffizi di Firenze o di L’Ultima Cena di Leonardo a Milano. Seconda sorpresa: ci è permesso di visitare solo 8 grotte! Che cosa? Sì. Se vogliamo vederne di più, abbiamo bisogno di tornare e pagare di nuovo l'ingresso. Che caz! Posso capire questa limitazione nel periodo estivo, mentre, credo, migliaia di persone arrivano per vedere le Grotte, ma alla fine di dicembre, a meno 15 gradi, ci sono non piu’ di altre 35 persone e la maggior parte sono stranieri, provenienti da migliaia di chilometri di distanza per venire qui. Anche Howard non è affatto felice. Questo è davvero inaspettato.


Ora sono quasi di cattivo umore e cerco di concentrarmi su arte e storia e buddismo. Decidiamo di seguire una guida cinese: farò del mio meglio per capire un po' di informazioni, e Howard mi aiutera’ con delle traduzioni al volo, quando saro’ proprio perso. Confido sul fatto che ho gia’ letto molto sulle Grotte e la loro storia. So che sono circa 500 e che sono state riccamente dipinte perché dipinti e architettura servivano come rappresentazione visive della ricerca dell'illuminazione, della Via, e che erano, al tempo stesso, uno strumento didattico per coloro che non sapevano leggere, sulle storie e sul credo buddista. Come si assomigliano le culture, la stessa situazione è chiaramente presente nella storia del cristianesimo, o dell'induismo, l'islam o nella stragrande maggioranza delle religioni del mondo: lo stesso uso della pittura, dell’architettura e dei templi lì come qui, esattamente lo stesso uso dell'arte, lo stesso obbiettivo... la stessa
Propaganda Fide.


Un gran numero di grotte furono costruite durante la famosa dinastia Tang, quando DunHuang divenne davvero grande centro di commercio e grande crocevia religioso sulla Via della Seta cinese. Anche le due grandi statue del Buddha di Mogao sono stati eseguite in questo periodo, la più grande costruita nel 695. Curiosamente Mogao fu risparmiata dalla persecuzione dei buddisti e del buddismo ordinata dall'imperatore Wuzong nel 845, in quanto non era cinese, ma sotto il controllo del Tibet. Come succede spesso ad una città di frontiera, Dunhuang fu occupata piu’ volte e in tempi diversi da altre popolazioni.
Le poche grotte che possiamo visitare sono veramente magnifiche, e non sono tra le migliori o più famose.
Le grotte comunicano davvero il riverbero dell'arte indiana: hanno una colonna centrale a sezione quadrata, sculture in nicchie, che rappresenta lo stupa attorno al quale gli adoratori possono circumambulare (chiamato parikrama) e guadagnare benedizioni. La guida spiega che molte delle grotte in origine avevano portici in legno ma la maggior parte di questi sono stati persi, con solo cinque rimanenti, i primi due di questi cinque sono un ormai raro esempio del tipo di architettura in legno in voga durante la dinastia Song. I primi murales mostrano una forte influenza indiana e dell'Asia centrale nelle tecniche pittoriche utilizzate, nella composizione e nello stile delle pitture così come nei costumi indossati dalle figure, insomma mi verrebbe da dire “questa e’ pittura indiana”,
tout court ma uno stile distintamente di Dunhuang comincia gia’ ad emergere durante la Dinastia Wei. Motivi cinesi, di origine asiatico-centrale e indiana si possono trovare mescolati in un unica caverna, e gli elementi cinesi via via aumentano per importanza nel corso del periodo Wei occidentale (535-556 CE).


Ci sono grotte che sono totalmente dipinte, su tutti i muri e i soffitti, è quasi un
horror vacui in azione, con decorazioni geometriche o di vegetazione che riempiono gli spazi non presi da immagini figurative, di solito il Buddha. Anche le sculture sono riccamente dipinte. Molti murales sono stati ridipinti in periodi successivi, e non sempre con buoni risultati. I murales sono valutati, come qualita’ artistica, considerandone la grandezza e la ricchezza dei contenuti e, ovviamente, questi murales stanno li’ a documentare i mutevoli stili dell’arte buddista, e direi "arte" in Cina, per quasi mille anni. L'arte dei murales raggiunse il suo picco durante il periodo Tang, per poi cominciare a scemare di qualità.


Visitando Mogao capisco perché ci sono così tante grotte denominate "Grotta dei Mille Buddha": questo è un motivo comune in molte grotte, le cui pareti sono interamente coperte da file e file di piccole figure del Buddha seduto. Questi piccoli Buddha sono stati elaborati utilizzando stencil in modo che figure identiche possano essere replicate in maniera identica. Inoltre sono notevoli le figure delle Apsaras Volanti, che incontrai prima, ad Angkor Wat, Cambogia ( vedi: http://www.exibart.com/blog/blogmsg.asp?idblog=5628 ) ; in cinese si chiamano Feitian e le Feitian sono simbolo usato ovunque a Dunhuang, come statua spartitraffico ad un crocevia oppure anche utilizzato dal Partito Comunista, sezione Gioventu’. Penso: abbiamo un antico simbolo religioso utilizzato da un partito ufficialmente ateo. Che dire di questa utilizzazione di vecchi simboli religiosi per la costruizione di una nuova mitologia?


Soprattutto, queste grotte sono sempre dedicate alla vita del Buddha o rappresentano delle parabole della sua dottrina (karma). Sono incantato da tutte, e mi piacerebbe vedere di più e capire di più. Molti murales a Dunhuang sono eseguiti usando tecniche di pittura originarie dell'India, dove l'ombreggiatura è stata applicata per ottenere una sorta di effetto chiaroscurale o tridimensionale. Questa tecnica di ombreggiatura è, in tutta l’Asia Orientale, unicamente riscontrabile a Dunhuang in questo periodo in quanto tale ombreggiatura sui volti umani non apparve in dipinti cinesi se non molto più tardi, quando si fecero sentire le influenze dei dipinti europei. Un'altra differenza dalla pittura tradizionale cinese è la presenza di figure semi-nude o completamente nude. Dipinti e sculture a Mogao mostrano chiaramente che essi si basavano su modelli indiani e dell’Asia centrale, anche sullo stile greco-indiano del Gandhara, poi lentamente, nel tempo, divennero poco a poco cinesizzati.
Per quanto riguarda le sculture, la maggior parte delle volte il Buddha è mostrato come figura in posizione centrale, spesso attorniato da deva, apsaras, re celesti, Boddhisattva e altre creature mitologiche.


Ecco, dall’ Italia a Mogao, sfidando meno 20 gradi, per vedere solo 8 grotte. La visita è finita e torniamo a Dunhuang.

(continua)



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