Com'è postmoderno il collage. Se poi si crede all'unità delle tradizioni, va da sé che gli stessi concetti si ritrovino a distanze siderali nel tempo e nello spazio. Però... Però che tristezza quando un autore assai poco noto come René Daumal viene citato senza alcuna indicazione della fonte. E che tristezza al quadrato quando a farlo sono due studiosi che stimo e che ho avuto il piacere di conoscere. Non vi fidate? Fate un raffronto tra: - René Daumal, Bharata, Gallimard, Paris 1970, pp. 33-34; - Eugenio Barba & Nicola Savarese, L'arte segreta dell'attore, Argo, Lecce 1996, p. 189. Si parla, in entrambi i casi ovviamente, di chi tiene le fila, insomma il marionettista... Ma magari nella nuova edizione linkata se ne sono accorti. Fatemi sapere.
30/04/2012 8.19.10 nicola savarese, italia
A dire per primo che il marionettista è uno "che tira le fila" è il Natyashastra, tradotto in inglese ben prima della traduzione parziale di Daumal degli anni trenta del '900. A riprendere questa idea fu ancora Gordon Craig, già agli inizi del '900, quando fondava l'attitudine del regista: una trentina d'anni prima di Daumal. Dunque non c'è nessun copia-incolla e nessuna tristezza.
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