blog@exibart.com
home inaugurazioni calendario speed-news forum annunci concorsi sondaggi commenti pubblicità contatti
Exibart.platform > onpaper mobile bookshop rss radio tv alert newsletter segnala blog
recensioni > roma milano napoli venezia torino toscana vedi le altre 
rubriche > libri architettura design fashion in fumo decibel vedi le altre 
e-mail    password password persa? registrati ora!


INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'ARREDAMENTO'
 
L'ultimo gioiello di viale Viola

Alberto Sironi, prospetto villa Serafini a Riccione

''Villa Serafini non è ancora diventata un hotel''


E’ il 1923 quando il Dottor Sanzio Serafini (nato a San Marino nel 1876 e morto nel 1933 a Riccione), allora primario dell’ospedale Ceccarini, commissiona all’architetto Alberto Sironi un villino da erigersi presso il viale Viola, oggi Ceccarini.
Fortunatamente agli eredi del Dott. Serafini non è capitato, come invece è avvenuto per altri proprietari di ville storiche, di dover demolire la propria abitazione per far spazio a un hotel.

Negli anni Settanta la villa venne ristrutturata  e amplificata. Dai soffitti, alti più di cinque metri, venne ricavata la soffitta, e la dimora fu divisa in due appartamenti. L’architetto, trovandosi dinanzi a committenti intelligenti, ha rispettato le decorazioni caratteristiche dell’immobile senza stravolgerne l’architettura.

Secondo le testimonianze dell’attuale proprietaria dell’immobile, villa Serafini fu una delle prime dimore che ebbe l’impianto di riscaldamento a carbone, installato dalla centenaria impresa Torri.

 

Alberto Sironi all’epoca fu un architetto in voga.  Nacque nel 1882 a Milano e si spense a Bologna nel 1924. E’ presumibile che fu fratello dell’Architetto Paolo Sironi che acquistò a Riccione, prima della costruzione di Villa Serafini, la villa del barone Tella o villa Adria. Della dimora in stile Eclettico, con un’elegante torretta con pinnacolo, che la distingueva dalle usuali dimore riccionesi del tempo, rimane solo qualche immagine nelle cartoline dell’epoca,  perché fu distrutta dai Tedeschi durante la guerra per fare spazio alla costruzione di un bunker.

Nulla si sa dei tempi di realizzazione di villa Serafini, ma il prospetto della villa conservato dall’Ingegnere Antinori del Comune di Riccione la riconsegna alla nostra memoria nella sua originaria identità e ci attesta che comunque non ha subito sostanziali cambiamenti nel corso del tempo.

Il villino conserva ancora l’originaria copertura in mattoncini nel piano superiore, che  contrasta con il color cemento della parte inferiore e di alcuni elementi ornamentali come le cornici delle finestre, le due scalinate e le colonne del portico del primo piano. Interessante è anche lo stemma decorativo in cemento posto sulla facciata dell’abitazione in cui ora è riconoscibile solo una fascia trasversale; purtroppo il tempo ha corroso ciò che vi era scolpito e affrescato. Invece è rimasto come allora il cancello principale con lavorata in ferro battuto la lettera ‘’s’’ della famiglia Serafini.

Seppure il Dott. Serafini fosse di origine sammarinese, dovette pagare un tributo alla guerra in corso: una parte della cancellata della sua villa durante la seconda guerra mondiale venne utilizzata per fabbricare le armi, a differenza del villino Zanni in viale Vittorio Emanuele, la cui cancellata invece non potè essere confiscata, proprio perché la dimora apparteneva a un sammarinese. Purtroppo anche un carrarmato piombò nella villa dal cancello sul viale Viola, distruggendo la fontana nel giardino di cui rimane testimonianza da alcune cartoline.

Durante la guerra villa Serafini fu occupata dai tedeschi e successivamente dal comando inglese.

Il villino Serafini dal punto di vista architettonico presenta uno stile eclettico.

 Confrontando villa Serafini con altre dimore realizzate successivamente dall’architetto Sironi, seppure negli anni il suo stile si sia evoluto, rimanendo al passo con le correnti artistiche del periodo, emerge una leggera somiglianza con il villino della famiglia Sironi a Bologna.

Attualmente la dimora conserva di coevo il tetto, alcuni pavimenti decorati all’interno, e alcuni elementi di arredo, sedie e tavoli, poiché gran parte dei mobili vennero portati nella residenza dei parenti, a San Marino, dopo la morte dei primi proprietari.

 

La facciata adiacente a Viale Ceccarini gode della vista di un ampio giardino che contribuisce a creare un po’ di distanza tra l’edificio e il viale e a garantirle una certa riservatezza. Tanto spazio potrebbe benissimo consentire l’edificazione di un moderno condominio, qualora l’attuale proprietaria volesse disfarsi del più bel ‘’gioiello di famiglia’’ e metterlo nelle mani di una ditta costruttrice. A salvaguardia di quel che resta dell’eleganza del vecchio viale Viola, speriamo che questo non debba mai accadere.

 



di Andrea Speziali
visita il blog IL NOTIZIARIO DI ANDREA SPEZIALI

 
Il mistero di Villino Zanni

Villa Zanni e Hotel Stazione

''Una curiosa affinità con il celebre Hotel Stazione''


Cari lettori, come ultimo articolo dell’anno 2010 colgo l’occasione di annunciarvi la nascita del blog www.vialedante.com, un portale di notizie, eventi ecc… su Riccione, dove ogni singolo cittadino è libero di pubblicare direttamente e gratuitamente il suo post (articolo). VialeDante.com offre la possibilità di commentare anche gli articoli già pubblicati con la possibilità di esporre la propria opinione. Il concept di questo sito, nato principalmente da una mia idea, successivamente rivista dal mio ‘’team’’, è quello di ‘’dar voce’’ al cittadino riccionese e non sulle varie iniziative e i progetti legati alla cittadina riccionese. Al momento il sito web, (il cui nome omaggia uno tra i viali più lunghi di Riccione: Viale Dante) si concentra sull’idea di rifare l’arredo urbano di Viale Dante. Chiunque è libero di postare sul blog una propria idea e progetto di come ‘’secondo lui’’ sarebbe da rifare il viale e secondo quali criteri. L’idea può essere rappresentata anche da un bozzetto a matita… Lo scopo è quello di arrivare all’elaborazione di diversi progetti sulla base dei consigli pervenuti da parte del negoziante e del cittadino. Per chi avesse problemi nel caricare testi o foto può rivolgersi a info@vialedante.it

Con l’arrivo del 2011, grazie al materiale raccolto negli ultimi mesi, il portale www.riccioneinvilla.it  (con il patrocinio della Provincia di Rimini e la collaborazione del Comune di Riccione), verrà ampliato con l’inserimento di fotografie e progetti dei villini non ancora inseriti.
A proposito dei villini che non sono ancora stati studiati, vi è il villino Zanni (o villa Matteoni), ubicato in viale Piva, oggi viale Vittorio Emanuele II. L’abitazione è di proprietà privata. L’edificio incuriosisce per la perfetta somiglianza con l’ex ‘’Hotel Stazione’’ sito all’inizio di Viale Diaz, singolare edificio in mattoni rossi e decori in pietra grigia che rammentano l’ecclettismo dello stile Coppedè.

Secondo i progetti, l’edificio fu costruito tra il 1925 e il 1929. Dalle testimonianze della famiglia Pullè, questo è uno dei cinque villini realizzati intorno alla villa di famiglia. Nella facciata principale i cornicioni classicheggianti sono decorati a rosoni e fanno da profilo a lesene con capitelli ionico-corinzi e protomi sugli spigoli. Nella facciata retrostante vi sono aperture circolari con ricci e mascheroni che richiamano elementi della cultura manierista, combinati con moduli dell’eclettismo architettonico in voga tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. A firmare il fabbricato è stato l’Architetto Giorgetti. Al momento dell’autore non si conoscono né  il nome di battesimo né informazioni sulla sua attività professionale. Si presuppone che anche il Villino Zanni, eretto nel 1923 come attestano i documenti conservati dalla Fam. Matteoni, sia stato progettato dall’architetto Giorgetti. Il fabbricato non è però firmato né sulle planimetrie né sul’architettura stessa, come invece avvenuto per l’Hotel stazione, che riporta inciso su pietra il nome dell’architetto. E’ probabile che, come nel caso di Villa Antolini, in nome o la data dell’architetto incisa su pietra come da usanza, sia stato cancellato a seguito di restauri o per effetto delle condizioni atmosferiche. Come racconta l’attuale proprietà del villino Zanni, la villa per lungo tempo fu abbandonata, di conseguenza il corrimano in legno della scala fu rifatto perché l’originale era andato in malora, le balaustre e le decorazioni cementizie esterne furono restaurate per effetto di cedimenti e corrosione. Durante la guerra i cancelli, le inferriate in ferro battuto venivano confiscati  per la fabbricazione delle armi da guerra  e proiettili, ma dal racconto di qualche riccionese risulta che la cancellata della villa rimase intatta perché i villeggianti erano sammarinesi. Secondo Arianna Mamini, il villino in stile Liberty, eclettico, è da considerarsi più recente rispetto all’Hotel Stazione. Dall’analisi approfondita dei decori che seguono il perimetro della villa, agli angoli troviamo uno scudo araldico, forse anche affrescato all’epoca, come ''impronta’’ della famiglia Zanni. Questa è una delle poche differenze che ci sono tra il villino Zanni e l’Hotel Stazione, che al posto degli scudi negli angoli del cornicione ha dei leoni. Rimangono di uguale stampo i ‘‘bruciafiori’’ posti sotto le finestre.


''A tutti i nostri lettori porgiamo Auguri di Buon Anno''



di Andrea Speziali
visita il blog IL NOTIZIARIO DI ANDREA SPEZIALI

 
Al di la dello specchio


Oggi mi ho comprato un complemento d'arredo niente male. Dovevo risolvere il problema di avere un contenitore in più in soggiorno e proprio non ne volevo sapere di dispense, mobiletti o consolle in artepovera nel mio living piuttosto minimaletto. Senonché non mi sono fatto sfuggire il nero tra i "punti" (questo il nome della linea di prodotti realizzata dall'italiana Lago su disegno del giovane e talentuosissimo designer Daniele Lago) che vedete in questa foto. Si tratta di una bella specchiera in cristallo colorato -nient'affatto peregrino un parallelo con le opere dell'indiano Anish Kapoor- da appendere a mezz'altezza nel muro sia da sola che in composizione optical come nella foto. La specchiera poi si rivela un contenitore (dietro al cristallo) dove alloggiare magari bicchierini e liquori per un mobile bar diverso dall'ordinario. Sui 350400 euro il modello da 99cm di diametro.



di Massimiliano Tonelli
visita il blog Oggi mi ho comprato



messaggi trovati: 3
 






  Exibart.
  Exibart.
   Pubblicazione iscritta nel registro della stampa del Tribunale di Firenze con il n. 5069/01.
   Direttore responsabile Artico Gelmi di Caporiacco
   Direttore editoriale Angelo Capasso
   Commerciale Fabienne Anastasio
   Edita da Emmi srl,  via Garibaldi 5, 50123 Firenze, p.iva 05247730483
   Tel +39 0200614243   o   +39 06452214600   o   +39 0552399766   o   +44 2078553485
   Fax +39 02700515651   o   +39 06233298524