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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'ARTE DIGITALE'
 
L'arte sul web è uno sguardo fugace.


Nell'immagine sopra : "Il fiume delle possibilità rimpiante" dettaglio, 2009, Luca Cervini

Immagino annoiati navigatori della rete che si adagiano, per volere o per sbaglio, sulle pagine di un sito web dell'ennesimo artista che ha varcato le frontiere del tradizionale modo di esporre.

Li vedo cliccare sui menù, soffermarsi un istante sulla sua biografia, sulle pubblicazioni.
E poi correre a cercare qualche immagine. Forte, divertente, provocatoria.
Qualche click col mouse. Una risata, un sopracciglio che si alza, uno sbadiglio. E l'opera digitale rimane aperta, silenziosa, per una manciata di secondi. Ma l'opera vorrebbe gridare che il colpo d'occhio non è sufficiente. Che è nata con sofferenza, che è colma di orgoglio che talvolta diventa vergogna. Che non è così che doveva andare, che è così che è andata. Che ha dei limiti, o che i limiti li ha superati ancora una volta, ma non è abbastanza. Che è portatrice di sensazioni.

Eppure rimane lì, costretta in quella maledetta bassa risoluzione. In quello spazio limitato, dieci, venti volte più piccola di come è stata concepita. E quella sfumatura, quel riflesso, quel particolare di luce o colore, quella figura sullo sfondo è così minuscola. Questi dettagli vengono inevitabilmente persi.

Per l'occasionale spettatore del web sono ignoti particolari che non vedrà mai. La profondità concettuale e il dettaglio estetico di un'opera viene sacrificata così, da uno sguardo fugace.

Poi il browser si chiude, il visitatore cambia indirizzo, un altro sito.
Quanti artisti strillano, quante opere tacciono.

di Luca Cervini
visita il blog Pensieri d'Artista

 
Quel che rimane



Quel Che Rimane o Seconda Dissoluzione Temporale, 2009
Fotografia, tecnica digitale mista.
cm 45x100

All That Remains or Second Temporal Dissolution (Quel Che Rimane o Seconda Dissoluzione Temporale), 2009
Photography, Digital techniques. cm 45x100

© Luca Cervini 2009

di Luca Cervini
visita il blog Pensieri d'Artista

 
E fondi loro il Wii...


Signore perdonami, ho peccato.

Non tanto, poco, quasi nulla, distrattamente, in buona fede. Ma io, signore ho PECCATO. Ho gettato il seme della mia arte nel nulla della rete, mi sono abbandonato alla tentazione, senza vanità, senza tornaconto. Ho peccato mostrando un mio lavoro, per avvicinare all'Arte, per far intravedere la LUCE ad un giovane desideroso d'esprimersi. Ho peccato inserendo una mia creatura, una mia creazione in un luogo fatto di buio e videogames. Popolato di tecnocrati che misurano a pollici il mondo: nextgen, 16bit, pixel, cell shading. Ho peccato, si, per mia colpa, mia grandissima colpa. E indicando la LUCE al giovane desideroso d'esprimersi, al giovane che cercava il fertile terreno al qual fare attecchire il seme della sua poetica mi sono preso, in fronte, nel cuore, in faccia un poco lusinghiero appellativo: impostore.

Perle ai porci, e malox in gola.

Imputato si alzi in piedi, come si dichiara: “colpevole vostro onore. Io ho peccato, senza vanità e senza tornaconto, ma io ho peccato”.

Perché, come mi disse una volta Giacomo Verde, esiste una contestualità dell'arte. E un dipinto in un forum di videogames e videogamer è giusto che sia tacciato d'esser imbroglio, additato come falso, foto manipolata, foto spenellata, foto filtrata. Ma ti prego, Signore, perdonali, perché essi non sanno quel che dicono. Ma ti prego, solo una cosa Signore, ti prego, ti imploro, fai saltare loro le xbox fuori granzia e fondi loro il wii.

Amen.



di Marco Andrea Fichera
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il moderno Caffè degli Artisti

ritratto di Martina ( tavoletta grafica - 2008)

C'era una volta il Caffè degli Artisti. Il posto fisico dove incontrarsi, discutere, confrontarsi e scontrarsi. Scambiarsi opinioni e a volte ceffoni. Oggi, per noi ragazzi della via bit, il ritrovo conviviale è MSN. Colleghi, amici, fan e miti. Tutti raggruppati per categorie, liste, nick. In linea, a pranzo, non al computer, invisibile. Ci si ritrova la sera, in ciabatte, a parlare di arte, a mostrarsi vicendevolmente gli ultimi lavori, a commentare le imprese altrui. Magari abitando a 30km di distanza, e senza essersi mai incrociati di persona.

Basterebbe questo per definirci nerd, nella declinazione più primordiale. Nerd alla Bill Gates prima che facesse i soldi, nerd come quanto gli sfigati del PC erano autentici sfigati e non geek da spennare.

E quando inizia a parlare di pennellate, e ti riferisci ad un software, capisci che hai intrapreso una via senza sbocco. Perchè la tavoletta grafica è bella, stimolante, interfaccia naturale, o quasi, per fare bellearti pixellate. “Io preferisco la matita di Art Rage 2 a quella di PhotoShop, mentre le tempere vengono meglio con Painter IX”. E' la modernità, è il nostro – mio – contesto. E a volte mi fa rimpiangere la camera oscura, il tavolo luminoso, i pantoni e il nero di tamma...



di Marco Andrea Fichera
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l'unicorno mangia un tramezzino


Ieri, fra nebbia sonno e naturale indolenza domenicale, mi sono soffermato a legger il blog dell'amico Cervini. Ho quindi potuto apprezzare l'analisi dell'opera "l'unicorno" direttamente dalle parole e nei pensieri dell'autore. Notando cose che il mio occhio pigro ed il mio cervello ottuso avevano fino a quel momento ignorato. Questo è un buon esempio del perché può essere utile un blog ad un artista.

Di contro oggi mi sento minimo, marginale, utile come un divieto di sosta nel deserto del Sahara. Dopo essermi immerso in unicorni, miti, freak, simbologie, oggi non so con quale faccia presento la mia ultima opera intitolata: cuffiette e tramezzino.

Anche se, soprassedendo sulla chiara differenza d'incisività dei due titoli, le opere non sono concettualmente così distanti. Scegliere di installarsi in un immaginario surreale o di radicarsi nella realtà è una questione di poetica personale. Di differenze che arricchiscono. Ma non è raro andare a toccare argomenti comuni con comuni punti di vista. Le cuffiette del ragazzo, immerso nella gente, nel treno, luogo non luogo per eccellenza, luogo di racconti, incontri, chiacchiere, scoperte, le cuffiette che isolano, schermano, separano, non sono concettualmente così differenti dal velo dell'unicorno.



di Marco Andrea Fichera
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scritto 21/01/2008 11.34.43 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: blog arte arte digitale pittura digitale luca cervini


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