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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'BIENNALE'
 
58. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia

domenico olivero
Anche quest'anno per la quindicesima volta andrò alla Biennale di Venezia, l'evento più interessante dell'arte contemporanea al  mondo. 

L'unico evento che offre una vasta panoramica dell'arte del nostro presente in un formato internazionale, slegato dal ripetitivo e finto sistema dell'arte.

Decine di progetti più o meno significativi che rendono in modo evidente la varietà del fare artistico sono proposti in uno spazio suggestivo ed affascinante come Venezia. 

Come sempre raccolgo tutte le mie informazioni e tracce sul mio blog   http://biennalediveneziaarte.blogspot.com/   aspetto vostre segnalazioni, consigli, sensazioni... ciao d.o) 


di d;o)
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scritto 26/04/2019 6.56.41 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: biennale di venezia venezia biennale domenico olivero
 
L’arte, oltre la Biennale, Documenta e Munster.



Ecco dopo dieci anni ad incrociare nuovamente i tre eventi più enfatici dell’arte contemporanea.


Come sono cambiati i tempi!


Paiono così lontani i modi euforici e stimolanti degli anni 00, ora tutto pare più stanco, ripetitivo, spesso inutile.


La grande accelerazione del sistema dell’arte contemporaneo pare aver eroso tutte le forme creative, tutto è stato bruciato sul falò del consumo rapido ed immediato, non c’è più stato tempo per pensare, accogliere, digerire, godere.


Per anni fra suggestive feste, location originali, sperimentazioni di ogni tipo, esclusività e continue nuove produzione di opere si è corso verso un ipotetico infinito divertimento che ha attratto decine di potenziali nuovi collezionisti che hanno girato su questa bella giostra, ma ora paiono annoiarsi e dirigere il loro sguardo su altre novità e divertimenti.


La festa pare esaurirsi, giustamente non si può fare arte come si fanno abiti o macchine, questo settore ha bisogno di tranquillità, libertà e poco controllo.


Aver fatto credere che tutto può essere incanalato in una forma produttivo e di largo consumo ha snaturato la vera essenza dell’arte, che non è un oggetto di consumo ma un’emozione vissuta e condivisa. 



di d;o)
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scritto 03/06/2017 8.05.30 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: domenico olivero biennale venezia documenta kassel skulptur munster
 
56. Esposizione Internazionale d'Arte Biennale di Venezia

biennale venezia pausa caffè

Ed eccoci a pochi giorni dal grande evento della Biennale di Venezia, che quest'anno sceglie i primi giorni di Maggio per gemellarsi con l'Expo.

Ci attende una marea di mostre che porteranno tante interessanti riflessioni, critiche e ammirazioni (a volte anche invidia). 


di d;o)
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scritto 26/04/2015 7.58.17 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: domenico olivero biennale venezia
 
doattime030613

doattime venezia

recondite armonie


di d;o)
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scritto 03/06/2013 19.08.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: palazzo enciclopedico arsenale giardini biennale venezia
 
L'arte in Italia dava il meglio di sé quando c’erano personalità: Giorgio Soavi o Giovanni Testori. "Oggi invece sono tutte capre".

Una commissione di studio ha raccolto e valutato il lavoro di migliaia di artisti, al fine di individuare quelli più rappresentativi, oltre 1000, tra scultori, fotografi, ceramisti e video artisti per ogni regione italiana. Il volume presenta le opere de

http://www.ilsecoloxix.it/p/cultura/2012/03/20/APppDC8B-sgarbi_mercanti_uccidono.shtml#axzz1pvcKMySQ

Il parere di Sgarbi.
Il critico spara a zero durante una visita a Genova: «Nessuno vuole più scoprire nuovi talenti»
«Sono pregiudizi. La mia Biennale ha ridato dignità agli artisti. Ora sto aspettando che il ministro Ornaghi mi chiami per curare anche il prossimo padiglione Italia». Quello che arriva a Genova è lo Sgarbi furioso, come lo ha soprannominato l’eterno rivale, il critico d’arte Francesco Bonami.
 Per Sgarbi è arrivato il momento della rivincita e naturalmente ci vuole uno show. Dopo la montagna di accuse alla sua gestione del Padiglione Italia alla scorsa Biennale, soprannominata anche “dei raccomandati”, ieri a Palazzo della Meridiana, ospite del costruttore Davide Viziano, il critico ha presentato per la prima volta i quattro volumi della sua copiosissima kermesse, editi da Skira.

Basti pensare che fra la sede veneziana all’Arengario, dove di solito si svolge la manifestazione, le sedi decentrate nelle Regioni, gli istituti di cultura estera, collegati con Venezia, e le Accademie di Belle Arti, alla fine gli artisti viventi a strappare un momento di gloria sono stati 4.500. E manca ancora il libro dedicato alla grande mostra di Torino.

«Non me la volevano far fare, così ho trovato un finanziatore e organizzato un evento epocale con 1200 protagonisti». Intanto gli artisti selezionati alla biennale sgarbiana, se si può parlare di selezione, sono contenti.

D’altronde quando gli ricapita? Salvo naturalmente che il critico non faccia il bis. Ma forse in quel caso ripiegherà su qualche altro colpo ad effetto.

E magari farà come Ida Gianelli, che sei anni fa di artisti ne ha scelti solo due: Francesco Vezzoli e Giuseppe Penone. «Poi è andata al mare» commenta acido Sgarbi, facendo sorridere il pubblico di signore e artisti accorso ad ascoltarlo.

Perché in fondo chi lo ama, lo perdona sempre. Anche quando ricorda che per fare il ministro è meglio non laurearsi: «Basta comportarsi come Rutelli, Veltroni o D’Alema».

Sgarbi, profeta della democrazia. Sgarbi contro le degenerazioni del mercato. Il suo padiglione Italia che indaga sullo stato dell’arte in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, dedica uno spazio al Museo della Mafia, quello di Salemi. Ma il critico intende ben altro: e si scaglia contro galleristi e critici, colpevoli, a suo dire, di avere ingessato gli scambi di opere artistiche in Italia.

Favorendo solo i propri protetti, sempre i soliti e comunque troppo pochi. Sgarbi se la prende, prima di tutto, con Bonami, che infatti ha piazzato suoi discepoli nei posti chiave da cui comandare sul sistema dell’arte.

Uno per tutti, Massimiliano Gioni prossima guida proprio alla Biennale di Venezia che sta tanto a cuore a Sgarbi. Che se la prende anche con Bice Curiger, ex direttore, per non aver scoperto talenti nuovi durante il suo tormentato mandato.

«L’arte fino a oggi è stato un sistema chiuso» sbotta Sgarbi, che peraltro queste cose le dice un giorno sì e l’altro pure. Ma lui lo ha violato, il sistema.

Uno dei volumi presentati ieri libro è dedicato alla mostra all’Arengario, dove 300 intellettuali, non solo italiani, dal regista Ozpetek a Franco Battiato e,Luciana Littizzetto, hanno invitato il loro artista preferito. «Così è stato possibile vedere il clochard genovese Maini invitato dalla scrittrice Rosa Matteucci» dice Sgarbi.

Ricordando che un tempo nessuno ha messo in dubbio le capacità di Baudelaire, D’Annunzio o Sciascia nel riconoscere grandi talenti.

Insomma, l’arte in Italia dava il meglio di sé quando c’erano personalità: Giorgio Soavi o Giovanni Testori. «Oggi invece sono tutte capre. Da Germano Celant a Bonito Oliva, purtroppo decidono tutto loro». Ma lui non si arrende. Vedrete.

Articolo di Roberta Olcese, videoservizio di Beatrice D’Oria del quotidiano: "Il SecoloXIX" del 20 marzo 2012.



di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
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scritto 23/03/2012 11.26.21 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: sgarbi genova biennale


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