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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'BIENNALE DI VENEZIA'
 
58. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia

domenico olivero
Anche quest'anno per la quindicesima volta andrò alla Biennale di Venezia, l'evento più interessante dell'arte contemporanea al  mondo. 

L'unico evento che offre una vasta panoramica dell'arte del nostro presente in un formato internazionale, slegato dal ripetitivo e finto sistema dell'arte.

Decine di progetti più o meno significativi che rendono in modo evidente la varietà del fare artistico sono proposti in uno spazio suggestivo ed affascinante come Venezia. 

Come sempre raccolgo tutte le mie informazioni e tracce sul mio blog   http://biennalediveneziaarte.blogspot.com/   aspetto vostre segnalazioni, consigli, sensazioni... ciao d.o) 


di d;o)
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scritto 26/04/2019 6.56.41 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: biennale di venezia venezia biennale domenico olivero
 
Cosa significa per la Cultura italiana questa Biennale di Venezia


Dalle parole del Ministro Massimo Bray alla inaugurazione della Biennale di Venezia , segnali positivi, in un paese che sembra lasciare sempre meno risorse e spazio ai valori estetici ed umanistici che pur tuttavia rappresentano la gran parte della nostra storia e civiltà..
  ___________


....Come ministro, ho ferma l’intenzione di stimolare quanto più possibile l’interesse del pubblico per l’Arte contemporanea che si espone, si cura, si produce in Italia. Per questo motivo credo importante che il Ministero si ponga non solo come promotore, ma anche come committente delle opere.
Il piano per l’Arte contemporanea, pari a 1,5 milioni di euro, non è sufficiente a sostenere il settore come meriterebbe, in questo momento di crisi in cui il Ministero non ha nemmeno le risorse per gestire le emergenze.
Quello che e certo, come ho detto a L’Aquila e a Carpi, è che mi impegnerò a razionalizzare tutti i fondi del Ministero per promuovere l’Arte e la Cultura e restituirgli la dignità che meritano.
Un buon esempio innovativo è il tentativo fatto da Pietromarchi di finanziare il Padiglione con il crowdfunding, coinvolgendo direttamente i cittadini in una manifestazione artistica. Un tentativo interessante su cui riflettere.
Vorrei anche chiedere a tutte le amministrazioni pubbliche di rispettare una legge datata ma ancora straordinariamente all’avanguardia come la 717 del 1949, per cui Regioni, Province, Comuni e tutti gli altri Enti Pubblici, quando provvedono all’esecuzione di nuove costruzioni di edifici pubblici e alla ricostruzione di edifici pubblici, devono destinare al loro abbellimento delle opere d’arte contemporanea per una quota non inferiore al 2 per cento della spesa totale prevista nel progetto.
Mi auguro che si continui a lavorare affinché l’arte contemporanea italiana, che a Venezia sta dimostrando la sua vitalità, sia parte del linguaggio e della Cultura del nostro Paese.


http://www.massimobray.it/cosa-significa-per-italia-questa-biennale-di-venezia/?fb_action_ids=10151576228572752&fb_action_types=og.likes&fb_source=aggregation&fb_aggregation_id=288381481237582



di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
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scritto 01/06/2013 18.20.06 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: massimo bray mibac biennale di venezia
 
Querelle tra A.B. Oliva vs V. Sgarbi sulla Biennale. Chiuso il Padiglione Italia, c'è chi pensa che la Biennale si appresti a essere “berlusconizzata” da un fedelissimo del premier come Malgara.

Video YouTube



Oliva: "Sgarbi deve la sua presenza a uno spirito di contraddizione urlato per televisione su tutto quello che io teorizzo, che io produco e su quello che anche qualche altro critico realizza.
È uno spirito di patate il suo, una continua contraddizione prodotta da un soggetto adolescenziale che ha bisogno sempre di un nemico a cui ispirarsi non avendo delle idee personali sull'arte contemporanea".

Sgarbi: "Un'artista senza mercato è un imago mortis, è un coglione disperato che si attacca al suo delirio creativo come se questo fosse un alibi per il successo che non gli viene riconosciuto.
Le regole economiche che stabiliscono il valore di un'opera d'arte possono essere talvolta inique rispetto a qualcuno che meriterebbe più attenzione".

di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
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«L’arte è cosa nostra»


Cosa accadrà all’Arsenale di Venezia in giugno?

Cosa sarà esattamente il “Padiglione Italia” 2011 firmato da Sgarbi  proprio nell’anno del Centocinquantesimo?

Dopo aver minacciato di dimettersi dall'incarico di responsabile del padiglione Italia alla Biennale di Venezia, Sgarbi sembra aver incontrato i gerarchi della Lega in via Bellerio a Milano che potrebbero appoggiare una sua nomina ad "Alto commissario della cultura".

Il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan ha già fatto sapere che si dimetterà nel caso ciò accadesse.

 Al di la delle diatribe tra lo Sgarbi e Galan, questa situazione rappresenta il vero  ritratto del Paese governato da  incapaci, da mancanza di serietà, da personaggi che utilizzano soldi pubblici e giocano il loro ruolo non per mostrare al mondo la vivacità intellettuale dell’evento più importante dell’arte contemporanea Italiana, ma per squallidi interessi legati ai  bassifondi della politica nostrana e per far parlare di sé.

In tutti i settori c’è la gara per far perdere credibilità, ruolo, immagine del Paese.

Stanno infangando la nostra già poco brillante visibilità internazionale.

 Il vero tratto distintivo di questa casta di macchiette legate alla gestione dell’arte non è più nemmeno l’incompetenza o l’assenza di organizzazione.

E’ la mancanza di vergogna.

 



di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
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Mario Mirko Vucetich; poliedrico artista del '900

Mario Mirko Vucetich

Mirko Vucetich, nato da Giovanni e Francesca Cappelli il 9 gennaio del 1898 a Bologna, dove il padre era un funzionario delle Ferrovie, compì i suoi studi in quella città e successivamente a Napoli, in seguito al trasferimento del capofamiglia per motivi di lavoro nella città partenopea; qui nel 1917, conseguì presso l’Accademia di Belle Arti il titolo di Professore di Disegno architettonico.

Nel giugno del 1919 fu assunto come architetto presso il Comune di Gorizia e in quella città si accostò al Futurismo: nell’ottobre del 1919 infatti insieme a Pocarini costituisce il “Movimento futurista giuliano”, il cui manifesto programmatico fu pubblicato ne “L’Eco dell’Isonzo (11-10 19) e in “Roma futurista” (19-10-19).

Nel 1920 infatti fu trasferito con la stessa qualifica di architetto al Ministero Terre Liberate, con sede a Vittorio Veneto, ma nel 1921, in seguito allo scioglimento del Ministero, inizia la libera professione a Bologna e Venezia e poi a Roma, dove si trasferisce nel 1922.

Nella capitale, nel 1923, risulta vincitore tra i concorrenti dell’Emilia del Pensionato Art. Naz. nel ramo Decorazione, nel 1925 nel ramo Architettura. Costruzioni da lui progettate in questi anni vengono realizzate a Bologna , Venezia e a Riccione, dove gli innovativi caratteri compositivi adottati per villa Antolini fanno di questo edificio un esemplare di pregevole qualità architettonica, che spicca nel confronto con le costruzioni coeve della località.

Nel 1928, dopo aver vinto il concorso Curlandesi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna sul tema “Padiglione per Mostra Coloniale”.

Nel maggio del 1929 si trasferisce in America del Nord e risiede a New York, dove svolse attività di scultore, arredatore, architetto, scenografo: nel 1930 come aiuto regista e direttore all’allestimento collabora con Henry Dreyfuss al Forhtysecond Street Theatre, nel 1931 svolge le stesse mansioni al Roxy Theatre; sue sculture sono al Museum di Brooklin e in collezioni private. Sempre nella cittadina divenne caro amico del noto illustratore Alberto Vargas con in quale affrescò una casa di bordelli.

Nel 1932 ritorna in Italia e si stabilisce a Roma, dove continua la sua multiforme attività: partecipa talora come attore, altre come scenografo, costumista o regista a un centinaio di spettacoli allestiti dalle migliori compagnie dell’epoca. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale lascia il suo studio romano di Valle Giulia e si reca a Siena, dove lavora per l’Accademia Chigiana: al conte Chigi Serafini, suo amico, aveva promesso un San Francesco e un San Bernardino più grande del vero; realizzò le due statue per la chiesa di San Francesco e la basilica dell’Osservanza. Avendo perso nel frattempo, per cavilli giuridici, lo studio di Roma, si reca a Vicenza, dove appoggiandosi ad alcuni amici, può attendere che le acque della pace si distendano, per poi diventare vicentino d’elezione, visto che a Vicenza fissa la sua dimora.

L’interesse di Vucetich per la storia e l’impegno a tenerne vivo l’insegnamento, da spirito libero, non iscritto a nessun partito, ma da uomo mite e generoso sono testimoniati anche dalla sua attività di scrittore; è del 1968 infatti la poesia “De profundis di Buchenwald”, che nel sottotitolo contiene la dedica “agli ex internati e a sei milioni di ebrei”.

Il vulcanico artista ha spaziato nei suoi interessi artistici proprio a 365°: è stato infatti anche pubblicista, iscritto all’ordine dei giornalisti dal 1950 e collaboratore di vari giornali, poeta e traduttore dal francese (antico e moderno) per la Rizzoli, dallo spagnolo e dall’inglese, critico oltre che autore teatrale.

Nel 1954 ha ideato, scrivendo anche il testo teatrale, La partita a scacchi per la piazza medievale di Marostica (Vicenza). Anche in quella occasione ha messo in campo tutta la sua creatività artistica e le sue poliedriche competenze: è stato figurinista, fabbro per le armi, musicante, oltre che regista e coreografo, riuscendo a dare una straordinaria fisionomia a uno spettacolo composito, che era insieme commedia e torneo. D’altra parte la geniale versatilità dell’artista è emersa anche in altre occasioni, come quando, per esempio, ha saputo coniugarsi con l’ ingegno multiforme, fantasioso e grottesco, della penna di C. E. Gadda, di cui, nel 1952, ha illustrato con 25 xilografie il volume Il primo libro delle favole.

Quando l’artista muore a Vicenza, il 6 marzo 1975, molti riconoscimenti nei diversi ambiti in cui si è messo alla prova hanno già scandito le tappe del suo percorso artistico.



Chi avesse notizie può inviare una mail a info@andreaspeziali.it



di Andrea Speziali
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