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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'BOLOGNA'
 
La villa Albini di Miramare fa sognare

Villa Albini, Rimini

Dopo la bella serata di presentazione del progetto ‘’Romagna Liberty’’, realizzatasi il 27 luglio presso il salone del secondo piano del Palazzo del Turismo di Riccione, per l’occasione  gremito di pubblico (al quale si è aggiunto il lusinghiero intervento telefonico del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi), ho deciso di organizzare e curare una mostra con il materiale raccolto per la stesura degli articoli che da circa un anno sto pubblicando nella  rubrica ‘’Romagna Liberty’’ sul quotidiano “La Voce”. La mostra, che porta lo stesso nome della rubrica, è stata inaugurata presso  l'Hotel de La Ville di Riccione , via Spalato 5, il 18 agosto e durerà fino al 28 settembre. Al vernissage sono intervenuti telefonicamente l’assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna Massimo Mezzetti e l’attore Alan Cappelli. Essa propone all’attenzione dei visitatori un ricco repertorio d’immagini d’epoca oltre alle fotografie finaliste del recente concorso ‘’Romagna Liberty’’ organizzato dall’Associazione dei Beni Culturali ABCO di Venezia. Sono esposte anche le riproduzioni in grande formato delle pagine della citata rubrica tenuta su “La Voce” con lo scopo di riproporre al visitatore anche la storia delle architetture presentate in mostra.

 

I partecipanti del concorso fotografico hanno ritratto le ville liberty più belle della Regione, portando l'attenzione su un'epoca che trasmetteva il proprio ottimismo anche in architettura. Viene dunque proposto un viaggio nel tempo, tra le ville cittadine di Bologna a quelle balneari di Rimini e Riccione.


La mostra rimarrà aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 23.00, con ingresso libero. Le foto saranno raccolte nel catalogo "Romagna Liberty", a cura di Andrea Speziali, Maggioli Editore.

 

Tra le diverse architetture in mostra, tra cui si possono trovare ville principalmente site in Romagna, in particolare a Riccione e Cesenatico, vorrei dedicare un breve accenno a un villino  che più recentemente ha attratto la mia attenzione per la sua curiosa architettura d’ispirazione‘’romantica’’  con un grazioso terrazzo vista mare.

 

Se, lasciandovi alle spalle questo tempo piuttosto rumoroso e spesso tamarro, faceste un viaggio nel passato, credo che fareste  molta fatica a contare e riconoscere ville e villini dei primi del ‘900 nella provincia di Rimini, demolite o ampliate per fare spazio a moderni hotel, pensioni e altre strutture ricettive di cui, è innegabile, le nostre zone hanno avuto bisogno per assecondare la loro vocazione turistica.. Sarebbe mia intenzione realizzare una pubblicazione su questo tema: le idee sono tante, ma sicuramente meno delle dimore storiche demolite. Ma torniamo all’edificio in questione: un caso quasi unico, villa Albini.

Sita nella provincia di Rimini, nella zona di Miramare, tra quattro viali: Lungomare Guido Spadazzi, viale Regina Elena n°84, viale Sabaudia e viale Pontinia, risulta una proprietà assai importante il cui equivalente è difficile da trovare ai nostri giorni, destinata a un ceto sociale molto alto. Si contano poche ville storiche con  tali requisiti in questa zona: vista fronte mare con ampio giardino e garage a parte. Forse la si può avvicinare per la sua mole alla villa ubicata lungo viale Principe di Piemonte, a confine con l’hotel Usa, al n°36, che seppure di ampia metratura ha una architettura piuttosto curiosa.

 

La dimora Albini, parallela allo studio di commercialisti ‘’Soleri’’,  che ne sono i proprietari dal 1999, è un gioiellino di villa che ha avuto la fortuna di mantenere nel corso degli anni le sue caratteristiche originarie senza aver subito alcun intervento o ampliamento.

Secondo gli attuali proprietari essa venne fatta costruire dalla facoltosa famiglia Albini,

originaria di Roma, tra la fine dell’800 e i primi del ‘900.

La dimora prese il nome della moglie del suo committente: è possibile scorgere ancora la targhetta incisa con   il nome Haydeè, alla destra del portone d’ingresso lungo viale Regina Elena. Il villino, che adotta uno stile classico, è stato progettato per le vacanze estive della famiglia romana. Dopo la vendita della villa infatti una buona parte dei mobili antichi vennero trasferiti nella residenza della famiglia Albini a Roma.

La villa è a un piano con sottotetto e interrato.

Nell’area del giardino vi è il garage, a parte, forse costruito in un secondo momento.

Purtroppo non si è ancora trovata una cartolina d’epoca che rappresenti il villino nel suo pieno fulgore primonovecentesco.

Quando ho preso visione della villa, sono rimasto innanzitutto colpito dal terrazzo del primo piano che arriva fino all’inizio del cancello lato mare e sembra protendersi verso la spiaggia fino a toccarla. D’altra parte molto probabilmente la sabbia arrivava poco lontano da quel cancello agli inizi del Novecento e il rumore delle onde non era ancora coperto da quello del traffico odierno, soprattutto dei mesi estivi.

Come avrete notato vi ho potuto fornire pochi elementi descrittivi perché non sono potuto entrare nella villa e non ho trovato informazioni più dettagliate su di essa; ma ne ho voluto parlare ugualmente per farvi un ulteriore esempio delle tante belle strutture che ancora sopravvivono e meritano non solo di essere salvate, ma anche studiate e fatte conoscere.

 

Ringrazio tutte le associazioni e istituzioni che con il loro patrocinio hanno consentito la realizzazione del progetto:

150° anniversario dell’unità d’Italia
Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici,
Regione Emilia-Romagna,
Province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Lucca.
Comuni di Bologna, Imola, Ferrara, Ravenna, Riccione, Rimini e Forlì.
Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario del movimento Liberty in Italia.



di Andrea Speziali
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La colonia Bolognese a Miramare

Colonia Bolognese

Arrivavano in treno da Bologna – o da altre città dell’Emilia – con i volti anemici, stanchi; poi si tuffavano tra le fresche onde del mare riccionese e rinascevano: bambini sani, sorridenti, giocosi.

Siamo alla fine dell’‘800; ai testimoni dell’epoca sembrava quasi di assistere a dei piccoli miracoli.

Carlo Tonini scrive nel 1868 (“Cenni sul paese di Riccione e i suoi bagni marittimi”): “Franceschelli Aldo che da tre anni non si muoveva più da una sedia, poté nel ritorno coll’aiuto di due ferle, da solo e speditamente, percorrere tutta la stazione di Bologna”.

La terapia dei bagni di mare era indicata per la cura del rachitismo e della scrofola.

La giornata dei piccoli malati era scandita da attività regolari come passeggiate ed immersioni terapeutiche; soprattutto, i piccoli sofferenti venivano nutriti con abbondanti colazioni, pranzi, merendine pomeridiane e cene serali, cose che raramente potevano assaporare a casa.

I viaggi erano finanziati dai Comitati per gli ospizi marini: associazioni filantropiche, organizzate localmente nelle principali città dell’Italia settentrionale e centrale, con lo scopo, appunto, di dare la possibilità ai bambini meno abbienti di effettuare villeggiature terapeutiche. Erano gli stessi comitati, spesso associati tra loro, a promuovere la costruzione degli “ospizi marini” o “colonie”.

Le vacanze dei piccoli malati, oltre a procurare salute e felicità a questi ultimi, ebbero un altro effetto positivo e inaspettato: i membri dei comitati e coloro che si recavano in visita alle colonie, rimasero talmente colpiti dal fascino della nascente Riccione, da decidere di tornare per la villeggiatura. Insomma, ebbe inizio la fama turistica della “perla verde”.

Nel periodo fascista le colonie vennero organizzate secondo lo spirito – o la retorica – del regime. Un lungometraggio dell’Istituto Luce, realizzato per diffondere nei cinema e nelle scuole i meriti dell’"Impero solare" voluto dal regime, ci documenta minuziosamente il trascorrere di una giornata nella colonia Pavese di Igea Marina, dall'immancabile alzabandiera del mattino alla preghiera serale prima di coricarsi: igiene personale, elioterapia, bagno, ginnastica, merendina, pranzo, riposino, giochi sulla sabbia etc..

 

A tale epoca risale la costruzione della Colonia marina bolognese.

In stile eclettico, venne edificata su progetto dell'ingegner Ildebrando Tabarroni tra il 1931 e il 1932, ripetendo il modello a padiglioni utilizzato venti anni prima per l'Ospizio Marino Provinciale Bolognese, in seguito colonia Murri, realizzato a Rimini su progetto di Giulio Marcovigi.

La struttura della colonia rappresenta la tardiva applicazione di una tipologia architettonica ospedaliera basata sulle teorie mediche della fine del XIX secolo, secondo le quali le diverse specialità mediche e chirurgiche, gli ambienti per l'amministrazione e per il personale, i dormitori e i servizi dovevano essere nettamente separati. L'uso di un linguaggio ormai ampiamente superato è reso ancora più evidente dal confronto diretto con la colonia Novarese, che si trova poco distante, sull'altro lato della strada. La colonia è attualmente in stato di abbandono, dopo un tentato restauro della Carpentedil che risale a qualche anno fa.

Il complesso è costituito da quattro padiglioni disposti perpendicolarmente rispetto alla spiaggia, che ospitavano i dormitori e i refettori al piano seminterrato, intervallati da tre corpi di fabbrica di minori dimensioni adibiti a uffici, sevizi e camere per il personale. I padiglioni sono attraversati da un corridoio di collegamento lungo 169 metri, che incanala la distribuzione degli edifici e permette l'accesso da ciascun padiglione alle aree esterne di pertinenza, attraverso sei rampe di scale.

All'impianto di ispirazione tardo ottocentesca corrisponde il trattamento dei prospetti, ancora improntato a stilemi eclettici riferiti alla tradizione bolognese, con fasce marcapiano, cornici decorative in cotto a sottolineare le aperture e decorazioni pittoriche nella fascia di coronamento dei fabbricati adibiti a servizi. Le facciate sono rivestite in laterizio, con basamento intonacato, e sono caratterizzate dall'alternanza di aperture rettangolari al primo piano, centinate al secondo piano e binate sui lati corti dei dormitori, mentre il corridoio è forato su entrambi i lati da un doppio ordine di archi, separati da paraste al piano superiore.

Il disegno dei prospetti dei dormitori non riflette la distribuzione interna, dissimulando l'utilizzo del cemento armato che permette di ottenere due grandi camerate a pianta libera per ogni piano, separate dal corridoio passante. Il corpo d'ingresso principale, al centro del complesso, con il portale d'entrata soprelevato e preceduto da una scalea, la parte centrale aggettante, il balcone e le elaborate cornici in cotto, imita invece la tipologia del palazzo urbano.

Di grande interesse l’affresco che incornicia il sottotetto: una delicata decorazione con festoni di frutta e amorini.

Durante la seconda guerra mondiale, le colonie vennero sfruttate in tutti i modi, ad esempio come caserme, prigioni, depositi.

Forse, non possiamo affermarlo con esattezza scientifica, la colonia bolognese ebbe la sorte, particolarmente inquietante, di essere trasformata in un campo di internamento femminile.

Giovanni Quondamatteo, in un articolo pubblicato sull’Unità il 23 luglio ’47, scrive che

 

 “fuori dal recinto di Miramare (1), in una colonia marina a Riccione erano (internati) i Corpi femminili di sabotaggio e di spionaggio, appartenenti alla repubblica di Salò(...) questo piccolo campo femminile era considerato una specie di harem(...): tre case da thè complete di direttrici vi erano state trasferite in blocco con l’accusa di aver servito i tedeschi”.


La colonia si trova proprio sul confine tra Riccione e Miramare giacendo, purtroppo, in uno stato di degrado.



(1) A Miramare, tra Riccione e Rimini, c’era un campo prigionieri allestito dagli alleati, nell’area in cui precedentemente si trovava un campo di aviazione.




di Andrea Speziali
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Opere in viaggio per l'Italia

Andrea Speziali

Per i prossimi mesi sarà possibile vedere alcune opere di Andrea Speziali presso la Galleria Wikiarte a Bologna, in via San Felice 18, inaugurata il 5 febbraio 2011 e presso la vetrina Vinai ad Asti.
Dal 10 al 17 aprile Andrea Speziali sarà inoltre a Legnano, dove parteciperà ad un concorso Nazionale di pittura organizzato dall’Associazione ‘’Antonello da Messina’’.
Al momento Speziali è a Milano presso la galleria ‘’l’Acanto’’ di Marilena Torre, dove partecipa alla collettiva con una grafica realizzata nel 2010.


Giancarlo Cherubini


di Andrea Speziali
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LA SCOPERTA - Un giovane studioso sulle tracce di Vucetich

Villa del Meloncello, Bologna
(foto di Andrea Speziali)

APPENA ventunenne, riccionese e grande appassionato d’arte, si chiama Andrea Speziali.
Parlare di ‘arte’ è forse troppo generico dato che il suo interesse si è concentrato prevalentemente sulla figura di Mario Mirko Vucetich, l’artista eclettico nato a Bologna alla fine dell’800 e conosciuto ai più  per le sue sinuose linee Liberty.
Affascinato sin dalla tenera età dalle raffinate forme di Villa Antolini a Riccione, Speziali ha raccolto negli anni una serie di informazioni sulla vita e le opere dell’architetto che sono diventate oggetto di un libro intitolato ''Una stagione del Liberty a Riccione'' (Maggioli).
Così il giovane ha scoperto che Vucetich non ha firmato solo l’edificio romagnolo, ma anche Villa del Meloncello, la dimora Masè Dari e la non più esistente Villa Vucetich a Bologna.

Perché dedicare così tanta attenzione proprio a quest’artista?
Innanzitutto perchè grazie a lui mi sono avvicinato a un campo che prima non consideravo. In secondo luogo perché ritengo sia un vero e proprio genio della storia dell’arte italiana a cui però non è stata rivolta la giusta e meritata attenzione da parte della critica.
Con il mio lavoro intendo riportarlo in luce».


Aproposito della Villa delMeloncello...
«La villa è stata costruita nel Settecento per volere della famiglia
Mattei; forse successivamente è stata venduta, ma con certezza so che tra il 1919 ed il ’20 è stata ristrutturata da Mirko Vucetich, il quale l’ha abbellita e risanata. Dopodiché l’anno scorso è stata ceduta ad una imprenditrice bolognese (anche grazie ai miei ritrovamenti) che presto la risistemerà non senza la mia collaborazione a fianco dell’architetto Monica Cardin Fontana».

Vucetich era anche scultore, oltre che architetto...
«Sì, tant’è vero che sono stato incaricato dagli eredi dell’artista di restaurare la sua scultura in pietra Il primo sonno del 1939 che oggi si trova nei giardini della Biennale di Venezia in condizioni di assoluto
degrado. Questa statua è ancora là perchè il suo peso ingente non ne ha consentito lo spostamento, ma l’intenzione è di trasferirla, grazie a mezzi più moderni,in un luogo simbolico che probabilmente sarà proprio Villa del Meloncello».

E le altre ville bolognesi diVucetich?
«L’artista ha realizzato anche villa Masè Dari e l’abitazione di suo
fratello Gino che fu eretta negli anni ‘30 nell’immenso giardino di Villa Goldoni in viale Risorgimento.
Poi la famiglia Goldoni ha acquistato il ‘villino lampo’ e l’ha raso al suolo. L’archivio storico comunale di Bologna ha ritenuto che non fosse mai esistito, invece io sono riuscito a trovare le planimetrie e alcune documentazioni fotografiche».

Progetti?
«Quest’estate curerò una mostra su Mirko Vucetich che partirà da
Riccione per giungere in altre città italiane, tra le quali Bologna e Roma. In questa occasione saranno esposti i bozzetti su velina realizzati dall’artista per la ‘Partita a scacchi’ di Marostica, da lui ideata
nel 1954. Assieme a queste opere inedite, ce ne saranno tante altre...».


Intervista di Manuela Valentini
(Resto del Carlino - BOLOGNA)



di Andrea Speziali
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L'Altro volto dell'Arte

Video YouTube



Vernissage

GALLERIA WIKIARTE ALEA IACTA EST


 

BOLOGNA – Finalmente nella città dotta una nuova realtà artistica, 300mq dedicati completamente all’arte contemporanea ed ai suoi protagonisti. Un  contesto  giovane e dinamico, dove si respira la voglia di comunicare attraverso materia e colore.

Così, il 5 marzo 2011 la Galleria Wikiarte  si presentava al grande pubblico, 80 opere in mostra per altrettanti artisti, 400 visitatori, tv, radio e giornali  a far dar portavoce a questo nuovo spazio espositivo.

Gli ideatori di questo grande progetto Deborah Petroni, Rubens Fogacci, Davide Foschi e Valentina Mazza, hanno voluto dedicare ai più grandi maestri del XX secolo le proprie sale, non sarà quindi così insolito ritrovarsi ad ammirare opere nella sala Dalì, passando  attraverso le fotografie della sala klimt,  senza dimenticarsi di volgere lo sguardo alle sculture ospitate nella sala Kandinsky ed infine, prima di uscire soffermarsi nei colori delle opere astratte presenti nella sala Picasso, la più grande delle quattro.

Sono stupito e allo stesso tempo curioso           

 

Deborah, quando e come nasce Wikiarte?

La Galleria Wikiarte nasce nel 2009, dalla passione  e l’amore per l’arte mia e di Rubens Fogacci (pittore e scultore) , che inizialmente si sviluppa attraverso la creazione di un sito internet (www.wikiarte.com),  uno spazio che si proponeva ieri come oggi , di  sponsorizzare gli artisti e le loro creazioni attraverso un canale diverso ed innovativo, quello del web. Questo è stato reso possibile grazie alla realizzazione e  all’ aiuto indispensabile di un  giovane e geniale  grafico, Vito Basile, che con le sue idee ha ben presto  fatto divenire il sito www.wikiarte.com un punto di riferimento per tutti gli artisti.

L’entusiasmo, la passione ed il duro lavoro  ci hanno portano ben presto  i risultati sperati, tanto da dover affrontare la possibilità di cercare uno spazio fisico che desse finalmente un volto alla Galleria.

In questi anni, le esigenze sono cresciute insieme al numero di artisti, che,  di volta in volta volevano far parte del Ns progetto, ma questo richiedeva nuove energie , menti fresche e coraggiose, pronte a dare linfa  nuova alla nostra Galleria.  Davide Foschi (poliedrico artista) e Valentina Mazza  (amante dell’arte)  avevano e hanno il giusto entusiasmo, la passione  e l’amore che  questo mondo richiede. Così,  siamo saliti su questo treno in corsa, tutti e quattro insieme abbiamo trovato quella che ci piace definire la nostra seconda casa,  in pieno centro a Bologna in Via San Felice 18, nei meravigliosi ambienti storici che sono ora la sede della Galleria Wikiarte.

 

Perché scegliere la vostra Galleria e non un altra?

Perché ascoltiamo gli artisti, li seguiamo nei loro percorsi e li rendiamo partecipi dei progetti e degli avvenimenti che mese dopo mese la Galleria propone. Oggi grazie a loro siamo una solida realtà, preparata e pronta ad accogliere nei nostri spazi  mostre personali, collettive  e concorsi, ospitando anche scrittori e poeti per la presentazione dei loro scritti,  organizzando corsi artistici  per tutti i livelli e  con l’unico scopo di  far avvicinare il pubblico all’arte. In che modo? Semplicemente vivendola.

 

Cosa avete in corso e quali sono i prossimi eventi?

Il 5 marzo 2011 è iniziata una mostra collettiva che durerà fino al 30 marzo, dedicata alla apertura della Galleria Wikiarte, 80 artisti tra i più promettenti del panorama italiano, come Demetrio Rizzo,  Loreno Ricci, Daniele Manfredini, Gabriele Bianchi, Marco Ruggia  tanto per citarne qualcuno, che  con i colori delle loro opere, i loro concetti  e le loro sperimentazioni danno vita alle nostre sale. Artisti fortemente voluti per il loro coraggio espressivo e per la loro voglia di accompagnarci in questo splendido viaggio.

Dal 16 al 29 Aprile i protagonisti saranno ben quattro, Walter Ravizza, Ait Addi Ahmed, Giusi Gramegna e Oddo, esponenti dell’arte contemporanea italiana e non.

Seguiranno concorsi di fotografia e pittura, fiere d’arte, insomma un 2011 pieno di novità assolute ne panorama artistico.

 

Intervista a Deborah Petroni della Galleria Wikiarte in Via San Felice 18 a Bologna a cura di Andrea Speziali

 

Galleria Wikiarte

Via San Felice 18, 40122 Bologna

Tel.051. 5882723

Mail: info@wikiarte.com

 


Mostra Inaugurale Dal  5 al 30 Marzo 2011


Artisti in mostra:

Francesco Visalli, Veturia Manni, Andrea Speziali, Gabriele Marchesi, Demetrio Rizzo, Adrian Schiopu, Lorenzo Monti, Gabriele Brenci, Massimiliano Casula, Gabriella Picci,  Gabriella Bertarelli, Nora Nikolova Yaneva, Patrizia De Gregoriis, Vito Giarrizzo, Marisa Bellini, Alexandra Maciac, Andrea Marinelli, Andrea Lucchetta, , Erri Rossi, David Fontani, Viola Lorenza Savarese, Teresa Ancora, Paul De Haan, Raffaele Marino, Pietra Labita, Antonietta Cavallero, Celestina Salemi, Marco Ruggia, Claudio Fiori Margherita Calzoni, Ida Monopoli, Giuseppe Gentili, Giulia Ferretti, Simona Marigliano, Susanne Seilkopf, Roberto Tomba, Pilar Segura Maria, Oscar Bagnoli, Terenzio Caterina, Chiara Stevanella, Elena Costanzo, Floriana Gerosa, Elisabetta Manghi, Daniele Di Giuseppe, Franco Crocco, Gaetano Marinelli, Daniele Manfredini, Loreno Ricci, Nietta D’Atena, Olivia Bassetti, Paolo Di Rosa, Gianna Spirito, Gianfranco Bianchi, Gregorio Prada Castillo, Graziano Patrizi, Giandomenico Paglia, Laura Bracchi,  Ahmed Ait Addi, Alessandra Vernocchi, Danilo Susi, Giuliano Giuliani, Mauro Mattarelli, Ignazio Galfano, Giuseppe Cantatore, Giorgia Cavanna,  Giovanna Radaelli, Lorenzo Liverani, Giovanni Marinelli, Marco Rubiero, Maurizio Lastraioli, Mirko Mittempergher , Mika Ciobanu, Marco Antonio Didu, Abramo Trestini, Giampaolo Burchiellaro, Decio Zoffoli, Vito Dichio, Dita Luse.



di Andrea Speziali
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