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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'CAGLIARI'
 
"I venerdì liberati" 2014-15 alla Scuola d'Arte Artemisia di Cagliari

Yves Klein, 1959

“Alla domanda che sempre mi viene posta – perché hai scelto il blu? – risponderò prendendo a prestito ancora una volta da Gaston Bachelard il meraviglioso passaggio che riguarda il blu nel suo libro Psicanalisi dell’aria. 
Questo è in origine un documento di Mallarmé in cui il poeta, vivendo in una “paga stanchezza del mondo fra laghi obliati”, soffre dell’ironia del blu. Percepisce un blu eccessivamente ostile che cerca con mano idefessa di “riempire i buchi nel blu malvagiamente fatti dagli uccelli”. Nel regno dell’aria blu, più che in qualsiasi altro luogo, si percepisce che il mondo è aperto alla più sfrenata fantasia. È allora che la fantasia acquista vera profondità. Il cielo blu si spalanca sotto i sogni, il sogno fugge dall’immagine bidimensionale; subito, paradossalmente, il sogno in volo esiste solo in profondità, mentre le altre due dimensioni, in cui le fantasie dipinte e pittoresche sono trattenute, perdono ogni interesse visionario. Il mondo sta quindi sul lato opposto di uno specchio non specchiante, oltre c’è una metafora, un aldilà puro e irreale, dimora della magnifica frase di Bachelard: “Prima non esiste nulla, poi c’è un fondo di nullità, e quindi una profondità di blu…”per scuola artemisia 1













L’EPOCA BLU

“ Il blu: la verità, la saggezza, la pace, la contemplazione, l’unificazione di cielo e

mare, il colore dello spazio infinito, che essendo vasto, può contenere tutto.

Il blu è l’invisibile che diventa visibile ”.

Yves Klein, da Sorbonne Lecture, 1959


Klein, insieme a Duchamp è forse la figura più singolare e fonte di ispirazione nel mondo dell'arte, almeno per  l'influenza diretta sugli altri artisti suoi contemporanei. DNA di Klein può essere trovato in un numero incredibile di opere prodotte dalle avanguardie del suo tempo. 

Un contemporaneo di Mark Rothko, anche se più giovane, egli è generalmente considerato il progenitore del Minimalismo e Arte Concettuale. Nella breve vita Klein (visse solo fino all'età di 34), egli è riuscito a ridefinire le fondamenta su cui sorgeva l'avanguardia dell'intera generazione del 1960, tra cui quella di Andy Warhol, Carl André, Robert Smithson e così via. In realtà, gran parte della sua influenza sta cominciando solo ora ad essere recepita. 

per scuola artemisia 2





Ian Fabre

L’ORA BLU

L’ ”ora blu” è quel momento magico in cui la notte svanisce nel giorno, gli animali notturni stanno per addormentarsi, gli altri si stanno svegliando e la natura vive un brevissimo momento di quiete. E’ la dimensione indefinita che racchiude il mistero della vita intermedia, è un istante di silenzio sublime,

 quello prima che venga presa una decisione, in cui ogni cosa sembra irreale.
Ed è proprio questo il momento della metamorfosi: dove tutto si fonde e si trasforma, tra vita e morte, tra giorno e notte. Così l’idea dell’ora blu crea il luogo contraddittorio del cambiamento permanente, il punto di passaggio fra la vita e la morte in cui Fabre svela la metamorfosi dello spazio e del tempo.






    

              


... Ian Fabre ha creato la sua più grande istallazione con la penna a sfera. Ha trasferito i disegni fatti su pezzi di carta sulla facciata dell'edificio, ...
 

      

Renzo Vespignani 
tre acquesforti ispirate a testi di T.S. Eliot: 
Attraverso il primo cancello, 1965 acquaforte e vernice molle 
Lungo il vuoto viale,1965 acquaforte e vernice molle su due lastre appaiate
Sul giardino delle rose, 1965 acquaforte




per scuola artemisia 3
  




                  

Tempo presente e tempo passato

sono forse entrambi presenti nel tempo futuro,
e il tempo futuro contenuto nel tempo passato.
Se il tempo tutto è eternamente presente
il tempo tutto è irredimibile
.
Ciò che avrebbe potuto essere è un'astrazione
che rimane perpetua possibilità
solo in un mondo ipotetico.
Ciò che avrebbe potuto essere e ciò che è stato
puntano a un solo fine, che è sempre presente.

Passi echeggiano nella memoria
lungo la via che non abbiamo preso
verso la porta che non abbiamo aperto
per entrare nel roseto. Le mie parole echeggiano
così, nella tua mente.
Ma a che scopo
turbare la polvere su una ciotola di petali di rosa
io non so.
Altri echi abitano nel giardino.
Li seguiremo noi? Presto, disse l'uccello,
trovàteli girato l'angolo.
Attraverso il primo cancello,
nel nostro primo mondo,
seguiremo noi l'inganno del tordo?
[...]
Via, via, via disse l'uccello:
il genere umano non può sopportare troppa realtà.
Il tempo passato e il tempo futuro,
ciò che avrebbe potuto essere e ciò che è stato
mirano ad un solo fine,
che è sempre presente.

(Thomas Stearns Eliot, Burnt Norton)





 
Vespignani su Leopardi:
intervista con l'autore

dall'autointervista:

“Domanda: Francamente, qualcuno può trovare questo suo Leopardi assai poco leopardiano. Risposta: Infatti è mio. Sì, mi sono documentato: biografie, lettere, la casa, gli autografi; un lavoro attento, persini minuzioso, a volte defatigante. Ma sapevo che me lo sarei lasciato alle spalle al primo segno tracciato sulla lastra. A che serve “ambientare” due versi così: - La luna, come ho detto, in mezzo al prato – si spegneva a poco a poco - ?. Domanda: Ma le automobili, addirittura, gli immondezzai... Risposta: Le automobili, sì...Ma le ripeto, è il mio Leopardi: nemmeno per un momento ho pensato di rincorrere l'immagine che se ne fa il grosso pubblico, che è poi una immagine mummificata nelle memorie scolastiche: Ma quanti, tra i visitatori di questa mostra, saprebbero andare oltre il primo versodel Sabato del Villaggio?...”

 
“           Domanda: Ma le sue scelte sembrano saltare di palo in frasca... Risposta: E' possibile. Ma se questi poeti mi sono tanto vicini, in qualche modo saranno vicinitra loro. Il mio accostarli, e l'accostarsi delle immagini ai loro versi, può essere bizzarro, agli occhi di un critico, e assolutamente arbotrario. Ma sostenere analisi semiologiche e correlazioni strutturali non è mia partita. Per costruire intorno a un sistema di parole-suoni un sitema di segni plasticamente coerente, le contaminazioni e i travisamenti sono quasi obbligati” 



per scuola artemisia 4







Renzo Vespignani tre acqueforti ispirate a testi di G. Leopardi:
Le Ricordanze, 1982 acquaforte
Le Ricordanze, 1983 acquaforte
Le Ricordanze, 1983 acquaforte










   




    
…......quella finestra,
Ond'eri usata favelarmi, ed onde
Mesto riluce delle stelle il raggio,
E' deserta. Ove sei, che più non odo, 
La tua voce sonar, siccome un giorno,
Quando soleva ogni lontano accento
Che, dal tuo labbro, a me venisse, il volto
Scolorarmi? Altri tempi. I giorni tuoi
Furo, mio dolce amor.......

(G. Leopardi, Le ricordanze, 141-1499)











di Angelo Liberati
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