I Giardini di SuZhou e il Giardino di Ye Fang, una tradizione che rinasce
Veduta del Giardino Cinese Classico di Ye Fang a SuZhou
Ho la fortuna di conoscere Ye Fang, calligrafo, architetto, pittore, raffinato e
profondo conoscitore della propria cultura, compresa quella culinaria, grazie
ad un incontro propiziato da JiangShan, art director del True Color Museum, che
sta, appunto, a SuZhou. I lavori di Ye Fang sono state esposti in parecchie
nazioni e collezionati da vari musei nazionali ed esteri.
Occasione dell'incontro e' il germe di un'idea, di un progetto in comune di cui vorremmo
discutere. Jiang Shan mi porta in auto a casa di Ye Fang; attraversiamo
le parti nuove e quelle antiche di SuZhou e discorriamo della grande pazzia di
Ye Fang, che agli inizi degli anni 2000, convincendo i suoi vicini di casa,
cinque famiglie, a mettere in comune i rispettivi spazi privati di cortile
interno, fa partire a proprie spese un progetto di costruzione di giardino
classico cinese.
Cosi', 500 metri quadri di cortile, 2 milioni di yuan, 700 tonnellate di pietre, oltre
30 specie di piante, un team di 30 operai edili personalmente supervisionati da
Ye Fang, in due anni e mezzo di lavoro ricreano non “un” giardino classico
cinese, ma quello che viene considerato una summa dell'estetica e delle idee
culturali di cui un giardino classico cinese e' portatore.
Arriviamo alla porta di Ye Fang, che apre personalmente, vestito in nero, un sorriso. La
mia disastrosa conoscenza della lingua cinese non mi permette di dialogare come
vorrei, ma lui e' molto gentile nel colloquiare in maniera lenta, pacata e
riesco a seguire parte del discorso, mentre Jiang Shan aiuta tutti a capirsi
prestandosi gentilmente alla funzione di interprete. Senza indugi si passa dal soggiorno, in legno (profumato d'incenso, dominato da
dettagli che traspirano cultura tradizionale… su un piccolo tavolo a sinistra
noto un antico strumento musicale in legno, mi pare che sia uno ZhengNi, dal
soffitto pendono paralumi che altro non sono che vecchi cappelli in paglia dei
contadini del luogo, riadattati) alla porta finestra che manda sul giardino,
che gia' si intravede da un ampia vetrata.
Passeggio lento seguendo Ye Fang, cerco di non perdere le sue spiegazioni, mentre mi
riempio gli occhi dei numerosi dettagli che compongono questo insieme armonioso
di acqua, vegetazione, rocce, fiori...
Ye spiega che sin dall'antichita' il giardino e' sempre stato un luogo considerato unico, per gli scrittori e artisti cinesi, e
SuZhou era, ed e', la capitale dei giardini tradizionali, oggi ci sono una
dozzina di vecchi giardini che sono elencati come patrimonio mondiale
dell'Unesco, e possedere un giardino privato è diventato di moda tra i nuovi
ricchi della città.
"Mentre molti vogliono un proprio giardino classico come simbolo di buon gusto, pochi
si rendono conto che un giardino cinese è più che architettura e paesaggio. E'
un contenitore di cultura, di simboli culturali" dice Ye, aggiungendo "Sono nato e cresciuto in un giardino classico, ho studiato e
lavorato in un giardino cinese, la mia carriera è quella di dipingere e
scrivere sui giardini cinesi, e adesso ho costruito, e sto vivendo, nel mio
giardino"
Ye racconta come la sua prima infanzia sia trascorsa proprio in un giardino tradizionale cinese, che fu costruito dal
bisnonno della madre, Bi YiCe, che dopo essersi ritirato dal suo posto di
governatore durante la dinastia Qing (1644-1911), compro' un pezzo di terra a
Suzhou e costruì il giardino Bi.
"Tutti i miei primi incontri con la cultura cinese sono avvenuti grazie a
quel giardino" dice Ye " le iscrizioni calligrafiche sulle rocce e i
dipinti sui muri del padiglione hanno nutrito e ispirato il mio interesse per
la cultura tradizionale."
La "rivoluzione culturale" (1966-1976) costringe la sua famiglia a
spostarsi dal Giardino Bi e una dozzina di famiglie si trasferisce li a
condividere lo spazio.
Da allora, la costruzione di un giardino cinese divenne un suo sogno,
realizzato nel 2003.
"Ho
disegnato tutto il progetto, e discusso i dettagli di costruzione con i
tecnici, esperti nella costruzione di giardini classici, spesso ho cambiato il
design, sulla base di nuove ispirazioni per migliorarlo". La sua ricerca
della perfezione si trasforma in una grande realizzazione di sintesi culturale
che ora attira molti visitatori, soprattutto studiosi e artisti, da ogni dove.
"Io non volevo costruire un giardino da visitare. E' la mia casa, e volevo
che fosse un giardino da vivere, ed utile per la mia famiglia," dice.
Sulla base dell’idea di giardino-da-vivere, Ye studio' i dipinti delle dinastie
Tang e Song per cercare ispirazione e suggerimenti per la creazione del proprio
giardino, che non e' una copia, ma una sintesi di concetti classici che si
esprime in un giardino che descrive come "appartenente a questa epoca, e
adatto a uno stile di vita urbano".
Aggiunge che spesso litigava con i suoi esperti artigiani, molti dei quali sono
stati formati in teoria tradizionale del giardino cinese e si rifiutavano di
accettare il suo approccio innovativo.
Il
giardino è ora così celebre che i produttori di un documentario televisivo
giapponese sull'arte dei giardini classici di Suzhou, lo comprese tra i
migliori 10 giardini, quellida non perdere.
A differenza degli altri nove giardini che sono vecchi di secoli, il giardino
Ye ha pochi anni, ma ha vinto l'acclamazione da parte di studiosi e artisti di
tutto il mondo per il suo design raffinato e la ricca espressione della
cultura cinese.
Continuiamo a camminare, mentre ammiro i fiori e osservo i pesci che
nuotano calmi nello stagno, arriviamo al piccolo padiglione dedicato
all'opera... di la' le rocce...
Ye Fang spiega come la struttura dell’ intero giardino si basi sulla filosofia
tradizionale cinese, i cui valori principali sono l’ unione armonica tra gli
uomini e la natura, tra l'uomo e il Creatore e l'uomo e gli spiriti
culturali. Per questo motivo, le rocce ( montagne), l'acqua ( i fiumi), le
piante, i fiori e i padiglioni dovrebbero essere presentati in modo tale da
parere creati dalla stessa Natura. Ogni tipo di paesaggio artificiale,
costruito dall'uomo, dovrebbe essere in armonia con l’ambiente naturale che lo
circonda. Le filosofie cinesi del Confucianesimo, Buddismo e del Taoismo sono
presenti, contemporaneamente, come elementi del giardino.
Le montagne simboleggiano lo “yang” principio maschile e l'acqua e' “yin”
principio famminile, e interagiscono e si riflettono a vicenda, in perfetta
armonia, come gli otto diagrammi. L’intero giardino e’ completo e equilibrato
tutti gli elementi del giardino sono contestuali l'uno all'altro, e sono
perfettamente integrati per creare un insieme completo di grande bellezza e
pacifica armonia, adatto non solo alla ricreazione ma anche alla contemplazione
e coltivazione del proprio spirito, della propria mente. Le montagne artificiali sono state fatte cumulando rocce di TaiHu, cioe’
provenienti dalla zona del lago Tai in Cina. Le pietre sono state ammassate in
maniera meticolosa cosi da rappresentare vividamente montagne selvagge e
naturali, inoltre le pietre di Taihu hanno una texture unica fatta di rugosita'
e fori sulla superficie, una caratteristica considerata preziosa e ammirevole.
Gli imperatori della dinastia Song (circa mille anni fa ) consideravano le
rocce di TaiHu come tributi di qualita' superiore.
Tutte le piante sono codificate secondo i significati e canoni della cultura
tradizionale cinese, e viste come simboli. Nella cultura cinese, tutte le
specie di pianta hanno proprie personalita’, morale e spirito, come gli esseri
umani. La scelta delle piante fa riferimento alla pittura e alla poesia
tradizionale cinese, in cui la forma e la collocazione degli alberi
nell'ambiente richiedono uno studio accurato. La peculiarita’ piu’ importante
delle piante nel giardino di Suzhou, e’ che fioriscono in tutte le quattro
stagioni. Ye Fang esprime amore e passione per un opera che vede recuperare
valori e ideali in cui era cresciuto, che ha visto spazzato e distrutto, e che
ora rifioriscono. Il lavoro e l'energia che ha profuso nella realizzazione di
quello che era il suo sogno di ragazzo sono qui, fanno parte del giardino, li
senti nell'aria.
Rientriamo in casa, e sorseggiamo un te' delicatamente amarognolo. Ye Fang spiega che sta
approntando un giardino simile, non uguale, di cui ha fatto dono alla citta’ di
Venezia. Si chiama “A gift to Marco Polo”, dedicato a, forse, il primo
occidentale ad elogiare i giardini di Suzhou. I lavori sono iniziati a marzo del 2010, e si trova sull'Isola di San Servolo,
tra i promotori del progetto ci sono il Museo di Arte Contemporanea di Shanghai e la Venice International University.
"Non sarà semplicemente una copia dei giardini cinesi, ma il risultato
di un concetto artistico, l'essenza dei giardini cinesi dal Song (960-1279) e
Tang (AD 618-907)," sottolinea Ye "Quando Marco Polo visito' la Cina
meridionale e visito' tutti i suoi giardini, descrisse SuZhou come il sogno del
'paradiso in terra', con questo giardino mi auguro si realizzi il suo
sogno di 800 anni fa, nella sua Venezia."
E per un attimo, bevendo il te' e guardando in silenzio il giardino di Ye Fang, mi
pare che la passione e l'arte siano davvero, a volte, realizzatrici di
sogni.
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