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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'DOMENICO'
 
Diario di un artista. La colonna infinita

"Tusiri inundu 1827" 2017 Domenico Olivero

In quest’ultimo tempo mi sto approcciando alle nuove tecnologie, in particolare alle stampanti 3D, che finalmente cominciano ad avere dei prezzi abbordabili.


Considerando che ha breve ricorreranno i cento anni della colonna infinita del sacrificio di Costantin Brancusi, vorrei avviare un progetto artistico che si leghi all’espressività artistica e che tratti il tema del complesso problema del dolore nato dall’odio fra essere umani.


A tal fine ho ideato un modulo in 3D che può essere prodotto in modo infinito, rendendo accessibile lo script softwaristico, al fine di renderlo malleabile alla volontà di ogni singolo artista, che vincolata la forma strutturale, ha la possibilità di variarne la sua estetica.


A breve attiverò una call a tutti gli artisti per realizzare in futuro la costruzione di una colonna infinita.


Altro approccio a questa tecnologia lo sto provando con una palla di neve, che vorrei far realizzare completamente dal sistema, prima come percezione attraverso uno scanner 3D e poi ricavato la percezione inviarlo direttamente alla stampante 3D per la realizzazione.


La prima interessante difficoltà è stata che essendo fatta di cristalli trasparenti di neve che riflettono la luce, lo scanner è riuscito a “vederla” in modo anomalo. Per cui ha rilevato/percepito delle forme che “personalizzano” la realizzazione , poi il file è stato inviato alla stampante che ha creato/stampato la sua percezione.





di d;o)
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scritto 19/06/2017 10.52.09 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: domenico olivero
 
L’arte, oltre la Biennale, Documenta e Munster.



Ecco dopo dieci anni ad incrociare nuovamente i tre eventi più enfatici dell’arte contemporanea.


Come sono cambiati i tempi!


Paiono così lontani i modi euforici e stimolanti degli anni 00, ora tutto pare più stanco, ripetitivo, spesso inutile.


La grande accelerazione del sistema dell’arte contemporaneo pare aver eroso tutte le forme creative, tutto è stato bruciato sul falò del consumo rapido ed immediato, non c’è più stato tempo per pensare, accogliere, digerire, godere.


Per anni fra suggestive feste, location originali, sperimentazioni di ogni tipo, esclusività e continue nuove produzione di opere si è corso verso un ipotetico infinito divertimento che ha attratto decine di potenziali nuovi collezionisti che hanno girato su questa bella giostra, ma ora paiono annoiarsi e dirigere il loro sguardo su altre novità e divertimenti.


La festa pare esaurirsi, giustamente non si può fare arte come si fanno abiti o macchine, questo settore ha bisogno di tranquillità, libertà e poco controllo.


Aver fatto credere che tutto può essere incanalato in una forma produttivo e di largo consumo ha snaturato la vera essenza dell’arte, che non è un oggetto di consumo ma un’emozione vissuta e condivisa. 



di d;o)
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scritto 03/06/2017 8.05.30 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: domenico olivero biennale venezia documenta kassel skulptur munster
 
Invito Serie Inversa #4 a Torino, ti aspetto

serieinversa

Eccovi l'invito per la prossima edizione di Serie Inversa organizzata da Progetto Diogene a cui sono stato invitato con Francesco Del Conte e Juan Esteban Sandoval.



CS

** Serie Inversa_Exh#04
------------------------------------------------------------
inaugurazione: 27 aprile 2017 ore 18.30
via Poliziano 32, Torino

durata: 20 maggio 2017
orari: gio-ven-sab h.15-19


Con la mostra collettiva _Exh#04, si chiude il ciclo annuale di Serie Inversa, programma promosso da Progetto Diogene che compie una ricognizione sul territorio piemontese alla scoperta di percorsi di ricerca artistica attualmente fuori dal circuito commerciale o istituzionale.

 Gli artisti selezionati per la quarta edizione del progetto, che verrà ospitato negli spazi di Via Poliziano 34 a partire dal 27 Aprile 2017, sono Francesco Del Conte, Domenico Olivero e Juan Sandoval.



Joining, di Francesco Del Conte, indaga la tradizionale tecnica di costruzione ad incastri lignei che nel corso dei secoli ha modellato l'architettura giapponese. L'opera è stata pensata e prodotta dall'artista durante i 7 mesi ospite del centro d'arte contemporanea CCA Kitakyushu in Giappone. La genesi del progetto parte dalla realizzazione di otto incastri
commissionati a Toshiro Kobayashi, falegname che vive nella prefettura di Ehime.  L’artista ha indagato questi oggetti con tutto il rigore metodologico che il medium fotografico concede, restituendoli come i protagonisti  di un manuale d’uso che ne illustra il funzionamento attraverso la retorica di una sequenza temporale neutra e distaccata.Ogni incastro, con le numerose parti di cui è composto,  evoca e contribuisce all'armonia della costruzione, divenendo non solo testimone e paradigma funzionale del concetto stesso di architettura, ma ci invita a riflettere sulla relazione originaria che intercorre tra l’uomo, lo spazio e l’abitare.  Un oggetto-parabola che custodisce una forma di conoscenza, una porzione di storia che respira nell’immagine del tempo che questi oggetti incarnano.



Con Tusiri inundu 1827 (tutto si risolve in un dubbio 1827) Domenico Olivero vuole riflettere sulla contemporaneità con spirito umanista, indagando la labilità della memoria e le nuove tecnologie informatiche. In questa  occasione, la forma instabile della natura diventa memoria scultorea. Il concetto di molteplicità e creazione viene evidenziato nella relazione fra la forma fisica di una semplice palla, composta da migliaia di instabili cristalli di neve, percepita da uno scanner laser che la trasforma in un codice digitale. Attraverso un collegamento automatico a una stampante 3D il codice crea un oggetto fisico, stabile. Artificio innaturale, opera figurativa, memoria dei riflessi di luce su un corpo trasparente, forse qualcos’altro; perplessità evidenziate dalle immagine di sfondo, un cielo e un codice QR.




Il progetto Nascondere si inserisce all'interno dell'attuale ricerca di Juan Esteban Sandoval sull'oggetto scultoreo, che si pone in relazione con un contesto specifico, dove l'impatto ambientale dell'industria è particolarmente significativo e in alcuni casi disastroso. Il manufatto in mostra è il risultato di un processo di estrazione di terre e argille raccolte nella zona tra Napoli e Caserta, dove nel corso degli anni rifiuti tossici e materiali vari sono stati nascosti illegalmente in discariche legali e abusive. Il progetto riguarda inoltre un'azione consistente nel nascondere questo manufatto nel muro di una nuova costruzione in Svizzera. Nascondere riflette in modo indiretto sui rapporti contraddittori tra i livelli di legalità e illegalità di cui spesso è difficile esprimere un giudizio o una posizione. L’esito dell’intervento di Sandoval può essere letto come l’annuncio visivo di qualcosa di cui non si possiedono istanze visibili, una sorta di paradosso della rappresentazione, un modo di avvicinarsi all’oggetto di indagine che assume le sembianze di una apparizione.

Info http://www.progettodiogene.eu/


di d;o)
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scritto 19/04/2017 6.53.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: domenico olivero progetto diogene torino
 
Anche l'arte scorre

quadro


Tutto, o quasi, sembra dunque destinato a mutare.


Idee chiare diventano oscure, l’oscuro si illumina, così il sistema dell’arte rilegge la sua storia, forse più giusto dire l’adatta al mutare del gusto, giustificando più un aspetto rispetto ad un altro.


A volte vengo fatte incredibili capriole, salti mortali, e le posizioni curatoriali sono oggi la più pratica attività creativa.


Se fino a pochi anni fa un’opera pittorica sarebbe stata giudicata in una mostra come datata, oggi anche i curatori più intransigenti non ne possono fare a meno.


Poi basta cercare da qualche parte è un personaggio anomalo e spesso anche assolutamente insignificante diventa la chiave di lettura più valida e attuale.


Col senno di poi tutto diventa significativo, ogni opera anticipa il suo passato, soprattutto si perde il senso storico, troppo rigido e stabile, privilegiando un veleggiare libero, così si può anche dimenticare il vero a favore dell’interessato.


L’arte, non ha più storia ma infinite narrazioni, leggende spesso favole, per non dire bugie.



di d;o)
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scritto 23/03/2017 19.26.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: arte, domenico olivero,
 
Anno nuovo, nuova arte?

Pausa caffè

Dai millenni passati le immagini sono state il mezzo attraverso cui chi deteneva il potere, politico o economico, imponeva un certo modo di vedere la realtà, ma oggi è ancora così?


Le nuove tecnologie paiono aver aperto a tutti la possibilità di far vedere le proprie creazioni, idee, pensieri e chiunque può cercare e scoprire cose nuove.


Questo potenziale però pare appiattirsi nel magma infinito del web.


La grande produzione artistica proposta dal web mette in criticità alcuni aspetti, come la qualità, l’originalità del manufatto.


Superato l’attimo dell’incontro con un’immagine digitale spesso diventa difficile capire l’effettiva fattura, dimensione e percezione reale.


E’ anche vero che sempre di più ci sono artisti che realizzano opere da fruire solo attraverso un device, spesso immagini animate, o che nel tempo diventano mutevoli.



di d;o)
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scritto 14/02/2017 22.10.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: domenico olivero arte


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