Il volto dal fascino enigmatico fissa lo spettatore con uno sguardo ammaliatore, terribilmente ipnotico…
Il dipinto è su tavola e misura 69 centimetri per 57. Una lieve luce di un solo faro attraversa il vetro antiproiettile della teca climatizzata.
Ho visitato la mostra “Leonardo a Milano, San Giovanni
Battista dal museo del Louvre a Palazzo Marino”.
E' sempre una sorpresapoter vedere e scoprire l'Arte da vicino,
soprattutto quella storica e universale.
Nei
grandi eventi espositivi, spesso e volentieri organizzati come fossero “pacchi
culturali” per attirare i visitatori ,dove contano i grandi numeri e fare
business (che per motivi diversi il motivo riporta a quello dei derivati
finanziari)qualche volta rimangono
fermi ai criteri del gusto e del “no profit”.
Un
plauso dunque all’ Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Massimiliano
Finazzer Flory.
Un’
esposizione straordinaria, che dura un mese esatto, da Venerdì 27 Novembre a
Domenica 27 Dicembre, e sorprendentemente ad ingresso libero!
L’opera
leonardesca si trova presso la sede del Comune di Milano , (Piazza della Scala
2) , in sala Alessi.
Un
breve percorso ( direi didattico) corredato da pannelli informativi e da
videoraccontano la storia del dipinto
del San Giovanni Battista.
Il dipinto è su
tavola e misura
69
centimetri per 57.
Una lieve luce di un solo faro
attraversa il vetro antiproiettile della teca climatizzata.
L’iconografia del Battista è particolarmente legata a
Firenze, di cui il santo è il patrono.
Secondo alcuni
studiosi il dipinto sarebbe stato iniziato a Firenze e terminato a Milano tra
il 1509 e il 1510: in questo caso la sua realizzazione sarebbe compresa tra il
secondo soggiorno fiorentino dell’artista e l’ultimo a Milano; secondo altri
esperti, invece, l’esecuzione risalirebbe tra il 1513 e il 1515.
La tavola è citata
per la prima volta da Antonio De Beatis, segretario del cardinale Luigi
d’Aragona, che l’ha visto nello studio di Leonardo a Cloux, in Francia, dove il
maestro ha trascorso gli ultimi due anni.
Le mie impressioni:
Il dipinto somiglia a quello della Gioconda, il volto dal
fascino enigmatico fissa lo spettatore con uno sguardo ammaliatore,
terribilmente ipnotico. L’elemento più eclatante è ilsorriso ambiguo, fatale, dolce e beffardo,
innocente e malizioso quasi sensuale.
Sono sorprendenti i tratti fisionomici: l´incerto codice erotico,
soggetto maschile ma dai lineamenti
femminei, ricorda l´altro Giovanni biblico, il giovane discepolo del Cenacolo
(futuro evangelista) che ha sedotto Dan Brown.
di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
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