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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'FOTOGRAFIA'
 
erotismo lirico


Ren Hang, Untitled

Un corpo di donna abbandonato al flusso dell’acqua, svela l’osmosi primordiale con l’elemento archetipo originario della vita, che al tempo stesso prelude la stagnazione liquida del disfacimento. È una immagine creata da Ren Hang il fotografo cinese nato a Changchun nel 1987 e morto suicida a soli 29 anni nel 2017. Autore di opere censurate, sequestrate, vandalizzate e denunciate per oscenità, rappresenta i corpi dalla intensa carica erotica per esplorare l’inconfessato e profondo rapporto che l’essere umano intreccia con la natura. 

Hang fotografa gli elementi di erotismo più estremi, tingendoli di surreale quando adorna i suoi modelli di perle, serpenti, fumo, pesci, pavoni, frutta o piante. E proprio per il rapporto intimo e sensuale che alcuni protagonisti dei suoi scatti intrattengono con l’universo vegetale, può richiamare per certi versi il discusso “Pteridophilia” video dell’artista cinese Zheng Bo, proiettato nell’Orto botanico di Palermo in occasione di Manifesta12, ritenuto scandaloso e tutt'oggi oggetto di polemiche, a rischio censura.

Le fotografie di Ren Hang risultano sempre permeate da un senso di mistero e da una purezza formale tali da apparire poetiche, innocenti, feroci e delicate, un mondo, quello dell’artista , ricco di mezze tinte e di contrasti che felicemente si fondono trasformando gli esili corpi glabri di giovani modelli -tutti simili tra loro- in forme scultoree definite, dove il genere non ha motivo d’importanza e non ne muta l’intensità e la lirica esaltazione della bellezza. 



di Lori Adragna
visita il blog IL FEMMINILE NELL'ARTE

scritto 22/08/2018 20:27:00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: ren hang zheng bo pteridophilia manifesta12 suicidio fotografia erotismo
 
E' partita la seconda edizione del photo contest ITALIAN LIBERTY


Considerato il grande successo ottenuto alla prima edizione del Concorso Fotografico ITALIAN LIBERTY, anche quest’anno, dal 3 marzo al 31 ottobre 2014 il contest nazionale vedrà la sua seconda edizione.

Il Concorso è aperto a tutti, professionisti e dilettanti, ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado, a tutti gli amanti della bellezza e dei valori di cui il Liberty è portatore.
ITALIAN LIBERTY è senza fini di lucro, si svolge sul territorio nazionale con lo scopo di rivalutare la corrente artistica sviluppatasi tra fine ‘800 e inizi ‘900 in tutta Europa.

Al Concorso Fotografico Italian Liberty ci sono in palio 12 premi, tra i quali, soggiorni in hotel, pregiati volumi d’arte, abbonamenti a riviste del settore, ingressi per mostre di alto livello ed altro ancora.


http://www.italialiberty.it/concorsofotografico/


http://www.italialiberty.it/wp-content/uploads/2014/01/Manifesto-bassa-risoluzione-Concorso-Fotografico-ITALIAN-LIBERTY.jpg

di Andrea Speziali
visita il blog IL NOTIZIARIO DI ANDREA SPEZIALI

 
Il Sogno Cinese (1)

All China is a beautiful Country New Mass Line Campaign, 2013

La Cina intera è un paese bellissimo
Disegnare una montagna, disegnare un fiume
Disegnare una nave spaziale che mi porti in giro
Disegnare il fiume Chang Jiang
Disegnare la Grande Muraglia
Disegnare il mare del sud
Disegnare i piccoli canali
Non è possibile disegnare tutte le bellezze del Paese
Tu ed io siamo entrambi nel disegno
firmato : Yi Qing

Come già scritto in precedenza, l'avvento al potere di Xi Jinping segna anche la piena transizione verso una nuova fase della comunicazione da parte del partito comunista verso le masse cinesi. La comunicazione si basa ora sul ricorso ai valori tradizionali, quelli dell'era pre -comunista . Il nuovo stile coincide con un importante punto di svolta, oserei dire storico, per diverse ragioni .
La retorica comunista è unita a una retorica che è apertamente, risolutamente, abbracciante idee nazionaliste e concetti fondamentali della cultura tradizionale cinese, anche derivanti dal confucianesimo, che era stato ufficialmente condannato e aborrito. Lo stile di comunicazione è associato a immagini storiche che arrivano direttamente dall'Impero Qing e ancora più indietro e fa abbondante uso di citazioni tratte dal confuciano "Lunyu" .
La nuova campagna si sviluppa con un uso impressionante di cartelloni pubblicitari che sono ovunque in Cina. Offro qui e nei seguenti blog alcuni esempi, con qualche traduzione dei messaggi scritti, che è poi il "pay off" della propaganda .
I manifesti presentano immagini della vecchia Cina, come se fossero dipinti tradizionali, in cui i messaggi sono offerti in forme poetiche o psuedo tali . Con questa operazione diventa sempre più evidente l'intenzione dell'oligarchia Comunista di offrire una immagine che non è più da "taglio con il passato" ( la Rivoluzione, la Nuova Cina ), ma di continuità; è come se il partito ora dicesse "Noi siamo gli eredi della Tradizione" .
Non si parla più di rivoluzione, ma di Ringiovanimento, nuova parola d'órdine, forse perché la parola rivoluzione potrebbe essere facilmente associata con le rivoluzioni che negli ultimi anni hanno portato alla caduta dei regimi dittatoriali in Nord Africa e in Medio Oriente, cosa che al governo non piace. In realtà poche immagini di quello che è successo in Tunisia, Libia, Egitto e altri paesi sono state diffuse in Cina. Probabilmente non è bello far sapere che ci sono persone che mandano a casa uomini e partiti al potere da decenni, che stanno cercando una rappresentanza democratica, partecipazione alla vita pubblica e diritti di voto .

Contemporanee di quella che io definisco "nuova campagna di identificazione " - " lo Stato è il Partito comunista, che è il Popolo della Cina e ( ora ) la sua Storia ", sono altre due campagne : una nuova, e a quanto pare più incisiva, campagna contro gli abusi di potere e la corruzione dei rappresentanti del partito a tutti i livelli, e una forte censura e repressione di chiunque abbia un seguito di micro-blog e il coraggio di osare di mettere alla gogna difetti e contraddizioni del partito o , Dio non voglia ! parlare apertamente di cambiamenti sulla gestione del potere politico .
Queste tre azioni già avviati, ad un livello molto più basso di intensità , negli ultimi anni di Hu Jintao - Wen Jiabao , con Xi Jinping si stanno svolgendo su scala massiccia ed a tutti i livelli . Il decennio precedente aveva come slogan "società armoniosa" . Questa nuova fase della gestione politica e di governo del partito unico è chiamato "Il sogno cinese".


di Marco M Gobbo
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“K i d n e y W e l l n e s s”, le nuove copertine del Giornale di Nefrologia per parlare di arte e funzione etico-estetica

Kidney Wellness
copertina d'autore di E. Genesio e D. Manassero per il Giornale Italiano di Nefrologia

Mi piace quando l’arte ha una funzione etico-estetica. Quando il fattore estetico è veicolo conscio o inconscio di un valore che ha un effetto sull'esperienza. “In un’esperienza, cose ed eventi che appartengono al mondo fisico e sociale, vengono trasformati in virtù del contesto umano in cui entrano, mentre la creatura vivente muta e si sviluppa in virtù del suo rapporto con cose che prima le erano esterne”. Estrapolate dal testo "Arte come esperienza" di John Dewey, queste parole potrebbero esser condivise da professionisti di discipline lontane dall'estetica, professionisti che si rapportano ogni giorno con le persone e il loro bisogno d’aiuto in questo mondo. Insegnanti, medici, psicoterapeuti… incontrano quotidianamente persone che desiderano portare i dati di fatto ad uno stato di armonioso equilibrio.
Dewey è illuminante quando afferma che l’estetica è uno dei veicoli per trasformare questi dati in coscienza sensibile: “l’aspetto che contraddistingue in modo peculiare l’esperienza estetica è esattamente il fatto che in essa non esiste una tale distinzione tra sé e oggetto, poiché essa è estetica nella misura in cui organismo e ambiente cooperano per istituire un’esperienza ove entrambi sono così pienamente integrati che ciascuno di loro scompare”. È un concetto vicino al pensiero yogico (e, in generale, alle discipline olistiche), in cui ogni dettaglio dell’esistenza è una cellula in un sistema interconnesso. Ed è un pensiero che porta coloro che agiscono in questa direzione a scoprire nell'arte il luogo in cui qualità e significato si vivificano a vicenda: “l’opera d’arte è così palesemente sensoriale e tuttavia contiene una tale ricchezza di significato da venire intesa come un annullamento di questa separazione e come un diventare corpo attraverso il senso della struttura logica dell’universo”. 
Il nuovo progetto che porto avanti con l’architetto e designer Danilo Manassero in collaborazione con la Società Italiana di Nefrologia (SIN) è fondato su queste basi. 
Progetteremo una copertina d’autore per ogni numero bimensile della rivista online della Società scientifica, il Giornale Italiano Nefrologia (GIN), completamente rinnovato dal 2013, attraverso la collaborazione di giovani designers, fotografi, illustratori, grafici, ecc. selezionati all’interno del bacino dello Ied di Torino, nell'intento di camminare “nell'incontro tra mente e universo”, in un’avventura che Dewey definisce “immaginazione” e “rivelazione”, non in senso mistico, ma come “espansione dell’esperienza”.
A far da apripista, nel primo numero comparirà un nostro progetto grafico, alcune mie chine incastonate in un lettering di Danilo Manassero, di cui pubblico qui l’anteprima. Tra qualche giorno il link alla rivista rinnovata.

Le citazioni sono tratte da J. Dewey, Arte come esperienza, Palermo, Aesthetica edizioni, 2007; capitolo L'apporto umano, pp. 243-264.




di emanuela genesio
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Sakate Hiroshi: Architectural Eros

Architectural Eros Sakate Hiroshi

My photographs are intended to represent something you do not seeEmmet Gowin

I lavori fotografici di Hiroshi Sakate si sono, nel corso degli anni, focalizzati su tre tematiche principali: la fotografia di paesaggio, il nudo e il ritratto.

La recente mostra “Architectural Eros” si concentra sull’esplorazione di dettagli architettonici che vengono trasformati dall’occhio dell’artista per divenire un nuovo soggetto, un’ espansione della percezione del soggetto che viene, in questo modo, ricreato e riprodotto sotto forma di “immagine nuova”. Le strutture scelte da Sakate includono interni ed esterni di edifici che grazie al suo personale senso della composizione, della luce e della prospettiva vengono ridefinite per comunicare nuove ambivalenti armonie, testimonianze dei valori estetici e dei significati culturali espressi dalle strutture architettoniche stesse.

Il sapiente uso della luce naturale e artificiale, diurna o notturna, riflessa o diretta e’ lo strumento principale usato da Sakate per trasformare dettagli di edifici in frammenti di esseri viventi, in una relazione che e' dialogo tra l’oggetto fotografato e lo sguardo rivelatore dell’artista.

Sakate non si accontenta di trasformare un dettaglio di un edificio in qualcosa di “piu’ interessante”, la sua non e’ una mera dichiarazione dimostrativa di percezione estetica, non e’ sua la frase: “questo dettaglio e’ una bella fotografia”, piuttosto Sakate ci restituisce quanto del costruttore, dell’architetto, dell’ideatore c’e’ in un edificio, ci ritorna i significati e le immagini, consce o inconsce non importa, che chi penso’ l’edificio proietto’ nella struttura-creatura, e al contempo, ci consegna le sue proprie proiezioni di significati e idee.

Le quindici fotografie scelte per Architectural Eros sono la concretizzazione artistica di un concetto di architettura come metafora psicoanalitica di cio' che la mente umana proietta all'esterno, sugli edifici.

E non e' un caso che Sakate raggiunga questo risultato, dato il suo essere, oltre che fotografo, architetto.

Non e' una novita' che “un edificio, una casa, una struttura siano luoghi in cui l'uomo si rapporta e vive con le superfici e con gli oggetti di cui si circonda per rappresentare il proprio mondo d'espressione non verbale, e in quanto luoghi quotidiani del nostro vissuto sono la superficie, l'epiderme tra il mondo esterno e il mondo interiore” (Mimmo Pesare. «Le radici psico-dinamiche dell'abitare». Dialegesthai. Rivista telematica di filosofia [in linea], anno 10 (2008) [inserito il 5 dicembre 2008], disponibile su World Wide Web: <http://mondodomani.org/dialegesthai/>, [39 KB], ISSN 1128-5478).

Il rapporto simbolico corpo-casa, organismo-edificio rappresenta uno dei temi ricorrenti dell'architettura e anche le strutture contemporanee, per quanto spezzate, divise, non-coerenti non riescono a sfuggire all'idea di corpo, ad una antropomorfizazzione della struttura, ed e' in questa metafora che si muove l'opera di Sakate.

Guardando le fotografie in mostra veniamo presi per mano e portati a percepire una realta’ diversa, arbitrariarmente scelta (come arbitrarie sono tutte le fotografie del mondo) per indicarci uno dei possibili significati che le immagini possono comunicare, e questa realta’ e’ l’umanizzazione, il rendere organismo vivente cio’ che normalmente percepiamo come inanimato, come “costruzione, somma di materiali”.

L’occhio fotografico e rabdomantico di Sakate diventa strumento rivelatore, di conoscenza, di chi interroga la struttura non accontentandosi di accettarla per come “sembra”, per poi darci una delle possibile risposte, a loro volta portatrici di nuovi, multipli significati e grazie alla sua esplorazione siamo invitati a partecipare a questo gioco di scoperta, di proiezioni, per dare nuovi e multipli significati a cio’ che, apparentemente, “vediamo” in un edificio.

Marco Maurizio Gobbo



di Marco M Gobbo
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