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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'GALLERIA'
 
Opere in viaggio per l'Italia

Andrea Speziali

Per i prossimi mesi sarà possibile vedere alcune opere di Andrea Speziali presso la Galleria Wikiarte a Bologna, in via San Felice 18, inaugurata il 5 febbraio 2011 e presso la vetrina Vinai ad Asti.
Dal 10 al 17 aprile Andrea Speziali sarà inoltre a Legnano, dove parteciperà ad un concorso Nazionale di pittura organizzato dall’Associazione ‘’Antonello da Messina’’.
Al momento Speziali è a Milano presso la galleria ‘’l’Acanto’’ di Marilena Torre, dove partecipa alla collettiva con una grafica realizzata nel 2010.


Giancarlo Cherubini


di Andrea Speziali
visita il blog IL NOTIZIARIO DI ANDREA SPEZIALI

 
Partire è un pò... rinascere!

Evviva, pare che il sangue del santo si sia sciolto di nuovo... ora si che posso partire tranquilla!
E si, perchè per viaggiare nei treni delle ferrovie dello Stato, al giorno d'oggi, bisogna spesso essere sostenuti da un miracolo, meglio ancora se questo miracolo te lo fa un tuo antico corregionale!
Sono in un IC (Napoli - Venezia), che impiega otto ore e mezzo per arrivare a destinazione.
Non mi annoio, tutt'altro: scrivo, leggo, guardo fuori dal finestrino, ricevo qualche telefonata da amici che vogliono esser tranquillizzati sul mio viaggio e, a poco a poco, i disservizi dei treni delle ferrovie dello stato mi appaiono più leggeri da sostenere e quasi mi appassiono alla lunga tratta.
Potevo viaggiare con la TAV, penseranno i più, o meglio ancora in aereo, ma ho investito tutto quello che mi rimane nelle tasche in questa esperienza lagunare, e le comodità, belle e care, le ho lasciate a chi già se le può o se le vuole permettere.
Mi sto temporaneamente allontanando dalla mia città per seguire due corsi in una galleria d'arte avviata da tempo, dove i professori sembrano essere davvero in gamba e le materie molto, molto interessanti.
I corsi offrono la possibilità di visitare spesso la Biennale, con visite guidate e laboratori sul campo, il che contribuisce a rendere il tutto allettante e stimolante.
Ho deciso pertanto di tenere aggiornato un diario, da riproporre sul mio blog, in cui raccontare la mia esperienza, la quale dovrebbe giungere fino ai primi giorni di novembre, acqua alta permettendo!
Tra meno di cinque ore dovrei essere a destinazione, il viaggio è ancora lungo, ma le risorse non mi mancano.
Ho da studiare ancora il programma del corso, che mi ero riservata per il treno, e poi... è così bello viaggiare soli, sentire che stai affrontando le novità che la vita ha deciso di offrirti con le tue sole forze, percepire quel senso di soddisfazione personale che ti rende appagata e fiera di te.
Affronto questo viaggio con una grande carica, forse con un pò d'incoscienza, per alcuni aspetti, ma sono sicura, come già mi è capitato nel più recente passato, che tornerò indietro ancora più forte... sono ad Arezzo!

Angela Russo



di Angela Russo
visita il blog Avant-garde

 
Milano: la Città che Sale (e Tabacchi?).

  Spesso la vernice è la ragione fondante di una mostra: la caratura degli intervenuti e la qualità del buffet ne decretano il successo.
  L’osservazione delle umane genti che si aggrovigliano per tartine in stato vegetativo permanente o meglio ancora la speranza disattesa di un party che non c’è, come alla conferenza stampa a Palazzo Reale per la mostra sul Futurismo, è spesso di gran lunga più interessante della mostra stessa.

    Coda epica nell'anticamera della Sala delle Otto colonne (quelle che sperano di avere gli organizzatori della mostra su tutti i giornali?) per la press conference in cui mi sono imbucato in qualità di inviato della Gazzetta dell'Emilia. Non potevo lasciar perdere la ghiotta citazione, visto che proprio quel quotidiano (e non Le Figaro), ha pubblicato per primo il 5 febbraio di un secolo fa, il Manifesto Futurista. La gloriosa Gazzetta bolognese ha cessato le pubblicazioni nel 1961, ma alle giovani addette agli accrediti il particolare deve essere sfuggito.
    Spunto degno di nota, Finazzer Flory, non l'immaginifico cocktail che raggiunge l'apice spruzzato sotto le ascelle, ma l'assessore alla cultura, aspirante futurista non solo per la rissa in Galleria coi vigili nel pomeriggio.
Dunque, Finaz futurist-assessore non tanto perchè spera di esserlo anche in futuro, ma per l'affermazione in piena conferenza stampa: “E come dicevano i futuristi bruciamo le biblioteche, ma sì bruciamo i libri tanto in Italia non li legge nessuno”. L'allibito editore del monumentale catalogo è elegantemente intervenuto sfumando l'evocata pira cartacea in un “magari rottamiamo i vecchi libri in cambio di nuovi, tanto per incentivare la lettura”.
    La conferenza stampa è terminata alla 13,30; dopo mezz'ora dentro la mostra eravamo una decina compresi i custodi. Le centinaia di accreditati orfani di buffet avranno, vista l'ora, pensato di consolarsi con un futurista risotto, con una passatista pastasciutta, o i più arguti citazionisti, con bolognesi passatelli?
     Come è stato sottolineato nella pres(s)entazione, la mostra è a basso impatto ambientale, i pannelli per l'esposizione sono stati riciclati da quella precedente; lodevolissimo visti i tempi, potevano però a mio avviso, chiudere i buchi serviti per le opere di Seurat e Signac.
    Riciclate anche moltissime opere dalle cospicue collezioni civiche milanesi.
Ma è valsa comunque la pena di aggirarsi a stomaco vuoto per le sale semideserte e qualche sfizioso cibo per la mente l'ho trovato, curiosamente fra pre, tardo e post futuristi: un incantevole Pellizza da Volpedo (Automobile al Passo del Penice 1904); tre imperdibili sculture di Renato di Bosso, una per tutte, Pilota stratosferico 1938; un Burrino, nel senso di piccolo Burri (Sacco nero su bianco 1955).
Scelta non scontata fra i top: Sant'Elia (Studio per centrale elettrica 1914), big-fut take-away nel senso che viene voglia di portarlo via e mangiarlo con gli occhi più tardi.
In cauda delicium, nella saletta video, corroboranti film come, ad esempio, Impressioni di vita n. 1 del 1933, montato per errore due volte di fila; non importa, val la pena di rivederlo.
Insomma, per dirla con ABO, l'arte ci offre un pasto gratis, anche quando il cibo non c'è.
    Fuori da Palazzo Reale, la città che sale, ma spesso scende abbastanza in basso:
in Galleria l'idea d'inscenare la Rissa boccioniana è un'ottima idea, realizzata non benissimo forse per penuria di mezzi, a cominciare dai costumi al risparmio dei performers. Anche la scelta musicale è discutibile, ritmi psico-etnici fra gli altri non proprio adatti all'uopo.
Sarà forse per questa incoerenza filologica che i bottegai della Galleria hanno telefonato ai vigili?
    Boccioni, sarebbe comunque contento.




di Serz
visita il blog L'Imbucato Speciale

scritto 05/02/2009 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: party futurismo boccioni galleria
 
Policeman


Si sieda la in fondo e aspetti che chiami il suo nome. Cinque minuti dopo avevo tutte le valige aperte e tutte le mie cose sparse sul tavolo. Il poliziotto sulla cinquantina era molto tranquillo e mi faceva le classiche domande tipo: “cosa fai negli U.S.?, dove alloggerai?” Ecc.

Tutto andava più o meno per il meglio, finchè non ha trovato la mia scatola con qualche colore ad olio, un paio di penne che uso per disegnare, un piccolo album con fogli bianchi ed alcuni disegni. Mi ha chiesto cosa ci facevo con quella roba ed io gli ho tranquillamente risposto che sono un artista e che stando tre mesi a NY mi ero portato giusto un paio di cose per disegnare. “E con questi disegni cosa ci fai ?” e io “Beh niente, sto lavorando ad un progetto in Italia e questi sono alcuni disegni che devo finire mentre sono qua”…bene, da qui in avanti la cosa è andata sempre peggiorando, il gentile poliziotto ha chiamato il suo collega molto piu giovane, e dall’aria molto meno gentile, al quale in seguito si è aggiunto pure un terzo agente onestamente proprio rompi coglioni.

Mi hanno praticamente tenuto sotto torchio per un ora, mi hanno fatto accendere il computer, ed hanno trovato il curriculum… da qui non vi dico che sballo. Praticamente continuavano a ripetermi che io volevo stare a NY per trovare una galleria con cui lavorare e che volevo poi fermarmi a vivere la e cose del genere. Mi hanno fatto pure un sacco di domande su dove sarei andato ad abitare ed hanno anche chiamato i padroni della casa dove ero diretto per avere ulteriori informazioni. Vi assicuro che è stato veramente spiacevole e ci sono stati momenti in cui ho veramente pensato di dovermene tornare a casa immediatamente e altri in cui ho un po’ alzato la voce perché erano veramente pesanti ad un certo punto. Dopo un ora buona, il più anziano mi ha detto di rimettere le mie cose in valigia ed ha iniziato a scrivere qualcosa sul computer mentre gli altri due tornavano ai loro affari e li ho pensato: “Bene, forse sarò a casa per cena, meglio che avvisi mia madre di preparare qualcosa”.

Finito di scrivere mi da il passaporto e mi dice una cosa tipo: “ Sir, ora la facciamo entrare negli Stati Uniti, le diamo il visto di 90 giorni, ma la avverto, se la peschiamo a lavorare o fare altre cazzate, la rimandiamo subito a casa e non la facciamo rientrare mai più”. Io ho detto: “ Bene, grazie e arrivederci”. Onestamente, col senno di poi non ho ancora capito se fin dall’inizio sapevano che mi avrebbero dato il visto e volevano solo essere fastidiosi per farmi bene capire che non devo fare determinate cose, o se invece ho veramente rischiato di ritrovarmi a casa a cenare con i miei la stessa sera. Comunque se volete un consiglio mandatevi il curriculum via e-mail e non portatevi dietro niente che vada oltre il kit da turista. Questo spiacevole inconveniente tra l’altro mi avrebbe fatto perdere la coincidenza tra Philadelfia e NY se non fosse stato che l’aereo ha avuto un ritardo di 3 ore per il maltempo. Questo aereo era praticamente uno scuolabus con le ali, 34 posti soltanto, e con il tempo che c’era ho fatto veramente un viaggio di un’ora da incubo.

di rekal
visita il blog The Big Apple

scritto 02/11/2006 16.45.16 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: new york street pittura galleria mostre zucco


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