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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'GENOVA'
 
L'arte in Italia dava il meglio di sé quando c’erano personalità: Giorgio Soavi o Giovanni Testori. "Oggi invece sono tutte capre".

Una commissione di studio ha raccolto e valutato il lavoro di migliaia di artisti, al fine di individuare quelli più rappresentativi, oltre 1000, tra scultori, fotografi, ceramisti e video artisti per ogni regione italiana. Il volume presenta le opere de

http://www.ilsecoloxix.it/p/cultura/2012/03/20/APppDC8B-sgarbi_mercanti_uccidono.shtml#axzz1pvcKMySQ

Il parere di Sgarbi.
Il critico spara a zero durante una visita a Genova: «Nessuno vuole più scoprire nuovi talenti»
«Sono pregiudizi. La mia Biennale ha ridato dignità agli artisti. Ora sto aspettando che il ministro Ornaghi mi chiami per curare anche il prossimo padiglione Italia». Quello che arriva a Genova è lo Sgarbi furioso, come lo ha soprannominato l’eterno rivale, il critico d’arte Francesco Bonami.
 Per Sgarbi è arrivato il momento della rivincita e naturalmente ci vuole uno show. Dopo la montagna di accuse alla sua gestione del Padiglione Italia alla scorsa Biennale, soprannominata anche “dei raccomandati”, ieri a Palazzo della Meridiana, ospite del costruttore Davide Viziano, il critico ha presentato per la prima volta i quattro volumi della sua copiosissima kermesse, editi da Skira.

Basti pensare che fra la sede veneziana all’Arengario, dove di solito si svolge la manifestazione, le sedi decentrate nelle Regioni, gli istituti di cultura estera, collegati con Venezia, e le Accademie di Belle Arti, alla fine gli artisti viventi a strappare un momento di gloria sono stati 4.500. E manca ancora il libro dedicato alla grande mostra di Torino.

«Non me la volevano far fare, così ho trovato un finanziatore e organizzato un evento epocale con 1200 protagonisti». Intanto gli artisti selezionati alla biennale sgarbiana, se si può parlare di selezione, sono contenti.

D’altronde quando gli ricapita? Salvo naturalmente che il critico non faccia il bis. Ma forse in quel caso ripiegherà su qualche altro colpo ad effetto.

E magari farà come Ida Gianelli, che sei anni fa di artisti ne ha scelti solo due: Francesco Vezzoli e Giuseppe Penone. «Poi è andata al mare» commenta acido Sgarbi, facendo sorridere il pubblico di signore e artisti accorso ad ascoltarlo.

Perché in fondo chi lo ama, lo perdona sempre. Anche quando ricorda che per fare il ministro è meglio non laurearsi: «Basta comportarsi come Rutelli, Veltroni o D’Alema».

Sgarbi, profeta della democrazia. Sgarbi contro le degenerazioni del mercato. Il suo padiglione Italia che indaga sullo stato dell’arte in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, dedica uno spazio al Museo della Mafia, quello di Salemi. Ma il critico intende ben altro: e si scaglia contro galleristi e critici, colpevoli, a suo dire, di avere ingessato gli scambi di opere artistiche in Italia.

Favorendo solo i propri protetti, sempre i soliti e comunque troppo pochi. Sgarbi se la prende, prima di tutto, con Bonami, che infatti ha piazzato suoi discepoli nei posti chiave da cui comandare sul sistema dell’arte.

Uno per tutti, Massimiliano Gioni prossima guida proprio alla Biennale di Venezia che sta tanto a cuore a Sgarbi. Che se la prende anche con Bice Curiger, ex direttore, per non aver scoperto talenti nuovi durante il suo tormentato mandato.

«L’arte fino a oggi è stato un sistema chiuso» sbotta Sgarbi, che peraltro queste cose le dice un giorno sì e l’altro pure. Ma lui lo ha violato, il sistema.

Uno dei volumi presentati ieri libro è dedicato alla mostra all’Arengario, dove 300 intellettuali, non solo italiani, dal regista Ozpetek a Franco Battiato e,Luciana Littizzetto, hanno invitato il loro artista preferito. «Così è stato possibile vedere il clochard genovese Maini invitato dalla scrittrice Rosa Matteucci» dice Sgarbi.

Ricordando che un tempo nessuno ha messo in dubbio le capacità di Baudelaire, D’Annunzio o Sciascia nel riconoscere grandi talenti.

Insomma, l’arte in Italia dava il meglio di sé quando c’erano personalità: Giorgio Soavi o Giovanni Testori. «Oggi invece sono tutte capre. Da Germano Celant a Bonito Oliva, purtroppo decidono tutto loro». Ma lui non si arrende. Vedrete.

Articolo di Roberta Olcese, videoservizio di Beatrice D’Oria del quotidiano: "Il SecoloXIX" del 20 marzo 2012.



di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
visita il blog VOCAZIONE VAGABONDO per L'ARTE

scritto 23/03/2012 11:26:21 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: sgarbi genova biennale
 
Se la Chiesa attacca la libertà


Repubblica — 17 gennaio 2009   pagina 2   sezione: GENOVA

A Londra, capitale di un paese anglicano, la campagna degli "atheist bus" è scattata il 6 gennaio. Da allora 800 autobus circolano per le cittadine di Inghilterra e Scozia con una scritta dal sapore beffardo: "Probabilmente Dio non esiste. Ora smettete di preoccuparvene e godetevi la vita". Ci sono state proteste che hanno toccato punte di accesa indignazione, ma nessuno si è sognato di bloccare l' iniziativa. Da quelle parti la prima religione è il "free speech", la libertà di espressione. A Barcellona, nella cattolica Spagna, un' analoga iniziativa è stata avviata nei giorni scorsi e anche lì, nonostante la veemente reazione della Chiesa, il gusto della libertà ha prevalso sulle tentazioni della censura. A Genova è accaduto il contrario. Nei giorni scorsi, quando l' iniziativa dell' Unione Atei e Agnostici Razionalisti è diventata pubblica, il sindaco della città e il presidente dell' Amt si sono comportati come i loro colleghi di Londra e Barcellona: nessun giudizio sullo slogan contestato, ma garanzia di libera circolazione delle idee, anche se sgradevoli. La svolta è probabilmente avvenuta martedì, quando la Curia è intervenuta pesantemente con un articolo sul settimanale Il Cittadino. A quel punto la censura si è fatta strada attraverso le opinioni di uno studio legale consulente di una concessionaria pubblicitaria. Così gli azzeccagarbugli si sono sostituiti alla politica. Non vogliamo difendere il messaggio della Uaar, che molti ritengono di dubbio gusto. C' è qualcosa di più importante da tutelare: la libertà di espressione delle minoranze. - (E.P.)
 
in figura:
 
Ascensione
 
Olio su tela

90 x 170

2004

 

Ascensione

Nel muro chiusa hai ogni porta,

avvolta te ne vai nel fumo tossico,

ma adorata sei e rispettata.

Tu ascendi, anzi svolazzi,

e susciti stupore, oooh ...

nella confraternita tua di pazzi

dai paramenti sacri ornata.

Tuttavia resti un’idea soltanto,

una misera attraente cretinata.

 
 


di Attilio Geva
visita il blog Sangue del mio sangue, piume delle mie piume ...



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