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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'GIARDINI'
 
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doattime venezia

recondite armonie


di d;o)
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scritto 03/06/2013 19.08.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: palazzo enciclopedico arsenale giardini biennale venezia
 
La villa di Diego Fabbri a Riccione

Villa Diego Fabbri, Riccione (foto Andrea Speziali)

Cari lettori, voglio dedicare questa pagina in memoria dei 100 anni dalla nascita del drammaturgo italiano Diego Fabbri (Forlì 2 luglio 1911 – Riccione 14 agosto 1980).

 

Riccione ormai da più di un secolo è meta di vacanza di tante famiglie e anche di personaggi famosi nel cinema, teatro, letteratura, scultura a architettura, come è un fatto certo che la zona Abissinia sia stata sempre  la più amata dal villeggiante, oltre che per il mare, per la folta vegetazione e tanta quiete.

 

Tra questi vi è stata anche la figura del commediografo Diego Fabbri, che acquistò un villino a Riccione dopo averci soggiornato come affittuario, più precisamente una villetta in viale Fratelli Bandiera al n° 19, oggi residenza estiva degli eredi.

 

Si fa quasi fatica a notare il villino, perché immerso tra di pini e fiori, già entrando dal cancelletto si percorre un piccolo tunnel ricoperto di edera che conduce a un prato fiorito centrale rispetto ai due passaggi con ghiaino.

La villa, di 200 mq circa, dei primi del ‘900, fu costruita per il forestiero Marengo Attilio, che nel 1957 venderà a Diego Fabbri (come riportato sull’atto di vendita conservato dagli eredi).

Attualmente l’edificio è in discreto stato di conservazione. L’intonaco esterno non reca particolari danni. La villa è rimasta architettonicamente come all’ora, il cancelletto e il cancello d’ingresso assieme alla recinzione sono originari dell’epoca. Gli accessi sono in ferro battuto con decorazioni anni ’20. Lo stesso motivo decorativo dei cancelli si ritrova nel villino ad angolo tra viale Cesare Battisti e viale Filzi, sulla sinistra, se attraversiamo il sottopasso della ferrovia.

Si presume che l’architetto per le finestre a sesto acuto, che ritroviamo solo nella facciata lato viale Bandiera, si sia ispirato a due ville: quella del custode della residenza del Conte Giacinto Martinelli Soleri (dove oggi vi è Grand Hotel di Riccione, in attuale fase di ristrutturazione) e la villa lungo l’ex viale Martinelli Ancilotti, oggi viale Gramsci, che ritroviamo spesso nelle cartoline panoramiche e dei villini all’Abissinia. Addirittura si potrebbe pensare che si sia trattato dello stesso architetto.

 

Nei primi ‘900 nel tratto del viale Gramsci vi erano diverse ville Liberty molto importanti che purtroppo ritroviamo solo in cartolina. Tra queste vi era una villa trasformata successivamente nell’Hotel Select ad incrocio tra i viali Fratelli Bandiera e viale Gramsci 89, di fronte al piazzale che nel 1982 il comune dedicò alla memoria di Diego Fabbri.

 

Il villino merita una nota, perché come raccontano gli attuali proprietari dell’hotel, (www.hotelselectriccione.com) la dimora inizialmente era una tra le più decorate della zona. I proprietari durante la ristrutturazione dell’hotel hanno persino trovato un grande capitello molto decorato, sprofondato nel terreno durante la demolizione del villino.

 

Per tornare a villa Fabbri, va ricordato che durante il passaggio del fronte, venne colpita da una bomba e qui si spiega perché ci sono finestre rettangolari sugli altri lati della casa.

Nel corso del tempo, durante una ristrutturazione negli anni ’65 circa, il villino venne rialzato al piano terra per questioni tecniche legate all’umidità, infatti troviamo delle bocchette nelle parti inferiori dei muri.

Il drammaturgo soggiornò in villa le estati, quando si trasferiva a Riccione dalla casa di Roma (Aventino, via Santa Prisca). Nella residenza estiva, più precisamente nel terrazzino del primo piano, concludeva le sue opere. Come possiamo trovare presso l’archivio ‘’Diego Fabbri’’ a Forlì, ci sono diversi scritti che iniziavano con ‘’Roma 19…’’ e si concludevano con ‘’Riccione 19…’’. Tra questi l’erede ricorda in particolare alcune opere teatrali  concluse in villa, come ‘’La Bugiarda’’ del ’56 o la sceneggiatura di ‘’Vita di Michelangelo’’ ecc…

 

Nel 1978 e nel 1979 ha fatto parte della giuria del premio Riccione Teatro e nel 1947 ha vinto il primo premio come partecipante con l'opera "Inquisizione". 

 

Nel 1981 ci fu il 1° convegno dedicato a Diego Fabbri presso l’Hotel De La Ville - coordinatore Claudio Marabini, giornalista.



di Andrea Speziali
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scritto 21/09/2011 20.30.57 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: diego fabbri riccione drammaturgo italiano ville villini giardini viale andrea speziali
 
Alla Biennale c'è ancora chi può e chi no

Padiglione russo ai Giardini, completamente inaccessibile

Qualche giorno fa ho avuto a cena un caro amico disabile. 
Quando mi viene a far visita, ne siamo consapevoli entrambi, c’è sempre bisogno di una mano per attraversare la barriera offerta da una grossa rampa di scale sita proprio nel mio giardino, le cui pedate, fortunatamente, sono molto profonde. Eppure, orologio alla mano, il mio amico ci mette almeno 10 minuti per salire tutti i gradoni, e spesso capita che ci mettiamo a ridere per le posizioni buffe che egli finisce coll’assumere tra una fatica e l’altra. Però è casa mia, non uno spazio pubblico; le sue piacevoli visite arrivano solo un paio di volte l’anno - il più delle volte sono io che vado da lui -; il problema delle barriere architettoniche si pone, in questo caso, con molta leggerezza. Quella sera l’argomento è inevitabilmente caduto su Venezia e sulla Mostra Internazionale di Architettura (io ero tornata dal Veneto un paio di giorni prima). 
Le Corderie dell’Arsenale e i Giardini sono un luogo pubblico. Venezia è un intero spazio pubblico. E ogni anno si pone sempre la stessa questione per tutti coloro che hanno difficoltà motorie. Non voglio nemmeno prendere in considerazione il tragitto dall’aeroporto al centro della città. Capisco le problematiche intrinseche della topografia urbana e territoriale lagunare. Mi riferisco solo ed esclusivamente al percorso che va dalla fermata Giardini (del traghetto) alla Biennale. Certo, già da qualche tempo, una rampa provvisoria, posta in prossimità del Ponte della Tana (in tubo-giunto e tavolati di legno con superficie antisdrucciolo… e meno male!), collega le sedi espositive dei Giardini con quelle dell’Arsenale, tuttavia, una volta entrati all’interno degli spazi espositivi - in particolare quelli dei Giardini - si pongono ancora innumerevoli questioni di accessibilità: su 30 padiglioni da visitare, solo 2 sono interamente accessibili, 8 non lo sono affatto, 17 presentano una rampa, per lo più all’ingresso laterale e non principale, e 3 presentano servoscala interni. E sorvolo pure sulle questioni igienico-sanitarie dei servizi, messi già ampliamente in discussione dalla collega Pepe. 
Ciò che ferisce intimamente e professionalmente il mio amico sapete cos’è? E’ che lui è un bravo architetto e contro queste cose lotta da una vita… assieme alla sua carrozzella!

Angela Russo


di Angela Russo
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