A Riccione, presso la ''Vetrina di viale Gramsci'', dal 20 novembre 2010 al 28 settembre 2011 vi è la mostra ''Riccione in cartolina'' a cura di Andrea Speziali.
Chi ha avuto
per qualsiasi motivo occasione di fermarsi a Riccione non può non aver
notato passeggiando per le vie della città quell'accattivante gusto
retrò che si respira. Vi è un periodo storico che più di altri ha
caratterizzato lo sviluppo della città lasciando testimonianze del
passaggio di un vento liberty nell'architettura degli edifici. Un bel
libro pubblicato da un giovane autore del luogo (''Una Stagione del
Liberty a Riccione'' di Andrea Speziali - edizioni Maggioli) offre una
precisa descrizione di questo passaggio e della positiva influenza
artistica che ha avuto in questa città la presenza del poliedrico e
geniale architetto Mario Mirko Vucetich. Lo sguardo del collezionista
troverà tra le pagine un'ampia raccolta di cartoline che da sole
raccontano più delle parole la trasformazione di un paese che sa e vuole
vivere il suo tempo. La creazione di nuovi edifici diverranno luoghi di
aggregazione e cultura e le molte piccole costruzioni “villini”che
fanno bella mostra di sé sulle cartoline, creati e utilizzati dalle
famiglie benestanti del luogo nel tempo si trasformeranno in accoglienti
ed ospitali alberghi.
Attraverso questa mostra si potrà assaporare la Riccione del tempo attraverso le cartoline di proprietà di Andrea Speziali.
Riccione
è una località di mare che dalle sue origini è stata capace di
anticipare ed interpretare i mutamenti economici, sociali e di costume
della società italiana meritandosi l'indiscusso titolo di "cuore" delle
vacanze estive. Una piccola realtà che facendo leva sulla dedizione al
lavoro dei suoi cittadini (accoglienti ed ospitali con i turisti,
testardi ed ostinati a migliorare ed aumentare l'offerta turistica e,
soprattutto, grandi amanti del "vivere bene") ha raggiunto la celebrità a
livello nazionale ed internazionale; celebrità che, ogni anno, la rende
la meta ideale per migliaia di turisti che vogliono vivere la vacanza
ognuno secondo il proprio gusto e stile. E' questo un altro segreto del
successo di Riccione: essere un luogo accessibile a tutti (famiglie,
single, giovani, adulti e anziani, uomini e donne, imprenditori,
studenti ed operai), fruibile in diversi modi (di giorno o di notte, in
spiaggia o facendo sport, ballando o riposandosi). Ma quello che più
caratterizza Riccione è la sua capacità di intercettare le tendenze ed i
cambiamenti restando, costantemente, un punto di riferimento. Tutta la
sua storia è intessuta da cultura dell'ospitalità, fin dall'inizio del
secolo scorso, quando fu il turismo delle famiglie aristocratiche a far
emergere la vocazione all'accoglienza dei primi improvvisati operatori.
Poi Riccione seppe reinterpretare con professionalità il proprio ruolo
di Perla delle vacanze, creando innovazione attraverso il servizio. Oggi
Riccione è una delle principali località turistiche della Riviera
Romagnola, con numeri di tutto rispetto: circa 150 stabilimenti balneari
e 460 alberghi, per una spiaggia di sabbia finissima sulla quale
vigilano 41 postazioni di salvataggio. Una località ambita soprattutto
dai giovani, per i quali il divertimento non si ferma mai, neppure di
notte, ma anche dalle famiglie con bambini al seguito: la tipologia dei
fondali e le strutture ricettive alberghiere e balneari sono, infatti,
"a misura di bambino", per soggiorni sicuri quanto appaganti. Standard
qualitativi ai massimi livelli, anche per andare incontro alle sempre
maggiori esigenze dei turisti, tra cui sempre più numerosi quelli
stranieri, e non solo tedeschi. Sin dai primi anni del Novecento i
riccionesi si erano resi conto che, per rispondere alle crescenti
esigenze della frazione, che si era già affermata come centro balneare
(Una delle località più affermate e chic d'Italia) e in cui
l'urbanizzazione si era sviluppata con più velocità dei servizi, l'unica
strada era quella di ottenere il comune autonomo, distaccandosi dal
Municipio di Rimini. Infatti la distanza dal centro decisionale e la
mancanza di una classe residente, capace di imporre soluzioni e
provvedimenti alla municipalità riminese, avevano portato, presto, al
disinteresse quasi totale per i problemi della borgata.L'autonomia
amministrativa di Riccione si imponeva fortemente per la sistemazione
definitiva dei servizi pubblici e per la risoluzione di tutti quei
problemi che, se trascurati, avrebbero pregiudicato il promettente
incremento di questa frazione. Nel 1905 Sebastiano Amati, Ausonio
Franzoni e Felice Pullè, avevano dato vita alla società "Pro-Riccione"
che cercava anche di risolvere i problemi contingenti della vita
quotidiana, ottenendo maggiori servizi dal Comune di Rimini. Nel 1910 si
arrivava a formalizzare ufficialmente questa volontà con una petizione
firmata dalla maggioranza dei riccionesi e con la decisione di
presentare al Ministero degli Interni l'istanza per la costituzione del
Comune autonomo. Lo scoppio della prima guerra mondiale e il terribile
terremoto del 1916 arrestano lo sviluppo di Riccione e il suo percorso
verso l'autonomia. La guerra aveva lasciato l'Italia in condizioni
disastrose: disoccupazioni e crisi economica ovunque, inoltre aveva
diviso gli italiani tra interventisti e neutralisti e lasciato
strascichi di insoddisfazione per i suo esiti. Fu la Giunta socialista
Clari a varare gli adempimenti formali per l'autonomia riccionese. Il
sindaco socialista riminese il 6 aprile del 1921 riconosceva legittime
le aspirazioni autonomistiche di Riccione. Successivamente il consiglio
comunale approvava finalmente, all'unanimità, l'autonomia
riccionese.L'autonomia non era del resto più rinviabile perché la
comunità di Riccione aveva raggiunto indubbiamente il grado di maturità
necessario per gestire la propria azienda amministrativa e finanziaria,
senza dimenticare che la domanda di autonomia rispondeva già da tempo
alle condizioni richieste dalla legge per la costituzione del Comune. Si
erano sviluppate l'industria dalla pesca e quella edilizia, le attività
commerciali e artigianali, ma soprattutto, la nascente industria
turistica già nel primo dopoguerra, a fronte di ventimila presenze, si
rivelava come il centro propulsore dell'economia locale. Il 22 ottobre
1922 viene emesso il decreto ministeriale che sancisce appunto
l'autonomia di Riccione. Dunque la raggiunta autonomia riccionese veniva
decretata dal Commissario prefettizio dopo le dimissioni del sindaco
socialista. In quell'anno Mirko Vucetich progettò il Villino Lampo per
la sua famiglia
Catalogo:
''A. Speziali, Una Stagione del Liberty a Riccione, Maggioli editore, Santarcangelo 2010''
Tratto dalle news di www.riccioneinvilla.it
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