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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'IL BAGNO TURCO'
 
spioncino per voyeur


Ingres, Jean-Auguste-Dominique (1780 - 1867) - Il bagno turco - 1862 - olio su tela montata su legno - Musée du Louvre, Paris

Erano circa duecento bagnanti… I primi sofà furono coperti di cuscini e di ricchi tappeti e quelle donne vi si sistemarono. Erano tutte… nude. Dopo il pasto si finì col caffé e coi profumi… due schiave mi coprirono d’incenso i capelli, il fazzoletto, i vestiti.” Sono impressioni tratte da una lettera di lady Mary Wortley Montagu, ambasciatrice inglese in una Turchia ottocentesca. Ingres affascinato da queste descrizioni, nel 1863, ne fa il soggetto de Il bagno turco, capolavoro oggi conservato al Louvre. La tela acquistata da Napoleone III, pare sia stata restituita al pittore per le proteste della moglie Clotilde, scandalizzata dalla sensualità dei suoi nudi e l'abbandono erotico delle sue odalische. Si tratta di un’opera di singolare audacia compositiva: "il ritmo raffaellesco delle linee si lega ad una sensualità tizianesca dei colori" (Mongan).  Costruita essenzialmente su tre piani orizzontali digradanti verso il fondo. La profondità spaziale è realizzata attraverso la giustapposizione di piani, senza bisogno di altri elementi che strutturino lo spazio. L’esasperata accentuazione dei volumi delle figure crea vere e proprie masse scultoree che rafforzano l’effetto tridimensionale del dipinto. L‘ambiente e le lenzuola trasudano un grado massimo di luminosità su cui vibra il rosato delle carni. La pelle delle donne di Ingres, viste di schiena, è trasparente. Morbidissima è in realtà ogni cosa: il colore ha una leggerezza estrema. L'artista modificò il dipinto più volte, aggiungendo o togliendo particolari alla composizione. Lo testimonia una fotografia voluta dall’artista stesso, che ritrae la tavola nella sua originaria forma rettangolare. Il pittore decise il taglio circolare –che di fatto simula uno spioncino, scatenando nell’osservatore la componente voyeuristica- per valorizzare la struttura complessiva dell’immagine conferendo vigore alla rotondità delle immagini (E. Castellani). Quest'opera costituisce una sorta di summa delle numerose rappresentazioni femminili realizzate da Ingres nell'arco di quasi sessanta anni. Dalla Bagnante di Valpincon, in primo piano mentre suona la chitarra, alla figura di destra con le braccia dietro la nuca, che riprende uno studio della prima moglie Madelaine Chapelle (1815), fino a una citazione dell'Angelica legata allo scoglio, per finire con un altro nudo ispirato alla seconda moglie Delphine Ramel. In una rassegna senza tempo si offrono qui le donne di Ingres, sue muse ispiratrici. Come in un testamento artistico che fonda il suo ideale di bellezza sul modello raffaellesco della Fornarina.

 

Dimenticavo: questo post è dedicato a cometarossa



di Lori Adragna
visita il blog IL FEMMINILE NELL'ARTE



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