blog@exibart.com
home inaugurazioni calendario speed-news forum annunci concorsi sondaggi commenti pubblicità contatti
Exibart.platform > onpaper mobile bookshop rss radio tv alert newsletter segnala blog
recensioni > roma milano napoli venezia torino toscana vedi le altre 
rubriche > libri architettura design fashion in fumo decibel vedi le altre 
e-mail    password password persa? registrati ora!


INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'ILLUSTRAZIONE'
 
“K i d n e y W e l l n e s s”, le nuove copertine del Giornale di Nefrologia per parlare di arte e funzione etico-estetica

Kidney Wellness
copertina d'autore di E. Genesio e D. Manassero per il Giornale Italiano di Nefrologia

Mi piace quando l’arte ha una funzione etico-estetica. Quando il fattore estetico è veicolo conscio o inconscio di un valore che ha un effetto sull'esperienza. “In un’esperienza, cose ed eventi che appartengono al mondo fisico e sociale, vengono trasformati in virtù del contesto umano in cui entrano, mentre la creatura vivente muta e si sviluppa in virtù del suo rapporto con cose che prima le erano esterne”. Estrapolate dal testo "Arte come esperienza" di John Dewey, queste parole potrebbero esser condivise da professionisti di discipline lontane dall'estetica, professionisti che si rapportano ogni giorno con le persone e il loro bisogno d’aiuto in questo mondo. Insegnanti, medici, psicoterapeuti… incontrano quotidianamente persone che desiderano portare i dati di fatto ad uno stato di armonioso equilibrio.
Dewey è illuminante quando afferma che l’estetica è uno dei veicoli per trasformare questi dati in coscienza sensibile: “l’aspetto che contraddistingue in modo peculiare l’esperienza estetica è esattamente il fatto che in essa non esiste una tale distinzione tra sé e oggetto, poiché essa è estetica nella misura in cui organismo e ambiente cooperano per istituire un’esperienza ove entrambi sono così pienamente integrati che ciascuno di loro scompare”. È un concetto vicino al pensiero yogico (e, in generale, alle discipline olistiche), in cui ogni dettaglio dell’esistenza è una cellula in un sistema interconnesso. Ed è un pensiero che porta coloro che agiscono in questa direzione a scoprire nell'arte il luogo in cui qualità e significato si vivificano a vicenda: “l’opera d’arte è così palesemente sensoriale e tuttavia contiene una tale ricchezza di significato da venire intesa come un annullamento di questa separazione e come un diventare corpo attraverso il senso della struttura logica dell’universo”. 
Il nuovo progetto che porto avanti con l’architetto e designer Danilo Manassero in collaborazione con la Società Italiana di Nefrologia (SIN) è fondato su queste basi. 
Progetteremo una copertina d’autore per ogni numero bimensile della rivista online della Società scientifica, il Giornale Italiano Nefrologia (GIN), completamente rinnovato dal 2013, attraverso la collaborazione di giovani designers, fotografi, illustratori, grafici, ecc. selezionati all’interno del bacino dello Ied di Torino, nell'intento di camminare “nell'incontro tra mente e universo”, in un’avventura che Dewey definisce “immaginazione” e “rivelazione”, non in senso mistico, ma come “espansione dell’esperienza”.
A far da apripista, nel primo numero comparirà un nostro progetto grafico, alcune mie chine incastonate in un lettering di Danilo Manassero, di cui pubblico qui l’anteprima. Tra qualche giorno il link alla rivista rinnovata.

Le citazioni sono tratte da J. Dewey, Arte come esperienza, Palermo, Aesthetica edizioni, 2007; capitolo L'apporto umano, pp. 243-264.




di emanuela genesio
visita il blog andando

 
Mario Mirko Vucetich; poliedrico artista del '900

Mario Mirko Vucetich

Mirko Vucetich, nato da Giovanni e Francesca Cappelli il 9 gennaio del 1898 a Bologna, dove il padre era un funzionario delle Ferrovie, compì i suoi studi in quella città e successivamente a Napoli, in seguito al trasferimento del capofamiglia per motivi di lavoro nella città partenopea; qui nel 1917, conseguì presso l’Accademia di Belle Arti il titolo di Professore di Disegno architettonico.

Nel giugno del 1919 fu assunto come architetto presso il Comune di Gorizia e in quella città si accostò al Futurismo: nell’ottobre del 1919 infatti insieme a Pocarini costituisce il “Movimento futurista giuliano”, il cui manifesto programmatico fu pubblicato ne “L’Eco dell’Isonzo (11-10 19) e in “Roma futurista” (19-10-19).

Nel 1920 infatti fu trasferito con la stessa qualifica di architetto al Ministero Terre Liberate, con sede a Vittorio Veneto, ma nel 1921, in seguito allo scioglimento del Ministero, inizia la libera professione a Bologna e Venezia e poi a Roma, dove si trasferisce nel 1922.

Nella capitale, nel 1923, risulta vincitore tra i concorrenti dell’Emilia del Pensionato Art. Naz. nel ramo Decorazione, nel 1925 nel ramo Architettura. Costruzioni da lui progettate in questi anni vengono realizzate a Bologna , Venezia e a Riccione, dove gli innovativi caratteri compositivi adottati per villa Antolini fanno di questo edificio un esemplare di pregevole qualità architettonica, che spicca nel confronto con le costruzioni coeve della località.

Nel 1928, dopo aver vinto il concorso Curlandesi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna sul tema “Padiglione per Mostra Coloniale”.

Nel maggio del 1929 si trasferisce in America del Nord e risiede a New York, dove svolse attività di scultore, arredatore, architetto, scenografo: nel 1930 come aiuto regista e direttore all’allestimento collabora con Henry Dreyfuss al Forhtysecond Street Theatre, nel 1931 svolge le stesse mansioni al Roxy Theatre; sue sculture sono al Museum di Brooklin e in collezioni private. Sempre nella cittadina divenne caro amico del noto illustratore Alberto Vargas con in quale affrescò una casa di bordelli.

Nel 1932 ritorna in Italia e si stabilisce a Roma, dove continua la sua multiforme attività: partecipa talora come attore, altre come scenografo, costumista o regista a un centinaio di spettacoli allestiti dalle migliori compagnie dell’epoca. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale lascia il suo studio romano di Valle Giulia e si reca a Siena, dove lavora per l’Accademia Chigiana: al conte Chigi Serafini, suo amico, aveva promesso un San Francesco e un San Bernardino più grande del vero; realizzò le due statue per la chiesa di San Francesco e la basilica dell’Osservanza. Avendo perso nel frattempo, per cavilli giuridici, lo studio di Roma, si reca a Vicenza, dove appoggiandosi ad alcuni amici, può attendere che le acque della pace si distendano, per poi diventare vicentino d’elezione, visto che a Vicenza fissa la sua dimora.

L’interesse di Vucetich per la storia e l’impegno a tenerne vivo l’insegnamento, da spirito libero, non iscritto a nessun partito, ma da uomo mite e generoso sono testimoniati anche dalla sua attività di scrittore; è del 1968 infatti la poesia “De profundis di Buchenwald”, che nel sottotitolo contiene la dedica “agli ex internati e a sei milioni di ebrei”.

Il vulcanico artista ha spaziato nei suoi interessi artistici proprio a 365°: è stato infatti anche pubblicista, iscritto all’ordine dei giornalisti dal 1950 e collaboratore di vari giornali, poeta e traduttore dal francese (antico e moderno) per la Rizzoli, dallo spagnolo e dall’inglese, critico oltre che autore teatrale.

Nel 1954 ha ideato, scrivendo anche il testo teatrale, La partita a scacchi per la piazza medievale di Marostica (Vicenza). Anche in quella occasione ha messo in campo tutta la sua creatività artistica e le sue poliedriche competenze: è stato figurinista, fabbro per le armi, musicante, oltre che regista e coreografo, riuscendo a dare una straordinaria fisionomia a uno spettacolo composito, che era insieme commedia e torneo. D’altra parte la geniale versatilità dell’artista è emersa anche in altre occasioni, come quando, per esempio, ha saputo coniugarsi con l’ ingegno multiforme, fantasioso e grottesco, della penna di C. E. Gadda, di cui, nel 1952, ha illustrato con 25 xilografie il volume Il primo libro delle favole.

Quando l’artista muore a Vicenza, il 6 marzo 1975, molti riconoscimenti nei diversi ambiti in cui si è messo alla prova hanno già scandito le tappe del suo percorso artistico.



Chi avesse notizie può inviare una mail a info@andreaspeziali.it



di Andrea Speziali
visita il blog IL NOTIZIARIO DI ANDREA SPEZIALI

 
Che cos’è una finestra?


Un elemento architettonico che consente un’apertura verso l’esterno, uno spazio vuoto, uno strumento proiettivo e protettivo che può consentire la visibilità, permettendo anche l’entrata dell’aria e della luce.

 

Nel tema dell’arte come strumento efficace di comunicazione, di conoscenza e formazione del Sé si parla del linguaggio artistico considerato come una “finestra sul mondo”, interno ed esterno, capace di cogliere e rappresentare gli aspetti importanti di ognuno.

 

Una pittrice e una scrittrice si sono incontrate e hanno creato alcune piccole finestre.

Finestre come storie, fatte di parole e di colori, di forme e di rime, di immagini e ritmi; finestre che – proprio come i libri migliori – fanno bene a chi le apre: finestre curative.

 

Finestre curative 

 

Lauraballa

 

Sara Marconi

 

 



di Giuseppe Carrubba
visita il blog MOUNTAINS O' THINGS

scritto 29/03/2009 0.27.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: finestre curative lauraballa sara marconi pittura illustrazione letteratura
 
Lauraballa


Lauraballa è pittrice e illustratrice. Il suo mondo incantato è fatto di pezzi di specchio, colori, disegni e pupazzi, riflette giochi linguistici di significato e mescola poesia, emozioni e frammenti di realtà trasfiguarata. Alter ego dell’artista sono i suoi soggetti iconografici e i personaggi nati dall’incontro del fantastico con il naturale e con la cultura che ci circonda, per dare un pensiero positivo alla mente, secondo una concezione ecologica e pacifica.

 

Decorazione e figure ci introducono in un universo popolato di gatti, pesci, pianeti, passerotti, oggetti quotidiani come tavoli e sedie ed affermano altri punti di vista, diversi e molteplici.

Un mondo dove un bambino di nome “francesco” riflette sul pianeta “terra” e sulle possibilità per migliorarlo e  dove i “pu-pazzi” e i personaggi delle fiabe, rivisti da altre angolazioni, introducono una forma di bellezza anticonvenzionale dove anche la diversità è normale.

 

L’arte di Lauraballa va contro le logiche dell’apparenza e si rivela sovversiva nella sua maniera disincantata di dare dignità e normalità alle piccole cose e ai sentimenti delle persone; in questo senso non ha pregiudizi perché è un’arte libera che va oltre l’identità di genere e i condizionamenti sociali.

 

L’artista espone sia in posti istituzionali che in spazi pubblici perché desidera che la sua arte si diffonda e viva il più possibile nella vita quotidiana, perché solo attraverso l’esperienza può assumere molteplici significati.

 

L’universo dei segni e delle figure dell’artista è quello surrealista della fiaba e della narrazione, animato da sogni, paure e desideri, individuali e collettivi.

Queste figure nascondono sempre un altrove apparente, legittimato dal racconto intelligibile ai bambini, ma che vuole parlare al cuore e alla mente degli adulti.

 

 

Links

 

Chi Es?

 

Sito dell'artista

 

Exibart - pagina personale

 

Illustratori - In Fiaba

 

Blog - Cose di Lauraballa!



di Giuseppe Carrubba
visita il blog MOUNTAINS O' THINGS

scritto 20/09/2007 20.46.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: lauraballa fiaba illustrazione pittura
 
L'illustratore ufficiale del Nuovo Mondo al British Museum

Sognando le immagini del primo pianeta simile alla Terra scoperto qualche settimana fa che forse un giorno ci arriveranno, chi si trova a Londra può visitare la mostra, in corso al British Museum, A New World: England's first view of America e immaginarsi lo stupore e la meraviglia che devono aver provato gli Europei della fine del XVI secolo nel vedere i primi disegni della flora, della fauna e soprattutto degli abitanti del continente americano.

Si tratta di più di 70 acquerelli realizzati da John White tra il 1585 e il 1590 durante la sua permanenza nelle prime colonie inglesi della Virginia.

www.thebritishmuseum.ac.uk/anewworld/

di Maria Teresa Amore
visita il blog ARTE e SCIENZA



messaggi trovati: 5
 






     Exibart.
   Pubblicazione iscritta nel registro della stampa del Tribunale di Firenze con il n. 5069/01.
   Direttore Responsabile: Matteo Bergamini
   Direttore Editoriale: Cesare Biasini Selvaggi
   Direttore Commerciale: Federico Pazzagli - fax: 06/89280543
   Amministrazione: amministrazione@exibart.com -fax: 06/89280277