Ma ditemi un po' voi, è mai possibile che la stessa casa editrice che pubblica un libro in traduzione debba macchiarsi dell'orribile delitto di spoileraggio? Vabbene che
Mickey Spillane lo si legge non tanto per la trama ma per mille altri piccoli e grandi motivi - anche perché spesso non è che siano così complesse, le trame dico -, però mica è giusto che
The Twisted Thing (1966) diventi
Piccolo mostro (2000 nella collana
Elefanti di Garzanti). E che un bambino sia coinvolto in una serie di delitti, e che paia una vittima, e che invece...
Come ho già avuto modo di segnalare in altri post dedicati a Spillane, la sua attenzione per l'interior design pare una costante: ""Il salotto era ultramoderno. Le sedie e il divano sembravano sogni surrealisti di quadrati e di angoli. Persino il taovlino da caffè era in bilico su due minuscole piramidi che servivano da gambe. Due ninfe boscherecce in cornice sembravano infreddolite, nude com'erano contro l'azzurro gelido delle pareti" (p. 31). E ancora, con quel suo tipico tono
politically uncorrect (in questo romanzo c'è un'omofobia spaventosa): "Questa aveva le gambe storte come un tavolino rococò" (p. 144).
Venendo all'arte propriamente detta, una riflessione su quel che Nancy chiamerebbe "
le regard du portrait": "Le loro facce erano come quelle che ti fissano dalle pareti di certi musei: severe, ostili, in attesa" (p. 68); e una metafora immaginifica, non di quelle banali che spesso si leggono: "Era come tentare di fare un affresco con un caleidoscopio" (p. 105).
Intanto rilancio l'appello: ripubblicate i romanzi di Mickey!!!