Avevo giurato a me stessa che per un po' non avrei più scritto post su Silviagra, e infatti sono quasi 5 giorni che non pubblico una ceppa. Questo fa capire il grado di indignazione che provo in questo periodo, soprattutto ora che si è messo n testa - oltre al risultato di una ricerca a cui il suo governo vuole tagliare le gambe, come ben gli hano fatto notare - pure di dettare le regole di Internet. Così mi sono detta: per uscire dal guado qualsiasi scempiaggine va bene. E allora beccatevi 'sto post sulle
valediction, termine inglese per indicare i saluti finali delle lettere. Ora, gli inglesi non solo gli hanno dato un nome, a 'sta cosa, ma ne hanno fatto
una mezza specie di scienza. In effetti è un problema che, in alcuni casi, si sente. Io a volte quando mando le mail mi scervello, più che sul contenuto, sul finale: un abbraccio? Uhm, questa l'ho già detta... Un caro saluto? Sì, ma caro... troppo confidenziale. Tante cose non si usa più - sembrerei mia nonna - e ossequi è troppo distaccato. Urgh! Qualcuno neghi, se ha il coraggio, di essersi trovato più di una volta in questa situazione. E non è la sola. Per esempio, anche le lettere di accompagnamento del curriculum: in attesa di un suo cordiale riscontro, i miei più distinti saluti... terribile. Ora, se per le
valediction "mordi e fuggi" , diciamo così, ancora non ho trovato una soluzione definitiva, per quanto riguarda la lettera di presentazione delle
application, devo dire che ne ho ricavata una formuletta che mi soddisfa molto e di cui voglio rendere partecipi anche voi, miei beneamati lettori, augurandomi che possa tornarvi un giorno utile. Copiate e incollate, dunque, aggiungendo le informazioni personali (e mi raccomando, niente maiuscole!):
"Non ostante sia coinvolta/o in questo momento in..., sarei tuttavia lieta/o di ricevere una vostra/sua comunicazione ai fini di un colloquio, così da poter approfondire la reciproca conoscenza.
Colgo intanto l'occasione per porvi/le i miei più cordiali saluti.
Nome Cognome"
Ad maiora.