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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'NATURA'
 
Il mistero del villino Moretti a Cesenatico

Cartolina villa Faedi Moretti, Cesenatico

La mia indagine sul villino Faedi Moretti di Cesenatico, di cui parlerò, nasce per pura casualità. E’ la fine del 2010 quando passo a trovare Tino Maestri, uno tra i più  grandi collezionisti di cartoline storiche su Riccione. Come tutti gli anni la sua tipografia regala ai clienti un calendario illustrato con immagini del passato. Tra le foto del calendario è riportata la cartolina di un interessante villino in puro stile Liberty e, osservandola, mi sono detto come abbia potuto trascurare una testimonianza simile, nel pubblicare il mio libro ‘’Una Stagione del Liberty a Riccione’, Maggioli Ed.
Però ero certo che qualcosa non quadrava: dopo tanti anni di ricerche sull’architettura e la storia di Riccione, un villino così decorato risultava difficilmente collocabile.
Tino mi disse di essere certo del fatto che quell’edificio si fosse trovato  a Riccione, perché sul retro, nella data, veniva fatto il nome della nostra cittadina. Dalle mie ricerche, però, ho anche imparato che in diversi casi le scritte sul retro, come l’indicazione della città o della tipografia non sono attendibili; quindi, conoscendo la serietà e la correttezza di Tino, ho sentito che si doveva approfondire l’argomento.
Facendo mente locale e analizzando l’entroterra dal punto di vista architettonico, mi sono convinto che il villino non poteva essere assolutamente a Riccione, per via dello stile troppo decorato e perché sicuramente i riccionesi storici se lo sarebbero ricordato. Iniziate le ricerche, sfogliando libri sulla riviera adriatica, casualmente sono capitato in un volume di Ferruccio Farina,‘’Saluti dal Mare’’ Maggioli Ed., dove ho notato una cartolina panoramica dei primi anni del ‘900 raffigurante il villino in questione. Con mia sorpresa ho scoperto che la cartolina riproduceva uno scorcio di Cesenatico.
In pochi giorni sono riuscito a risalire al villino con l’aiuto dello storico Davide Gnola del Museo della Marineria di Cesenatico, rimasto sorpreso dal fatto che tra le diverse cartoline sul villino Faedi Moretti, provenienti dall’archivio Nanni e dal fondo Amilcare Zavatti, quella di Tino non fosse nota a nessuno.
Purtroppo a Cesenatico nessuno si è occupato dei villini dei primi del ‘900 esistenti nella cittadina.  Intendo perciò iniziare le ricerche sull’argomento, per poi concludere il lavoro con una pubblicazione che metta in evidenza un campo finora inesplorato.

Al primo avvio delle ricerche, però, nel tentativo di scoprire chi sia stato l’architetto del villino Faedi, una comunicazione di Nicola Giannelli sul materiale in archivio mi ha gelato: a causa della guerra l’archivio comunale è andato distrutto, sono perciò consultabili solo le delibere conservate presso la biblioteca con qualche planimetria schematica. E’una situazione analoga a quella del Villino Ruggeri a Pesaro, per il quale Luisa Fontebuoni non trovò planimetrie ma riuscì a fare un rilievo del villino tuttora esistenza. Purtroppo, nel mio caso, non è possibile fare ricerche più approfondite in quanto non esistono né il villino né le sue planimetrie, però posso tracciare una pianta planimetrica dell’abitazione grazie alle diverse cartoline che ne restano.
Per il poco materiale che ho trovato, il villino era ubicato in Viale del Lido, nella zona che oggi corrisponde all’incirca all’incrocio fra viale Carducci e viale A. Garibaldi. La dimora è andata probabilmente distrutta prima della fine della seconda Guerra Mondiale. Il villino nacque come residenza privata, destinata alla villeggiatura estiva, e in un secondo momento fu adibita a ristorante, il ‘’Diana’’.
A giudicare dalla sinuosità delle linee curve, il villino venne fabbricato tra il 1903 e il 1905. Tra i pochi villini rimasti in zona e quelli immortalati nelle cartoline, a mio parere il villino Faedi Moretti era l’unico in puro stile Liberty della zona.

L’architetto del villino sicuramente non era del luogo, ma doveva avere una certa fama, almeno pari alla sua abilità, rivelata dalle belle immagini dell’edificio. Anche dalle ricerche condotte da Giannelli non risultano villini di un’impronta così decorata e raffinata,come quella che troviamo nel villino Faedi Moretti. Indagando invece sui committenti, sicuramente di alto ceto sociale, si sono travati alcuni documenti che attestano l’esistenza di villa Faedi Moretti a Cesenatico, riportati nel Carteggio di Marino Moretti e Aldo Palazzeschi.

Da quanto riportato da Giorgio Calisesi  in “Il canale, il mare, un paese: per i 700 anni di Cesenatico’’, Il Ponte Vecchio, Cesena 2002, la villa era di proprietà della Ditta ‘’Faedi&Moretti’.’
Mentre Valentina Orioli con la pubblicazione ‘’Il Cesenatico: turismo e città balneare fra Otto e Novecento’’, ci indica che la Ditta ‘’Faedi&Moretti’’ aveva a che fare con il commercio marittimo. Con quest’ultima nota si arriva a sapere il perché della costruzione del villino. I proprietari della villa avevano rapporti commerciali con Cesenatico. Cesenatico è una città che dalla fine dell’Ottocento ai primi 20-30 anni del Novecento iniziava a ospitare tra i 270/280 villini, oggi  rimangono circa un terzo di quelle ville. Il boom si ebbe intorno al 1900 e il 1912. Iniziarono a costruire lungo viale Anita Garibaldi, dove si ergeva il villino Faedi Moretti, avvicinandosi poi allo stabilimento balneare e andando a saturare le zone limitrofe. Già nel 1908 si era superato il limite di estensione di viale Roma. Per dar spazio ad altri villini il Comune nel 1910 acquistò dal Demanio un’ampia fascia di arenile: dal molo di Levante fino a via Zara. Allo scoppio della grande guerra  ci fu una battuta d’arresto e si riprese negli anni Venti. Purché si costruisse, venne regalata terra a tutti, una sorta di ‘’corsa alla frontiera marina’’. E’ il 1904 quando Paolo Corelli, sindaco di Cesenatico, fece pubblicare un opuscolo con indicate le norme generali per poter ottenere gratuitamente aree fabbricabili. Si richiese di sfalsare le costruzioni per rendere possibile la vista al mare e allo scopo si fecero viottoli di collegamento individuabili ancor oggi. Per lo sviluppo balneare della città di Cesenatico fu fondamentale il ruolo di Ferruccio Fabbri, che assieme al padre gestiva una fornace di mattoni nella medesima città, coi quali edificava i villini a mare. Riguardo alle caratteristiche dei villini, il Comune fornì indicazioni tipologiche. Si espressero principalmente secondo i canoni, i gusti e le mode del tempo. La tipologia dei villini è essenzialmente riconducibile a quattro categorie: villino con la torre, a pianta quadrata, a pianta a L, di forma libera. Per la decorazione ci si ispirava a stilemi classici o alla Secessione Viennese e il villino Moretti ha  evidenti richiami a quest’ultima. Basta confrontare il villino con architetture di Joseph Maria Olbrich (es. la casa Gluckert a Darmstadt), opere di Henry van de Velde, Paul Hankar o Victor Horta, per notare la somiglianza delle decorazioni attorno alle finestre del villino in questione con quelle che si vedono alla casa Tassel a Bruxelles.

E’ stupefacente notare in alcuni edifici l’uso di tipologie ispirate anche a chalet di montagna, con tetti aguzzi e decorazioni lignee, e anche ciò si può riconoscere nel cornicione in legno del tetto tutto decorato del villino Faedi Moretti.



di Andrea Speziali
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scritto 21/02/2011 14.30.47 | permalink | commenta | lista commenti (1) | invia il post ad un amico | parole chiave: cesenatico una stagione del liberty a riccione liberty art nouveau art adn craft belle epoque ristorante diana andrea speziali nicola giannelli comune di cesenatico bagno marconi cooperativa esercenti stabilimenti balneari davide gnola nivardo panzavolta roberto poni irma rossi loris presepi dino golinucci walter rocchi emanuela pedulli turismo turistismo porto citta stazione balneare arte architettura stile epoca balneare balneazione città villeggiante villeggianti villeggiatura casina villa villino villetta parco giardino recinzione natura prato verde alberi ristorante linea curva secessione viennese stile decorazione bassorilievo ferro battuto planimetria prospetto cartolina turismo balneare costa riviera romagnloa romagna bagno bagno stabilimento stabilimento dei bagni libri libri da spiaggia lettura lettere letteratura cartoline foto archivio fotografico esca perchereccio barca reti marinai marineria pirati tourism tourism port city seaside resort art architecture style age bathing bathing city holiday-maker vacationers holiday cottage villa house chalet park garden enclosure nature lawn green trees restaurant curved line viennese secession style decoration bas-relief wrought iron planimetry prospectus postcard beach tourism coast riviera romagnloa romagna bathroom bathroom establishment establishment of bathrooms books beach books reading letters literature postcards photos photo archive bait perchereccio boat networks sailors navy pirates tourismus tourismus hafen city seebad kunst architektur stil alter baden baden stadt urlauber urlauber urlaub ferienhaus villa haus villa park garten gehäuse natur rasen green bäume restaurant gekrümmte linie wiener secession stil dekoration basrelief schmiedeeisen planimetrie prospekt postkarte beach tourismus küste riviera romagnloa romagna bad bad einrichtung einrichtung von bädern bücher strand bücher lesung briefe literatur postkarten fotos foto archiv köder perchereccio boot netzwerke segler marine piraten casa moretti marino moretti poeta moretti cesenatico scrittore moretti
 
Koch Michael, ''Meisterwerke Des Jugendstils'' Aus Dem Bayerischen Nationalmuseum, Arnoldsche


Si tratta di uno tra gli ultimi ''capolavori'' della casa editrice <Arnoldsche> in cui Michael Koch in 280 pagine e con oltre 150 fotografie ci fa ''rivivere'' uno degli stili più decorati e affascinanti della storia dell'arte: l'Art Nouveau.
Si tratta di una grande collezione di capolavori raffinati: dal vetro di Emile Gallé, Daum Frères alle opere di Louis Comfort Tiffany, i prodotti delle fabbriche di porcellana del famoso Rozenburg, Copenhagen, Nymphenburg e Meissen, oltre ai prodotti molto decorati come i pettini ed altri elementi stravaganti di gioiellieri parigini come René Lalique, ai mobili progettati singolarmente da Endell, Richard Riemerschmid e Henry van de Velde che hanno caratterizzato la corrente d'arte dell '900 conosciuta come Art Nouveau in Francia, Jugendstil in Germania e Liberty in Italia.
Questo libro, corredato di belle fotografie, è uno delle ultime pubblicazioni su questo stile, ricco di nuovi soggetti, come lampade, vasi, gioielli e piastrelle, utile per architetti e studiosi che vogliono arricchire la conoscenza di quest'arte nata alla fine dell'800.
L'autore ha riservato anche una legenda fotografica di marchi e loghi di case produttrici, utile a ricercatori e catalogatori per scovare l'origine di antichi manufatti di quel periodo dati per sconosciuti.




Dettagli:
280 pages
24 x 28 cm
Hardcover with dust jacket.
Text in German
USD 85.00 | GBP 45.00
978-3-89790-333-3



Artists and firms (a selection): Charles Robert Ashbee | Peter Behrens | Hans Christiansen | Wilhelm Lucas von Cranach | Pierre Adrien Dalpayrat | Daum Frères Verreries de Nancy | Christopher Dresser | August Endell | Lucien Gaillard | Emile Gallé | Léopold Gautrait | Archibald Knox | Max Laeuger | René Lalique | Johann Lötz Witwe, Klostermühle bei Unterreichenstein/West Bohemia | Clément Massier | Koloman Mose | Hermann Obrist | Bernhard Pankok | Bruno Paul | Michael Powolny | Richard Riemerschmid | Rörstrand Aktie Bolag, Stockholm | François Eugène Rousseau | Franz von Stuck | Louis Comfort Tiffany | Henry van de Velde | Vereinigte Werkstätten für Kunst im Handwerk, Munich | Heinrich Vogeler | Josef Wackerle | Philippe Wolfers


di Andrea Speziali
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natura estetica

Orte, Cava di Bauxite

"La natura fatta oggetto dalla scienza della natura non si dà nell'esperienza umana e quindi nell'esperienza sensibile, ma sempre per qualche apparato tecnologico, in un contesto strumentale e sperimentale. La problematica ecologica s'interessa invece proprio della natura nella misura in cui essa concerne direttamente l'uomo e per il modo in cui lo coinvolge sul piano affettivo e del corpo-proprio, vale a dire della natura nel suo darsi sensibilmente", G. Böhme Atmosfere, estasi, messe in scena. L'estetica come teoria generale della percezione, Christian Marinotti Edizioni, 2010

Quando alla natura si accede esteticamente, il guidizio non fa differenza tra la mente e il corpo. E' una condizione di grazia. Ci sono alcuni luoghi che paiono nati apposta. Come la cava di Bauxite di Orte, a qualche chilometro da Otranto. Dove photoshop non serve.



di emanuela genesio
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Una mostra sulle cartoline di Riccione


A Riccione, presso la ''Vetrina di viale Gramsci'', dal 20 novembre 2010 al 28 settembre 2011 vi è la mostra ''Riccione in cartolina'' a cura di Andrea Speziali.

Chi ha avuto per qualsiasi motivo occasione di fermarsi a Riccione non può non aver notato passeggiando per le vie della città quell'accattivante gusto retrò che si respira. Vi è un periodo storico che più di altri ha caratterizzato lo sviluppo della città lasciando testimonianze del passaggio di un vento liberty nell'architettura degli edifici. Un bel libro pubblicato da un giovane autore del luogo (''Una Stagione del Liberty a Riccione'' di Andrea Speziali - edizioni Maggioli) offre una precisa descrizione di questo passaggio e della positiva influenza artistica che ha avuto in questa città la presenza del poliedrico e geniale architetto Mario Mirko Vucetich. Lo sguardo del collezionista troverà tra le pagine un'ampia raccolta di cartoline che da sole raccontano più delle parole la trasformazione di un paese che sa e vuole vivere il suo tempo. La creazione di nuovi edifici diverranno luoghi di aggregazione e cultura e le molte piccole costruzioni “villini”che fanno bella mostra di sé sulle cartoline, creati e utilizzati dalle famiglie benestanti del luogo nel tempo si trasformeranno in accoglienti ed ospitali alberghi.
Attraverso questa mostra si potrà assaporare la Riccione del tempo attraverso le cartoline di proprietà di Andrea Speziali.
Riccione è una località di mare che dalle sue origini è stata capace di anticipare ed interpretare i mutamenti economici, sociali e di costume della società italiana meritandosi l'indiscusso titolo di "cuore" delle vacanze estive. Una piccola realtà che facendo leva sulla dedizione al lavoro dei suoi cittadini (accoglienti ed ospitali con i turisti, testardi ed ostinati a migliorare ed aumentare l'offerta turistica e, soprattutto, grandi amanti del "vivere bene") ha raggiunto la celebrità a livello nazionale ed internazionale; celebrità che, ogni anno, la rende la meta ideale per migliaia di turisti che vogliono vivere la vacanza ognuno secondo il proprio gusto e stile. E' questo un altro segreto del successo di Riccione: essere un luogo accessibile a tutti (famiglie, single, giovani, adulti e anziani, uomini e donne, imprenditori, studenti ed operai), fruibile in diversi modi (di giorno o di notte, in spiaggia o facendo sport, ballando o riposandosi). Ma quello che più caratterizza Riccione è la sua capacità di intercettare le tendenze ed i cambiamenti restando, costantemente, un punto di riferimento. Tutta la sua storia è intessuta da cultura dell'ospitalità, fin dall'inizio del secolo scorso, quando fu il turismo delle famiglie aristocratiche a far emergere la vocazione all'accoglienza dei primi improvvisati operatori. Poi Riccione seppe reinterpretare con professionalità il proprio ruolo di Perla delle vacanze, creando innovazione attraverso il servizio. Oggi Riccione è una delle principali località turistiche della Riviera Romagnola, con numeri di tutto rispetto: circa 150 stabilimenti balneari e 460 alberghi, per una spiaggia di sabbia finissima sulla quale vigilano 41 postazioni di salvataggio. Una località ambita soprattutto dai giovani, per i quali il divertimento non si ferma mai, neppure di notte, ma anche dalle famiglie con bambini al seguito: la tipologia dei fondali e le strutture ricettive alberghiere e balneari sono, infatti, "a misura di bambino", per soggiorni sicuri quanto appaganti. Standard qualitativi ai massimi livelli, anche per andare incontro alle sempre maggiori esigenze dei turisti, tra cui sempre più numerosi quelli stranieri, e non solo tedeschi. Sin dai primi anni del Novecento i riccionesi si erano resi conto che, per rispondere alle crescenti esigenze della frazione, che si era già affermata come centro balneare (Una delle località più affermate e chic d'Italia) e in cui l'urbanizzazione si era sviluppata con più velocità dei servizi, l'unica strada era quella di ottenere il comune autonomo, distaccandosi dal Municipio di Rimini. Infatti la distanza dal centro decisionale e la mancanza di una classe residente, capace di imporre soluzioni e provvedimenti alla municipalità riminese, avevano portato, presto, al disinteresse quasi totale per i problemi della borgata.L'autonomia amministrativa di Riccione si imponeva fortemente per la sistemazione definitiva dei servizi pubblici e per la risoluzione di tutti quei problemi che, se trascurati, avrebbero pregiudicato il promettente incremento di questa frazione. Nel 1905 Sebastiano Amati, Ausonio Franzoni e Felice Pullè, avevano dato vita alla società "Pro-Riccione" che cercava anche di risolvere i problemi contingenti della vita quotidiana, ottenendo maggiori servizi dal Comune di Rimini. Nel 1910 si arrivava a formalizzare ufficialmente questa volontà con una petizione firmata dalla maggioranza dei riccionesi e con la decisione di presentare al Ministero degli Interni l'istanza per la costituzione del Comune autonomo. Lo scoppio della prima guerra mondiale e il terribile terremoto del 1916 arrestano lo sviluppo di Riccione e il suo percorso verso l'autonomia. La guerra aveva lasciato l'Italia in condizioni disastrose: disoccupazioni e crisi economica ovunque, inoltre aveva diviso gli italiani tra interventisti e neutralisti e lasciato strascichi di insoddisfazione per i suo esiti. Fu la Giunta socialista Clari a varare gli adempimenti formali per l'autonomia riccionese. Il sindaco socialista riminese il 6 aprile del 1921 riconosceva legittime le aspirazioni autonomistiche di Riccione. Successivamente il consiglio comunale approvava finalmente, all'unanimità, l'autonomia riccionese.L'autonomia non era del resto più rinviabile perché la comunità di Riccione aveva raggiunto indubbiamente il grado di maturità necessario per gestire la propria azienda amministrativa e finanziaria, senza dimenticare che la domanda di autonomia rispondeva già da tempo alle condizioni richieste dalla legge per la costituzione del Comune. Si erano sviluppate l'industria dalla pesca e quella edilizia, le attività commerciali e artigianali, ma soprattutto, la nascente industria turistica già nel primo dopoguerra, a fronte di ventimila presenze, si rivelava come il centro propulsore dell'economia locale. Il 22 ottobre 1922 viene emesso il decreto ministeriale che sancisce appunto l'autonomia di Riccione. Dunque la raggiunta autonomia riccionese veniva decretata dal Commissario prefettizio dopo le dimissioni del sindaco socialista. In quell'anno Mirko Vucetich progettò il Villino Lampo per la sua famiglia


Catalogo:
''A. Speziali, Una Stagione del Liberty a Riccione, Maggioli editore, Santarcangelo 2010''

Tratto dalle news di www.riccioneinvilla.it


di Andrea Speziali
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Un giovane artista in ascesa


A Fighille il 2 e 3 ottobre si è tenuta una mostra internazionale di pittura a cui Andrea Speziali ha partecipato con due quadri: ''Hommage a Fontana'' (70x80 cm, colla e tempera) e ''Hommage a San Valentino'' (50x70 cm, gesso), la giuria ha voluto riconoscere le due opere in quanto ritenute di particolare interesse e di spiccata creattività.

Un seguito a questa mostra in nostro giovane artista e studioso è stato contattato dalla Galleria Artequadri di padova che gli ha offerto di partecipare alla fiera internazionale ''Affordable Art Fair'' di Amsterdam dal 27 al 31 ottobre 2010 /visitatori presenti all'edizione del 2009 sono stati più di 15.000). La AAF è nota anche per avere sponsor, media e partners importanti come la casa d'aste Christie's, la location è a Gashouder, Cultuurpark Westergasfabriek, Klonne plein 1.

Andrea parteciperà alla fiera con diverse sculture, tra le quali il ''Kaken'', terracotta di h.45 cm e base 24x26 cm.

AAF è oggi diventata un fenomeno globale con fiere che hanno luogo ad Amsterdam, Bruxelles, Bristol, parigi e New York, con eventi affiliati a Sydney e Melburne, e nel febbraio 2011 anche a Milano (dove Speziali parteciperà con l'opera ''totem Riccione'', scultura realizzata con pregiati gessi (l'alabastrino e il dentistico) di h. 170 e raggio 30).

Ci piace far sapere a chi legge queste nostre pagine che l'autore è anche una vera promessa dell'arte, che neio prossimi mesi ha in programma mostre e fiere internazionali dal Giappone a Dubai.


(La Voce di Romagna)


di Andrea Speziali
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