Afa primaverile. Una contraddizione in termini. Sul pavimento melmoso, sui liquami, sui travertini accarezzati dal tevere, sugli argini spioventi, sulle alghe, sulle reti dei recinti, e sui rami, restano attaccati oggetti portati dalle piene. Si intrattengono gli odori, si scambiano favori. Un rottame, bottiglie, stracci... Oggetti dell'uso quotidiano, che evocano ricordi sopiti. Affiorano dalla melma vischiosa della memoria sprazzi di vita, persone, momenti, cicatrici dell'anima...
Nell'acqua uccelli tranquilli nuotano, finti amici remano, chiatte clienti aspettano, avvolti nella stessa corrente, alcuni dal moto altri dai legami. Occorre convivere col fiume, accettare i suoi regali, e far finta di niente per gli ospiti indesiderati che tenacemente si avvolgono al timone della tua barca.
E' la melma della vita che ti si attacca addosso, e' la malinconia dei fiumaroli, e' il fango sui ragazzini di pasolini, e' il caldo appiccicaticcio e malsano, e' walter chiari con la magnani, e' il ponte di ferro, e' il tevere.
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