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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'OOLONG TAIWAN'
 
L'assenza dell'Italia alla fiera del Cibo di ShangHai, SIAL 2011.

Stand ICE al SIAL 2011 SHANGHAI

Arrivo a Shanghai il 18 maggio 2011 e il ritardo del volo interno Shenzhen-Shanghai non mi
permette di andare subito al SIAL 2011. Durante il viaggio in metro' dall'aeroporto all'albergo incontro Jackie, signora inglese che e' qui per una ricerca su frutta cinese da esportazione.
Io sono qui per prendere contatti con distributori cinesi di alimenti vari, sopratutto biscotti,
olio, vini, marmellate.
Ci siamo simpatici e conversando scopriamo di avere qualche passione e hobby in comune, cosi ci diamo appuntamento per l'indomani in fiera, per un pranzo insieme.
I padiglioni dedicati al SIAL sono 4 e leggendo le statistiche delle passate edizioni si evince
subito il crescente interesse per questa fiera e i volti speranzosi e soddisfatti degli operatori
commerciali ne testimoniano importanza e vitalita'.
Al padiglione 7 sono colpito dalla vasta e ben organizzata presenza della Korea del Sud, dallo stand Taiwanese dedicato al te' verde Oolong, e piu' avanti rimango sorpreso dallo stand della Tunisia, tutto concentrato sull'olio di oliva, con tanto di Chef che prepara manicaretti. Questo stand e' suddiviso in molte parti, ognuna presidiata da un brand. Organizzatissimo.
Girovagando vedro' l'olio ben presentato e spinto dagli stand nazionali di Grecia, Spagna,
Ecuador. Al padiglione 6 la corazzata USA spinge i suoi prodotti (prugne e vini della California, ciliegie, frutta secca, carni, caffe' dal Portorico...).
Poi arrivo al quinto padiglione. Se si alza lo sguardo si legge Francia e Spagna dappertutto.

All'improvviso vedo il declino dell'Italia.

Una serie di 12 stand, semivuoti, senza un progetto coerente di marketing o di presentazione.
Stand anonimi e quasi sgraziati, capitanati da uno stand dell'ICE dove ci sono tre bandiere, un tavolo, quattro sedie e assolutamente vuoto. Neanche una standista. Nessuno, per ore. E questo anche l'indomani, quando ripassero' per masochistica curiosita': lo stand sempre vuoto, vuoto come le parole della politica.
A fianco a noi gli stand dedicati al vino della Francia, del Portogallo e della Spagna sono
brulicanti di persone (questa e' una fiera solo per operatori del settore, non aperta al
pubblico). Al padiglione Italia 2 gatti.
E' avvilente vedere come il Padiglione ufficiale dell'Italia sia cosi pressapochista,
dilettantesco, mi sembra quasi grottesco se si pensi che l'agroalimentare dovrebbe essere uno dei settori di punta del nostro export.
E' questa la metafora di una nazione non piu' tale? Il simbolo di un Paese che non sa piu' agire, ma solo, a volte, parlare? E' il segnale di una sottovalutazione clamorosa del mercato cinese e asiatico?
E' il segno di un'arrogante e cieca fiducia nella parola "Made in Italy", che voila', dovrebbe
bastare ad aprire le porte del mercato asiatico? (che vuoi che sia un padiglione alla fiera del
cibo piu' importante in Cina... venite da noi ad assaggiare i nostri prodotti...)
Sono sgomento, esterefatto. Ho esaurito le parole.
Lo stand della Polonia e' piccolo, originale e ben fatto. La Grecia, con tutti i suoi guai, si
presenta piu' che dignitosamente. La Spagna e' in tutti i punti strategici, il padiglione del vino
e' praticamente in mano alla Francia.
L'Italia, molto semplicemente, non c'e'.
Ringrazio mentalmente l'ICE, le Ambasciate e i Consolati, I ministeri dello Sviluppo Economico, degli Affari Esteri e dell'Agricoltura, tutti i parolai d'Italia, i sottosegretari e tutte le consorterie per questo magnifico risultato, per questa luminosa assenza in un momento cruciale dello sviluppo dei rapporti commerciali con la Cina e l'Asia. Bravi. Bis!


di Marco M Gobbo
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scritto 24/05/2011 9.54.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: sial 2011 sial cina sial shanghai oolong taiwan corea del sud ice cina


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