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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'PECHINO'
 
In viaggio per Pechino


Andrea Speziali parteciperà a Pechino per la 14° Fiera Internazionale di Arte  Moderna e contemporanea.

La manifestazione si svolgerà nel noto ed elegante complesso del World Trade Center, spazio espositivo situato nel cuore degli affari di Pechino, adiacente ai quartieri dell’Ambasciata e palazzi di fama internazionale dove si creano business e opportunità per lo sviluppo economico internazionale.

La manifestazione si svolgerà dal 18 al 22 agosto 2011 e la Federazione Nazionale Artisti avrà il privilegio di occupare lo spazio espositivo più prestigioso della manifestazione ubicato nell’area VIP – Hall 1.



di Andrea Speziali
visita il blog IL NOTIZIARIO DI ANDREA SPEZIALI

scritto 15/08/2011 14.34.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: andrea speziali pechino collettiva arte arte dipinti sculture quadri artisti
 
Cina, SuZhou: Liu QingHe "Time Waves"

Poster "Time Waves" Liu QingHe al True Color Museum

Arrivo a Suzhou, al True Color Museum (www.truecolormuseum.org) in una tarda e calda mattinata, verso le undici circa. L'art director, Jiang Shan, mi aveva promesso “incontri” artistici interessanti, grazie alle due esibizioni in corso. Vi diro' qui del primo incontro, che riguarda un emozionante, ricco e profondo lavoro di Liu Qing He ( 刘清河, nato a TianJin nel 1961, diplomato presso la TianJin Academy of Arts and Crafts, piu' avanti altri diplomi dal Folk Art Department e dal Chinese Painting Department alla Central Academy of Fine Arts, Beijing), uno dei riconosciuti maestri contemporanei della pittura ad inchiostro.

Quello con Liu Qing He e' un reincontro, la prima volta ho conosciuto l'opera e l'uomo a Shenzhen, grazie ad una sua personale, “The Edge of Chaos: Works by Liu Qinghe” organizzata dall' He XiangNing Art Museum di Shenzhen (www.hxnart.com, purtroppo quasi solo in cinese, ma qualche parola in inglese puo' aiutarvi nell'esplorazione del loro sito) dal dicembre 2009 al marzo 2010. Liu QingHe sta, per quello che riguarda l'uso della tecnica della pittura a inchiostro, nel solco della tradizione, con tematiche che guardano pero' alla contemporaneita', alla vita di tutti i giorni. Di quella mostra ricordo immagini intense, di donne dall'espressioni e dalle pose a volte sottese d'erotismo, si, ma dai volti indifferenti, distanti, velati, melanconici... e poi acqua, tante volte appare l'acqua nei suoi lavori, un'acqua scura, poco invitante, un'acqua che mi sembro' giusta metafora di immersione-sparizione oppure emersione-ritorno delle sue figure femminili, o perlomeno cosi' sentii vibrare io le sue opere.

Liu QingHe e' maestro di una tecnica di chiara derivazione XIEYI Hua (letteralmente “XieYi 写意” si puo' tradurre con “fare uno schizzo dei propri pensieri, delle proprie idee”, ovvero quello che noi potremmo definire “disegno, pittura a mano libera“, solitamente questa tecnica e' contrapposta alla cosidetta “GONGBI 工笔” ovvero “meticolosa”, caratterizzata da pennellate finiprecisedettagliate e dettaglianti, la potremmo apparentare al “realismo” e “iper-realismo”; “Hua 画” vuol dire pittura) le sue sono pennellate ampie, vivaci che dipingono soggetti sopratutto femminili che paiono isolati, anche quando raggruppati. Questi appena scritti i mie ricordi di quella mostra. C'erano anche due sue installazioni, a dimostrare che il suo operare si esprime a piu' livelli e con materiali diversi. La sua fama e' crescente e diversi lavori sono gia' in collezioni di diversi musei.

Jiang Shan mi sembra molto coinvolto emotivamente quando parla di quest'ultimo lavoro e non vedo l'ora di poterlo apprezzare.

Come mio solito tralascio la lettura della presentazione del lavoro, appeso fuori da una enorme sala, ed entro, letteralmente, nell'opera il piu' possibile libero da filtri mentali.

L'ampissima sala e' buia, e c'e' all'inizio una struttura illuminata che pare faccia da cornice, da attraversare per entrare. Il limite, il confine: adesso sono nel mondo di Liu QingHe. Dopo un secondo mi rendo conto che sono dentro uno dei suoi dipinti, riesco anche a ricordare quale, ma sono passati troppi mesi, il ricordo e' confuso e non ho memorizzato il nome.

C'e' acqua che gocciola su figure semimmerse, in una acquosa semi oscurita', con poche zone illuminate, alcune fiocamente, altre in maniera piu' decisa. E' un laghetto, quello che ho davanti, e' una delle sue acque oscure, e ci sono figure che emergono o si immergono, altre che si specchiano, sedute di fronte, ai limiti di questa acqua che e' cosi poco invitante, cosi opprimente.

C'e' un ponte davanti a me, con una figura che mi da di spalle, che guarda di fronte, i piedi lambiscono l'acqua. L'atmosfera e' sottilmente carica, drammatica. Alzo lo sguardo, dall'altra parte, in fondo, delle montagne, la luce sfuma abilmente il disegno di questo paesaggio cinese costruito con fili metallici e materiale plastico, costruito come una quinta teatrale, che va all'infinito, questo mi pare un chiaro richiamo alla tradizione... ma contrapposto a cosa?

Cammino e giro intorno al lago, l'installazione e' enorme, l'oscurita' aiuta a sentirsi “dentro” l'opera, fossi un concittadino di Liu Qinghe probabilmente vibrazioni ancora piu' intense risuonerebbero dentro di me. Ecco, un lampo mi attraversa la mente: ho sbagliato, queste figure non sono tristi quanto apatiche, lontane, indifferenti, come nei dipinti.

Si, c'e' come una apatica rassegnazione, e nel loro non comunicare direi anche un' afasia. Cerco di entrare nello spirito di quello che vedo, quello che vedo da una parte e' un paesaggio, paesaggio in cinese si dice 山水(ShanShui) che vuol dire proprio Montagne e Acqua, e qui sono immerso tra acqua e montagne, il richiamo alla tradizione non potrebbe essere piu' forte e chiaro, e in quest'acqua ci sono una ventina di personaggi, forse di piu', la maggior parte femminili, che nuotano, si immergono, stanno ai bordi, con espressioni stranite, ora apprensive, per lo piu' indifferenti, alle volte mi pare di cogliere sguardi adolescenziali, ingenui.

Ora sono dall'altra parte, ho le montagne alle spalle e riguardo verso l'entrata, e la luce che vedevo sono sagome di palazzi immaginari, costruzioni, edifici nuovi, scintillanti, come usano qui in Cina, gli edifici ritenuti piu' belli, piu' moderni, piu' arditi, di notte vengono illuminati da luci che ne seguono i profili. Li' gli edifici nuovi, qui le montagne e l'acqua, in mezzo una piccola folla indifferente e apatica... ma c'e' altro, in mezzo all'acqua ci sono delle rovine, pezzi di costruzioni rotte, edifici distrutti? Torno a girare.

La tradizione (il paesaggio di montagne e acqua), rovine in mezzo ad un'acqua (tradizione) che pare addormentare chi vi entri, di la' i nuovi edifici illuminati, la nuova Cina... siamo a SuZhou, citta' una volta rinomata come la Venezia Cinese (e gemellata con Venezia), con i suoi canali e la sua acqua... la scelta di questa citta' per questa installazione da parte di Liu QingHe e' tutto meno che un caso. SuZhou come altre citta' cinesi sta vivendo una fase convulsa distruttiva-costruttiva, una citta' che come molte altre, e forse ancora piu' che altre, sta vedendo parte del suo passato sparire sotto le ruspe, e sepolto sotto tonnellate di nuovi, scintillanti edifici.

Lo spazio di Liu QingHe pare ricostruire una realta', ma e' una finzione, e' una realta' metaforica oppure una ricostruzione onirica, uno spazio psicologico che abbina almeno tre situazioni distinte, anzi quattro, se guardo alle rovine nell'acqua come componente a se', ma che formano un'unita' narrativa.

Conoscendo le sottigliezze, le metafore e gli accostamenti di cui gli artisti cinesi sono capaci, allenati da millenni di 'lettura tra le righe', di allusioni larghe come un capello ma profonde come un abisso, sono assolutamente certo che parecchio mi sta sfuggendo, ma non questa silenziosa eppure vibrante, drammatica protesta, questo appello a ripensare alle proprie radici culturali, al non volere vederle sparire, sotterrate da una modernita' omogeinizzante e spersonalizzante, questa sottile, depressa presa di coscienza, che lentamente gocciola nel lago oscuro di Liu QingHe.

 

Time Waves” di Liu QingHe prosegue fino al 6 agosto 2010, presso il True Color Museum di SuZhou. Per chi va a Shanghai, SuZhou e' facilmente raggiungibile in treno, un viaggio di circa 40 minuti. Da visitare: la citta' vecchia, i Giardini tradizionali (patrimonio dell'umanita', sotto UNESCO). Non perdetevi la sua cucina, una delle piu' delicate e prelibate nel panorama della cucina cinese.

Nel prossimo articolo: Ye Fang e la rinascita del Giardino Tradizionale Cinese, con il suo “A gift to Marco Polo” alla citta' di Venezia.

Piu' avanti ancora vi diro' della grande mostra “Nature of China Contemporary Art” sempre al True Color Musuem di SuZhou, e “The Youth Sale Store” presso la galleria Pekin Fine Arts di Pechino.

Marco Maurizio Gobbo



di Marco M Gobbo
visita il blog ArtAsia

 
ARTE ITALIANA A PECHINO?


 

SPIRITO OLIMPICO ITALIANO
La comunicazione dei segni da Occidente a Oriente.
In occasione delle Olimpiadi di Pechino 2008, in collaborazione con Casa Italia, Coni, è stata organizzata una rassegna di opere grafiche e pittoriche di artisti italiani.
La mostra è allestita dal 08 al 31 agosto nelle sale di Casa Italia; vi partecipano i seguenti 50 artisti provenienti da 12 regioni:
Bachis Lydia - Bajoni Ermes - Belgioioso Paolo - Biancofiore Angela - Bosich Giuseppe - Bracchitta Sandro - Casorati Francesco - Di Gennaro Pino - Fantinato Giuseppe - Finocchiaro Pino - Fiorani Elena - Fioriello Giuseppe - Fontani Simonetta - Freccero Renata - Galbusera Renato - Gatti Vincenzo - Guadagnino Mario - Jannelli Maria - Kanaris Manuela - Lantieri Paolo - Lorenzini Sandro - Magnolato Cesco - Margari Franco - Marino Enzo – Minuto Renata - Monaco Elena - Monari Isabella - Nespolo Ugo - Onida Maria Antonietta - Oronti Giuseppina - Pergolini Angiolo - Puccini Pierluigi - Rolle Luisella - Savinio Ruggero - Scotto Aniello - Sepe Novara Angela - Serafini Andrea - Sirotti Raimondo - Soffiantino Giacomo - Tabusso Francesco - Tarasco Pietro Paolo - Tucci Giuliana - Turria Giovanni - Valenza Giuliana . Varca Andrea - Veremejenco Tatiana - Verna Gianni - Viarengo Elisabetta - Zamboni Roberta - Zelio Andrea.
Il catalogo dell’esposizione è corredato da un saluto introduttivo del Presidente del Coni, Giovanni Petrucci, "…sono felice di poter celebrare la creazione di un genere unico di opere ispirate allo spirito olimpico, sottolineato dalla qualità di incisioni e pitture che veicolano un messaggio di pace, di intesa tra popoli, di dialogo e fair-play, oltre a una sconfinata passione per Io sport", da una presentazione di Gianfranco Schialvino e da un testo esplicativo di Renata Freccero, curatrice della mostra insieme a Giuliana Valenza.
http://arteitaliana.blogspot.com/2008/07/casa-italia-coni-beijing-2008-aniello.html

 

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Sono curioso di sapere se ci sono tra le opere degli artisti italiani selezionati per la kermesse cinese, spunti critici al regime e al nuovo «consumismo capitalista di Stato», sulla repressione dei diritti civili e sfruttamento dei lavoratori in Cina e della oppressione al popolo Tibetano.

L'arte è solo una componente decorativa o può trovare spazio con argomenti legati alla società contemporanea?

A tale proposito ricordo un pensiero di Pablo Neruda ( Confesso che ho vissuto, Einaudi,) di tanti anni fa, ma attualissimo, un segno dei tempi....: "Io so che l'arte ha sempre ampliato gli orizzonti del nostro vedere e della nostra coscienza. Sempre, nel passato e anche oggi. Anche se non può intervenire sulla storia e sulla vita, almeno può denunciare, puntualizzare. E mai come oggi l'arte è presente nello scrutare la realtà e nel denunciare abusi. Anche se troppo spesso questo suo ruolo, dagli animi semplici, viene interpretato come un deragliamento."

 

Nota di curiosa.

Si parla molto di valorizzare i giovani artisti, gli under 35, quelli non rappresentati da gallerie o dal circuito dell'arte pubblica, quelli che sono svincolati da motivazioni meramente mercatali, con le carte in regola per attirare l'attenzione del pubblico, perchè il loro lavoro è solo parte della propria esperienza creativa, e mi trovo nonni e nonne.......

Curatrice del catalogo: Renata Freccero, "docente di Cultura della Sicurezza Stradale presso la SUISM di Torino, già Prof. di Storia dell'Educazione Fisica e degli Sport presso l'ISEF di Torino, con nessuna esperienza artistico-curatoriale precedente ... nonché responsabile della impostazione grafica del catalogo con un testo d'introduzione personale".

 

 

Tra i 50 artisti provenienti da 12 regioni, quanti Torinesi........................................

Nespolo Ugo nato a Biella nel 1941 non ha bisogno di presentazioni......

Giacomo Soffiantino,nato a Torino nel 1929 e residente

Francesco Tabusso, nato a Torino nel 1930 e residente

Sigora Veremejenco Tatiana nata a Bologna ma residente a Baldissero Torinese

Signora Elisabetta Viarengo nata a Torino e residente

Signora Luisella Rolle nata a Torino residente a Pino Torinese

Signora Giuliana Tucci di Chieri (Torino)

Gianni Verna nato a Torino nel 1942 residente a Ozegna (Torino)



di "Nel poeta e nell'artista c'è l'infinito."
visita il blog VOCAZIONE VAGABONDO per L'ARTE

scritto 04/08/2008 17.18.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: pechino mostra kermesse arte decorativa


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