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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'PECUNIA NON OLET'
 
Hong Kong Blues (2) Ripubblicato

Shanghai 90 anni del partito comunista cinese

Un altro fattore importante che contribuisce all' " Hong Kong Blues" (vedi post precedente, titolato "HongKong Blues (1)") è quello che chiamerei "perdita di identità". Questa perdita di identità ha, a suo fondamento, diverse componenti. Nel corso degli ultimi 100 anni Hong Kong, i suoi cittadini, avevano creato un misto di cultura inglese e di cultura tradizionale cinese. Una miscela fuori dal comune, che era anche una delle basi dell'attrazione e fascino internazionale di Hong Kong : il meglio della cultura cinese tradizionale senza andare in Cina, dove, peraltro, la tradizione era stata mutilata, distrutta, soffocata . La gente di Hong Kong, fino a pochi anni fa, si sentiva speciale anche per questo, per questa consapevolezza di essere portatori sani di una cultura ibrida, aperta, tollerante.

Ora, la maggior parte degli hongkonghini risentono del fatto di dover rinunciare ai loro legami internazionali per diventare al "100 % patrioti " di un sistema politico che non apprezzano per il suo autoritarismo e la ben nota  repressione della libertà di espressione. Essi sono influenzati dai vari tentativi che vengono attuati nel cercare di "rieducarli" per diventare "davvero cinesi", che nel continente si traduce in "vero comunista , ossequioso del Partito e desideroso di essere parte del sistema, idealmente come "un bullone in una macchina " ". Molte delle persone provenienti da Hong Kong si consideravano più "cinese di un cinese della Cina comunista ", con una cultura più sofisticata, legato alla vera tradizione storica e culturale. Come i taiwanesi, in questo senso : si sentono come coloro che hanno realmente fuso modernità e tradizione .

Una nota : forse non è del tutto un caso, allora, la recente spinta dal Partito comunista per una modifica della sua propaganda e ' educazione delle masse ', come ho già osservato in molti dei miei blog precedenti. Negli ultimi anni il partito ha iniziato a utilizzare uno stile di comunicazione, in particolare le immagini, legate alla tradizione pre rivoluzione comunista . Per me questo rappresenta un segnale molto forte che indica come il Partito comunista ( parola ormai svuotata di significato in questa parte dell'Asia ), il Partito Unico, si stia configurando sempre di più come, semplicemente, un Partito Nazionalista unico, creando il nuovo mantra : Comunista = Patriota = (vero) Cinese e dove, se sei fuori dal coro, stai diventando, quasi automaticamente, un traditore della patria, delle tue proprie radici e della tradizione : questa è una radicale dipartita dall'ideologia politica marxista e il mito della ' Rivoluzione ' che era venuta a cambiare il vecchio sistema : ora siamo in vera e propria restaurazione in stile impero (comunista) .

Per fare questo il partito unico agisce su più fronti : ora si presenta come il vero erede e custode della millenaria storia e cultura ( dimenticate la rivoluzione culturale cinese, tutto ciò è sotto uno spesso tappeto, il che è un fatto imbarazzante visto che proviene da un partito-governo che sempre ciancia di autocritica e della necessità di 'imparare dai propri sbagli', specie quando fa la predica agli altri ), e per questo, rappresentativo di tutti i "compatrioti ", ovunque si trovino : Taiwan , Hong Kong, Singapore, Milano, San Francisco, Barcellona, ​​Londra, Prato, New York e così via. "Comunista" sta diventando, o dovrebbe diventare, sinonimo di "Patriota Cinese Erede della millenaria Storia e Cultura" .

Qui, su questo punto, la gente di Hong Kong è parecchio scettica e , purtroppo per Pechino, essendo stata educata all'uso delle facoltà critiche , non sono in imbarazzo a chiedere una vera autocritica con cambiamento di prassi, da parte del governo comunista, specialmente per quello che riguarda episodi chiave  della storia cinese passata, recente e recentissima . Aggiungo: sono ancora moltissimi a Hong Kong coloro che sfuggivano la Cina comunista durante gli anni '60 e '70 del XX secolo, schivando i proiettili mentre attraversavano il fiume Shenzhen e molti sono i figli di quella generazione : non sono stati rieducati, mantengono un posizione critica e certo non amano essere chiamati "cani" da alcuni intellettuali di Pechino, legati al Partito, il cui merito maggiore, pare, sembra risiedere nel fatto che essi siano, appunto, intellettuali membri del partito.

Il fatto è che negli ultimi anni la gente di Hong Kong sta attraversando un cambiamento d'identità, una profonda crisi culturale. Pechino si prodiga in tutti i modi per portare sotto un più rigoroso controllo gli indisciplinati cittadini di Hong Kong : ha creato difficoltà e ostacoli nello studio della lingua inglese, rendendola anche più costosa, sta mettendo uomini più obbedienti e patriottici in posizioni chiave nel settore dei media, sta abbracciando in una stretta d'acciaio la comunità d'affari di Hong Kong, che peraltro pare che si faccia stringere ben volentieri, come si sa pecunia non olet, non importa chi sia a concedere favori economici . E anche qui ci sono parallelismi con Taiwan .
(segue )


di Marco M Gobbo
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Cina, Shanghai, SIAL 2012: La Bugia come strumento di Marketing

SIAL CHINA finti collegamenti a Facebook e Twitter

SIAL dice di essere la Fiera Alimentare n 1 al mondo. Partner di SIAL sono ben note multinazionali come XTC e Electrolux.
Le fiere SIAL si tengono a San Paolo (Brasile), Montreal e Toronto (Canada), Parigi (Francia), Shanghai (Cina), Abu Dhabi (UAE).
Ho interessi di lavoro nel settore alimentari e delle bevande e nel 2011 visitai la Fiera SIAL di Shanghai. Quest'anno ho deciso di registrare la mia presenza in anticipo, così sono andato a visitare il sito della SIAL Cina.


Dopo 10 secondi non potevo credere ai miei occhi:
su un sito web cinese, c'erano le familiari icone di Twitter e Facebook! Ero quasi scioccato: uno storico grande balzo in avanti riguardante la liberta’ d’uso dei mezzi di comunicazione era avvenuto in Cina, e non me n’ero accorto? Forse il Partito Comunista aveva revocato il divieto contro la libertà di informazione, e permesso a 1.400.000.000 persone di accedere al mondo "esterno" di idee di 5.000.000.000 di persone, buone o cattive che queste idee possano essere, a suo avviso, lasciando ai cinesi il diritto di giudicare da soli ciò che è sbagliato e ciò che è giusto? WOW!

Ho cliccato le icone: non sono andato da nessuna parte tranne’ che alla molto familiare pagina:

Server non trovato

Firefox non riesce a trovare il server di www.facebook.com.

Firefox non può stabilire una connessione al server su twitter.com.

Dopo il primo momento di sgomento, mi sono arrabbiato.

Arrabbiato per la sfrontata bugia che mi stava proprio sotto il naso, a questo strumento di marketing che si e' trasformato in una icona di ipocrisia.

Al governo cinese è (alla fine dei conti) consentito dal suo popolo di censurare e bloccare qualunque sito web che non gli aggradi, e questo (non) va bene: ogni popolo del mondo ha il Governo che si merita, che ha scelto di avere o che ha scelto di sopportare. I funzionari cinesi possono dire al mondo quello che vogliono per giustificare la censura, ma FINGERE su un SITO UFFICIALE di UNA FIERA INTERNAZIONALE che ci si puo’ collegare a Twitter e Facebook mentre sono ufficialmente censurati e bloccati è beffardo, è schernire e deridere il lettore.

Questo è vergognoso per il SIAL, per gli organizzatori internazionali e locali, è vergognoso per i funzionari cinesi che lo hanno consentito. Si tratta di una ulteriore prova dell'abbraccio tra il Business e i Governi in tutto il mondo, un abbraccio che apparentemente non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte al ridicolo. Pecunia non olet.



di Marco M Gobbo
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