 Villa Solinas - Foto di Andrea Speziali | |
Via Principe Amedeo è ancora oggi una delle più belle vie di
Rimini perché, accanto a dimore moderne ben tenute e non prive di una certa
eleganza, conserva alcuni edifici di pregio. Fra questi spicca villa Solinas
che porta ancora il nome di chi l’ha commissionata e successivamente abitata.
Gian Maria Solinas Apostoli non era certamente un nobile di alto rango, ma un
grande borghese, un personaggio di un certo rilievo del Parlamento nazionale e
del mondo finanziario il cui cursus
honorum culmina e termina con la nomina a senatore.
Gian Maria nacque l’11 luglio del 1836 a Sassari e scomparve
il 23 febbraio 1914 a Roma.
Condusse una vita movimentata, principalmente dedita
all’attività politica. Eletto deputato di Macomer e Cagliari nelle legislature
XIV, XV, XVI, XVII, XVIII, XIX, XX, XXI E XXII, il 4 aprile del 1909 Solinas
venne nominato senatore per la terza categoria e convalidato nel maggio dello
stesso anno. A Cagliari coprì cariche amministrative. Solinas partecipò
attivamente anche ai lavori della Camera, dove sedette al centro sinistra.
Parlò soprattutto su questioni giuridiche e finanziarie facendo parte di varie
commissioni in argomento. La famiglia Solinas nell’Enciclopedia
storico-nobiliare di V. Spreti del 1932 viene fatta risalire ai diplomi del Re
di Spagna Carlo II, del 1688, e di Vittorio Amedeo II, Re di Sardegna, del
1729. Consultando lo ‘’Spreti’’, nei due rami della famiglia di Sorso e di
Ittiri il nostro Gian Maria non appare, né si trova la famiglia Solinas –
Apostoli.
Una famiglia Giordano-Apostoli, com’è noto, figura tra i committenti di
Guglielmo Bilancioni, il pittore dello Stabilimento Balneare costruito dal
cugino Gaetano Urbani, che soggiornò in Sardegna a partire dal 1882. Secondo
Giovanni Rimondini queste famiglie di notabili sardi entrano in contatto con
Rimini e con i suoi notabili e pittori grazie alla mediazione di Enrico
Serpieri, padrone di miniere in Sardegna e, dal 1863, presidente della Camera
di Commercio di Cagliari.
Ma a prendere i contatti col Solinas si presume che siano
stati i parlamentari riminesi e i nobili locali che avevano relazioni di
amicizia con la nobiltà di corte.
La questione ha una certa rilevanza se viene riferita al
problema della scelta della qualità sociale dei ‘’forestieri’’ da invitare come
residenti per la nuova città di Marina o semplicemente per un soggiorno estivo.
Dal recente convegno tenutosi a Rimini riguardo la figura di
Enrico Serpieri, sono emerse due ipotesi che collegano Rimini a Cagliari e che
ci possono svelare come Gian Maria Solinas sia capitato a Rimini: una di
carattere politico-economico che fa capo a Enrico Serpieri, riminese che si è
trasferito a Cagliari e che ha fondato la Camera di Commercio, oltre a gestire
delle miniere, e l’altra di carattere estetico, perché Guglielmo Bilancioni,
pittore dei Serpieri, è andato a Cagliari a dipingere per diverse famiglie
nobili ed era cugino di Gaetano Urbani. Le ipotesi però non sono certe.
È il 27 Luglio 1874 quando al deputato del Parlamento
nazionale e Direttore della Banca Sarda Giammaria Solinas Apostoli viene
concesso gratuitamente l’appezzamento di terreno di ragione comunale nello
stabilimento balneare.
La costruzione
della villa, realizzata su progetto di
Gaetano Urbani, secondo i racconti di qualche storico è durata circa tre
anni e, una volta ultimata, riuscì subito a distinguersi dalle classiche ville
erette nella città dei bagni.
Gaetano Urbani, il suo ideatore, nacque a Rimini il 21
novembre 1823 da Giovanni Battista e Costanza Bilancioni. Dagli Urbani gli
derivarono l’amore per lo studio, la patria, le istituzioni e con scienza e
virtù impreziosì un casato che fu notevole nella città; dal ramo dei Bilancioni
gli derivarono la sete della perfezione, l’intuizione della bellezza e l’estro
per le arti. Professionalmente si formò presso la facoltà filosofica
dell’Università di Bologna e, dopo gli studi bolognesi, si trasferì nella
capitale per allargare il giro delle conoscenze influenti, per seguire
all’Università un ‘’Corso di perfezionamento in tecnica matematica’’ e per
frequentare l’accademia di San Luca. Fu allievo di Luigi Poletti (artefice del
Teatro in Piazza Cavour a Rimini)e nel corso degli anni realizzò importanti
edifici tra cui villa Solinas a Rimini, commissionata dal politico Gian Maria
Solinas Apostoli.
Nel corso dei decenni la villa è stata sempre abitata e ciò
ha contribuito a salvarla dal degrado; l’azione
del tempo e mutate esigenze abitative hanno comunque reso necessario un
intervento di restauro, effettuato verso la fine degli anni ’90 a cura
dell’architetto Massimo Mori che, come spiegò in un articolo pubblicato sulla
rivista Ariminum, ha riproposto
gli originari colori vivi con simbologie antiche. Le banchine delle finestre
sono in pietra di San Marino, ancora originali, e i decori gotici delle porte
esterne e delle finestre, con i ‘’gattoni’’ rampanti e i fiori di cimasa sono
in cemento colorato.
La costruzione è in stile neogotico, strutturato sullo
schema classico, simmetrico.
L’immenso giardino della villa fu realizzato all’inglese, con
forme irregolari. L’attuale vegetazione non è quella originale, che prevedeva
una maggiore varietà di piante; oggi prevalgono palme e folti cespugli. Il
giardino risulta di ampie dimensioni anche nella parte posteriore della villa,
tanto da ospitare anche una lunga piscina che gode tutto intono di un’ulteriore
spazio verde. Di quell’epoca sono rimasti: la fontana, che accoglie i
visitatori appena varcato il cancello della villa, ai due lati della quale si
dipartono due vialetti che permettono di inoltrarsi nel giardino, le statue, i
vasi e quattro colonne.
Oggi villa Solinas, emblematica e ruggente, spicca ancora
nel riminese viale Principe Amedeo tra gli edifici dei primi del ‘900 rimasti
intatti e quelli più moderni: ruggisce, catturando l’attenzione con i suoi
colori accesi, e al tempo stesso seduce
il passante con il suo fascino d’altri tempi.
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