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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'PITTURA'
 
Dove sono finite le sirene di villa Cacciaguerra?


Nell''indagine sulle ville storiche a Rimini, oltre a soffermarmi sulla splendida villa Solinas, che definirei ‘’La Regina di viale Principe Amedeo’’, ho preso in considerazione, a pochi passi da essa nello storico viale Vespucci, il villino Cacciaguerra, che nel 2008 è stato soggetto di una pubblicazione per la  Panozzo Editore, in cui gli autori Manlio Masini e Giuliano Ghirardelli hanno illustrato quella zona di Rimini dal tempo della Belle Èpoque fino ai giorni nostri. Il villino Cacciaguerra o Residenza Embassy è attualmente in fase di ristrutturazione. Nel corso delle mie ricerche e studi sull’architettura Liberty in Romagna, ho scoperto che le due sirene a busto eretto in stile Liberty, che erano poste sui due pilastri della cancellata di villa Cacciaguerra, sono ora conservate in buono stato presso l’hotel Belvedere Mare in viale Regina Elena a Rimini. Anche di questa villa in stile Liberty dei primi ‘900, adibita a Hotel successivamente, ho notato l’importanza architettonica per i fregi e le decorazioni di gusto raffinato con richiami molto evidenti alla villa Zanelli di Savona. Da un documento che riporta la storia di villa Cacciaguerra, firmato dagli architetti Pier Vittorio Morri e Silvio Pulcinelli, si apprende che i due busti erano di sesso differente; oggi si può constatare la bellezza e la sensualità delle due figure all’hotel situato in viale Regina Elena.

Questa mia scoperta contribuirà all'avvio di ulteriori studi sul villino Cacciaguerra che, a quanto pare, riserva altre sorprese. (Vedi foto della cartolina di villa Cacciaguerra, 1910 e particolare della statua com'è oggi).

Riprenderò il discorso prossimamente sia sulla storia di villa Cacciaguerra che sull'hotel Belvedere Mare in viale Regina Elena 50.



di Andrea Speziali
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Opere in viaggio per l'Italia

Andrea Speziali

Per i prossimi mesi sarà possibile vedere alcune opere di Andrea Speziali presso la Galleria Wikiarte a Bologna, in via San Felice 18, inaugurata il 5 febbraio 2011 e presso la vetrina Vinai ad Asti.
Dal 10 al 17 aprile Andrea Speziali sarà inoltre a Legnano, dove parteciperà ad un concorso Nazionale di pittura organizzato dall’Associazione ‘’Antonello da Messina’’.
Al momento Speziali è a Milano presso la galleria ‘’l’Acanto’’ di Marilena Torre, dove partecipa alla collettiva con una grafica realizzata nel 2010.


Giancarlo Cherubini


di Andrea Speziali
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LA SCOPERTA - Un giovane studioso sulle tracce di Vucetich

Villa del Meloncello, Bologna
(foto di Andrea Speziali)

APPENA ventunenne, riccionese e grande appassionato d’arte, si chiama Andrea Speziali.
Parlare di ‘arte’ è forse troppo generico dato che il suo interesse si è concentrato prevalentemente sulla figura di Mario Mirko Vucetich, l’artista eclettico nato a Bologna alla fine dell’800 e conosciuto ai più  per le sue sinuose linee Liberty.
Affascinato sin dalla tenera età dalle raffinate forme di Villa Antolini a Riccione, Speziali ha raccolto negli anni una serie di informazioni sulla vita e le opere dell’architetto che sono diventate oggetto di un libro intitolato ''Una stagione del Liberty a Riccione'' (Maggioli).
Così il giovane ha scoperto che Vucetich non ha firmato solo l’edificio romagnolo, ma anche Villa del Meloncello, la dimora Masè Dari e la non più esistente Villa Vucetich a Bologna.

Perché dedicare così tanta attenzione proprio a quest’artista?
Innanzitutto perchè grazie a lui mi sono avvicinato a un campo che prima non consideravo. In secondo luogo perché ritengo sia un vero e proprio genio della storia dell’arte italiana a cui però non è stata rivolta la giusta e meritata attenzione da parte della critica.
Con il mio lavoro intendo riportarlo in luce».


Aproposito della Villa delMeloncello...
«La villa è stata costruita nel Settecento per volere della famiglia
Mattei; forse successivamente è stata venduta, ma con certezza so che tra il 1919 ed il ’20 è stata ristrutturata da Mirko Vucetich, il quale l’ha abbellita e risanata. Dopodiché l’anno scorso è stata ceduta ad una imprenditrice bolognese (anche grazie ai miei ritrovamenti) che presto la risistemerà non senza la mia collaborazione a fianco dell’architetto Monica Cardin Fontana».

Vucetich era anche scultore, oltre che architetto...
«Sì, tant’è vero che sono stato incaricato dagli eredi dell’artista di restaurare la sua scultura in pietra Il primo sonno del 1939 che oggi si trova nei giardini della Biennale di Venezia in condizioni di assoluto
degrado. Questa statua è ancora là perchè il suo peso ingente non ne ha consentito lo spostamento, ma l’intenzione è di trasferirla, grazie a mezzi più moderni,in un luogo simbolico che probabilmente sarà proprio Villa del Meloncello».

E le altre ville bolognesi diVucetich?
«L’artista ha realizzato anche villa Masè Dari e l’abitazione di suo
fratello Gino che fu eretta negli anni ‘30 nell’immenso giardino di Villa Goldoni in viale Risorgimento.
Poi la famiglia Goldoni ha acquistato il ‘villino lampo’ e l’ha raso al suolo. L’archivio storico comunale di Bologna ha ritenuto che non fosse mai esistito, invece io sono riuscito a trovare le planimetrie e alcune documentazioni fotografiche».

Progetti?
«Quest’estate curerò una mostra su Mirko Vucetich che partirà da
Riccione per giungere in altre città italiane, tra le quali Bologna e Roma. In questa occasione saranno esposti i bozzetti su velina realizzati dall’artista per la ‘Partita a scacchi’ di Marostica, da lui ideata
nel 1954. Assieme a queste opere inedite, ce ne saranno tante altre...».


Intervista di Manuela Valentini
(Resto del Carlino - BOLOGNA)



di Andrea Speziali
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L'Altro volto dell'Arte

Video YouTube



Vernissage

GALLERIA WIKIARTE ALEA IACTA EST


 

BOLOGNA – Finalmente nella città dotta una nuova realtà artistica, 300mq dedicati completamente all’arte contemporanea ed ai suoi protagonisti. Un  contesto  giovane e dinamico, dove si respira la voglia di comunicare attraverso materia e colore.

Così, il 5 marzo 2011 la Galleria Wikiarte  si presentava al grande pubblico, 80 opere in mostra per altrettanti artisti, 400 visitatori, tv, radio e giornali  a far dar portavoce a questo nuovo spazio espositivo.

Gli ideatori di questo grande progetto Deborah Petroni, Rubens Fogacci, Davide Foschi e Valentina Mazza, hanno voluto dedicare ai più grandi maestri del XX secolo le proprie sale, non sarà quindi così insolito ritrovarsi ad ammirare opere nella sala Dalì, passando  attraverso le fotografie della sala klimt,  senza dimenticarsi di volgere lo sguardo alle sculture ospitate nella sala Kandinsky ed infine, prima di uscire soffermarsi nei colori delle opere astratte presenti nella sala Picasso, la più grande delle quattro.

Sono stupito e allo stesso tempo curioso           

 

Deborah, quando e come nasce Wikiarte?

La Galleria Wikiarte nasce nel 2009, dalla passione  e l’amore per l’arte mia e di Rubens Fogacci (pittore e scultore) , che inizialmente si sviluppa attraverso la creazione di un sito internet (www.wikiarte.com),  uno spazio che si proponeva ieri come oggi , di  sponsorizzare gli artisti e le loro creazioni attraverso un canale diverso ed innovativo, quello del web. Questo è stato reso possibile grazie alla realizzazione e  all’ aiuto indispensabile di un  giovane e geniale  grafico, Vito Basile, che con le sue idee ha ben presto  fatto divenire il sito www.wikiarte.com un punto di riferimento per tutti gli artisti.

L’entusiasmo, la passione ed il duro lavoro  ci hanno portano ben presto  i risultati sperati, tanto da dover affrontare la possibilità di cercare uno spazio fisico che desse finalmente un volto alla Galleria.

In questi anni, le esigenze sono cresciute insieme al numero di artisti, che,  di volta in volta volevano far parte del Ns progetto, ma questo richiedeva nuove energie , menti fresche e coraggiose, pronte a dare linfa  nuova alla nostra Galleria.  Davide Foschi (poliedrico artista) e Valentina Mazza  (amante dell’arte)  avevano e hanno il giusto entusiasmo, la passione  e l’amore che  questo mondo richiede. Così,  siamo saliti su questo treno in corsa, tutti e quattro insieme abbiamo trovato quella che ci piace definire la nostra seconda casa,  in pieno centro a Bologna in Via San Felice 18, nei meravigliosi ambienti storici che sono ora la sede della Galleria Wikiarte.

 

Perché scegliere la vostra Galleria e non un altra?

Perché ascoltiamo gli artisti, li seguiamo nei loro percorsi e li rendiamo partecipi dei progetti e degli avvenimenti che mese dopo mese la Galleria propone. Oggi grazie a loro siamo una solida realtà, preparata e pronta ad accogliere nei nostri spazi  mostre personali, collettive  e concorsi, ospitando anche scrittori e poeti per la presentazione dei loro scritti,  organizzando corsi artistici  per tutti i livelli e  con l’unico scopo di  far avvicinare il pubblico all’arte. In che modo? Semplicemente vivendola.

 

Cosa avete in corso e quali sono i prossimi eventi?

Il 5 marzo 2011 è iniziata una mostra collettiva che durerà fino al 30 marzo, dedicata alla apertura della Galleria Wikiarte, 80 artisti tra i più promettenti del panorama italiano, come Demetrio Rizzo,  Loreno Ricci, Daniele Manfredini, Gabriele Bianchi, Marco Ruggia  tanto per citarne qualcuno, che  con i colori delle loro opere, i loro concetti  e le loro sperimentazioni danno vita alle nostre sale. Artisti fortemente voluti per il loro coraggio espressivo e per la loro voglia di accompagnarci in questo splendido viaggio.

Dal 16 al 29 Aprile i protagonisti saranno ben quattro, Walter Ravizza, Ait Addi Ahmed, Giusi Gramegna e Oddo, esponenti dell’arte contemporanea italiana e non.

Seguiranno concorsi di fotografia e pittura, fiere d’arte, insomma un 2011 pieno di novità assolute ne panorama artistico.

 

Intervista a Deborah Petroni della Galleria Wikiarte in Via San Felice 18 a Bologna a cura di Andrea Speziali

 

Galleria Wikiarte

Via San Felice 18, 40122 Bologna

Tel.051. 5882723

Mail: info@wikiarte.com

 


Mostra Inaugurale Dal  5 al 30 Marzo 2011


Artisti in mostra:

Francesco Visalli, Veturia Manni, Andrea Speziali, Gabriele Marchesi, Demetrio Rizzo, Adrian Schiopu, Lorenzo Monti, Gabriele Brenci, Massimiliano Casula, Gabriella Picci,  Gabriella Bertarelli, Nora Nikolova Yaneva, Patrizia De Gregoriis, Vito Giarrizzo, Marisa Bellini, Alexandra Maciac, Andrea Marinelli, Andrea Lucchetta, , Erri Rossi, David Fontani, Viola Lorenza Savarese, Teresa Ancora, Paul De Haan, Raffaele Marino, Pietra Labita, Antonietta Cavallero, Celestina Salemi, Marco Ruggia, Claudio Fiori Margherita Calzoni, Ida Monopoli, Giuseppe Gentili, Giulia Ferretti, Simona Marigliano, Susanne Seilkopf, Roberto Tomba, Pilar Segura Maria, Oscar Bagnoli, Terenzio Caterina, Chiara Stevanella, Elena Costanzo, Floriana Gerosa, Elisabetta Manghi, Daniele Di Giuseppe, Franco Crocco, Gaetano Marinelli, Daniele Manfredini, Loreno Ricci, Nietta D’Atena, Olivia Bassetti, Paolo Di Rosa, Gianna Spirito, Gianfranco Bianchi, Gregorio Prada Castillo, Graziano Patrizi, Giandomenico Paglia, Laura Bracchi,  Ahmed Ait Addi, Alessandra Vernocchi, Danilo Susi, Giuliano Giuliani, Mauro Mattarelli, Ignazio Galfano, Giuseppe Cantatore, Giorgia Cavanna,  Giovanna Radaelli, Lorenzo Liverani, Giovanni Marinelli, Marco Rubiero, Maurizio Lastraioli, Mirko Mittempergher , Mika Ciobanu, Marco Antonio Didu, Abramo Trestini, Giampaolo Burchiellaro, Decio Zoffoli, Vito Dichio, Dita Luse.



di Andrea Speziali
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la decontestualizzazione in pittura


Nella nostra esperienza le cose e le persone ci si presentano sempre in contesti determinati. Le cose e le persone al di fuori di contesti reali, sono il frutto di un lavoro della nostra mente che isola un qualcosa dal tessuto percettivo in cui gli si è presentato, dal resto della realtà in cui è immerso, e lo guarda da solo, nel suo isolamento.

 

Ora un pittore che voglia rappresentare qualcosa, persona o cosa, può farlo in due modi; o immerge le cose in un contesto simile a quello in cui furono percepite, quasi a voler rappresentare la cosa nel suo ambiente e nella sua storicità, nel suo spazio-tempo; o estrapola le cose dallo spazio-tempo e le contempla isolatamente o in spazi-tempo fantastici.

 

Chi si avvicina di più alla verità della cosa?

 

Qui entra in campo una scelta filosofica; in un orizzonte platonico-cristiano, si avvicina di più alla verità della cosa, forse, quel pittore che la estrapola dal tessuto temporale di questo mondo e la contempla nella sua inseità. Di fatto nelle pitture medioevali spesso vediamo le figure estrapolate dai contesti reali ed inserite in spazi iperurani.

 

Secondo una concezione più vicina a noi, l’ essenza delle cose e delle persone non è nella loro inseità, nella loro estrapolazione dal tessuto storico in cui si inseriscono, ma è , invece, proprio questa loro relazione ad altre cose, al contesto della realtà, nella loro spazialità e temporalità.Non l’ in-sé ma il per-altro è ciò che caratterizza e definisce noi come soggetti, ed il resto delle cose come parti del mondo.Ecco che più vera, più profonda ci pare qualla pittura che rappresenta l’ hic et nunc, che immerge ogni figura, ogni parte in un contesto di spazio e tempo, in un contesto reale; quella pittura che non ha paura del fluire del tempo e del cangiare dello spazio, ma ne fa il fulcro della rappresentazione. 

Al contrario le opere che estrapolano dalla realtà, che fingono spazi metafisici, che trattano le cose come in sé, non solo sanno di finto, di astratto, di vecchia metafisica, ma danno quel senso di freddo e di solitudine che ogni astrazione, in quanto appunto atto di isolare, comporta.

 

Ciro D’Alessio



di ciro d' alessio
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