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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'PITTURA SIMBOLICA'
 
"Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas"

Foras ire... Acrilico su tela, Ciro D'Alessio.

  " Mentre ammiravo questo spettacolo in ogni suo aspetto ed ora pensavo a cose terrene ed ora, invece, come avevo fatto con il corpo, levavo più in alto l’anima, credetti giusto dare uno sguardo alle Confessioni di Agostino, dono del tuo affetto, libro che in memoria dell’autore e di chi me l’ha donato, io porto sempre con me: libretto di piccola mole ma d’infinita dolcezza. Lo apro per leggere quello che mi cadesse sott’occhio: quale pagina poteva capitarmi che non fosse pia e devota? Era il decimo libro. Mio fratello, che attendeva per mia bocca di udire una parola di Agostino, era attentissimo. Lo chiamo con Dio a testimonio che dove dapprima gettai lo sguardo, vi lessi: «e vanno gli uomini a contemplare le cime dei monti, i vasti flutti del mare, le ampie correnti dei fiumi, l’immensità dell’oceano, il corso degli astri e trascurano se stessi». Stupii, lo confesso; e pregato mio fratello che desiderava udire altro di non disturbarmi, chiusi il libro, sdegnato con me stesso dell’ammirazione che ancora provavo per cose terrene quando già da tempo, dagli stessi filosofi pagani, avrei dovuto imparare che niente è da ammirare tranne l’anima, di fronte alla cui grandezza non c’è nulla di grande." Petrarca Familiares, VI, 1, L'ascesa al monte ventoso.



Quanto ha influito quest' agostinismo sulla pittura? Tantissimo. Non vi è ombra di paesaggio o di mondo che non sia solo una simbolizzazione stilizzata fino al Rinascimento, fino a quando, finalmente, rivesciando tale posizione si scriverà:



" Le cose mentali che non son passate per il senso, son vane e nulla verità partoriscano se non dannosa, e perché tal discorsi nascan da povertà d'ingegno, poveri son sempre tali discorsori..." Leonardo da Vinci, Scritti letterari.

E leggete l' entusiasmo con cui un uomo si lancia alla soperta dell' infinite richezze della natura, di cui egli si sente ormai parte e non più ospite straniero: " E tirato dalla mia bramosa voglia, vago di vedere la gran copia delle varie e strane forme fatte dalla artifiziosa natura, raggiratomi alquanto infra gli ombrosi scogli, pervenni all'entrata d'una gran caverna; dinanzi alla quale, restato alquanto stupefatto e ignorante di tal cosa, piegato le mie reni in arco, e ferma la stanca mano sopra il ginocchio e colla destra mi feci ten[ebre] alle abbassate e chiuse ciglia e spesso piegandomi in qua e in là per [ve]dere se dentro vi discernessi alcuna cosa; e questo vietatomi [per] la grande oscuri[t]à che là entro era. E stato alquanto, subito sa[l]se in me due cose, paura e desidero: paura per la minac[cian]te e scura spilonca, desidero per vedere se là entro fusse alcu[na] miracolosa cosa." Leonardo da Vinci, Scritti letterari, La caverna.



Il novecento sembra però essere tornato all' agostinismo ed il redi-in-te-ipsum si attaglia benissimo ad un epoca la cui arte sembra esprimere povertà di mondo, povertà di vita. Povertà che mi pare un inchinarsi ai poteri che sfruttano e devatsano il mondo ed i suoi viventi. Un fare il vuoto di valore e di bellezza, per poter poi sfruttare e devastare senza freni. Il nostro novecento ha mostrato lo stesso disprezzo per il mondo e per i viventi che fu del medioevo. Il medioevo però sprezzava ma non sfruttava, sprezzava ma non distruggeva. Oggi lo sprezzo sembra creato a bella posta, per poter avere mano libera poi nella diustruzione. Ecco che si invita a coltivare l' interiorità, la soggettività, ad esprimere l' inconscio, così che ci si dimentichi del mondo che intanto ci viene derubato! Mi viene da urlare conn Zarathustra " Vi prego fratelli, restate fedeli alla terra, e non credete a coloro che vi parlano di speranze soprannaturali" ( Nietzsche, Così parlò Zarathustra, parte prima, prologo di Zarathustra) e non rinchiudetevi nelle prigioni dell' interiorità, per lasciare il mondo al dominio di chi vi vuole puri esseri interiori!

Ciro D'Alessio



di ciro d' alessio
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