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INTERVENTI CON PAROLE CHIAVE 'PROPAGANDA'
 
Il Sogno Cinese (1)

All China is a beautiful Country New Mass Line Campaign, 2013

La Cina intera è un paese bellissimo
Disegnare una montagna, disegnare un fiume
Disegnare una nave spaziale che mi porti in giro
Disegnare il fiume Chang Jiang
Disegnare la Grande Muraglia
Disegnare il mare del sud
Disegnare i piccoli canali
Non è possibile disegnare tutte le bellezze del Paese
Tu ed io siamo entrambi nel disegno
firmato : Yi Qing

Come già scritto in precedenza, l'avvento al potere di Xi Jinping segna anche la piena transizione verso una nuova fase della comunicazione da parte del partito comunista verso le masse cinesi. La comunicazione si basa ora sul ricorso ai valori tradizionali, quelli dell'era pre -comunista . Il nuovo stile coincide con un importante punto di svolta, oserei dire storico, per diverse ragioni .
La retorica comunista è unita a una retorica che è apertamente, risolutamente, abbracciante idee nazionaliste e concetti fondamentali della cultura tradizionale cinese, anche derivanti dal confucianesimo, che era stato ufficialmente condannato e aborrito. Lo stile di comunicazione è associato a immagini storiche che arrivano direttamente dall'Impero Qing e ancora più indietro e fa abbondante uso di citazioni tratte dal confuciano "Lunyu" .
La nuova campagna si sviluppa con un uso impressionante di cartelloni pubblicitari che sono ovunque in Cina. Offro qui e nei seguenti blog alcuni esempi, con qualche traduzione dei messaggi scritti, che è poi il "pay off" della propaganda .
I manifesti presentano immagini della vecchia Cina, come se fossero dipinti tradizionali, in cui i messaggi sono offerti in forme poetiche o psuedo tali . Con questa operazione diventa sempre più evidente l'intenzione dell'oligarchia Comunista di offrire una immagine che non è più da "taglio con il passato" ( la Rivoluzione, la Nuova Cina ), ma di continuità; è come se il partito ora dicesse "Noi siamo gli eredi della Tradizione" .
Non si parla più di rivoluzione, ma di Ringiovanimento, nuova parola d'órdine, forse perché la parola rivoluzione potrebbe essere facilmente associata con le rivoluzioni che negli ultimi anni hanno portato alla caduta dei regimi dittatoriali in Nord Africa e in Medio Oriente, cosa che al governo non piace. In realtà poche immagini di quello che è successo in Tunisia, Libia, Egitto e altri paesi sono state diffuse in Cina. Probabilmente non è bello far sapere che ci sono persone che mandano a casa uomini e partiti al potere da decenni, che stanno cercando una rappresentanza democratica, partecipazione alla vita pubblica e diritti di voto .

Contemporanee di quella che io definisco "nuova campagna di identificazione " - " lo Stato è il Partito comunista, che è il Popolo della Cina e ( ora ) la sua Storia ", sono altre due campagne : una nuova, e a quanto pare più incisiva, campagna contro gli abusi di potere e la corruzione dei rappresentanti del partito a tutti i livelli, e una forte censura e repressione di chiunque abbia un seguito di micro-blog e il coraggio di osare di mettere alla gogna difetti e contraddizioni del partito o , Dio non voglia ! parlare apertamente di cambiamenti sulla gestione del potere politico .
Queste tre azioni già avviati, ad un livello molto più basso di intensità , negli ultimi anni di Hu Jintao - Wen Jiabao , con Xi Jinping si stanno svolgendo su scala massiccia ed a tutti i livelli . Il decennio precedente aveva come slogan "società armoniosa" . Questa nuova fase della gestione politica e di governo del partito unico è chiamato "Il sogno cinese".


di Marco M Gobbo
visita il blog ArtAsia

 
Arte modesta

Devo dire che in questo libro di Rancière ci sono delle notazioni davvero molto interessanti. Eccone una. Afferma il nostro che se la formula dove "è l'apparizione folgorante ed eterogenea della forma artistica nella sua singolarità a impartire un senso di comunità [...] riscuote qualche favore soprattutto presso i filosofi, ne esiste un'altra che oggi si afferma preferibilmente tra gli artisti e i professionisti delle istituzioni artistiche: sovrintendenti di musei, direttori di gallerie, commissari o critici. Anziché opporre radicalità artistica e utopia estetica, questa posizione intende tenere a distanza l'una e l'altra contemporaneamente, sostituendovi l'affermazione di un'arte divenuta modesta, non solo rispetto alla sua capacità di trasformare il mondo, ma anche in rapporto alla singolarità dei suoi oggetti. Quest'arte non implica l'instaurazione di un mondo comune, realizzata attraverso la singolarità assoluta della forma, ma solo una nuova disposizione degli oggetti e delle immagini che formano il mondo comune esistente, o una creazione di situazioni capaci di modificare i nostri sguardi e i nostri atteggiamenti nei confronti di un tale ambiente collettivo. Queste micro-situazioni, appena sfalsate rispetto a quelle della vita ordinaria e presentate in modo ironico e giocoso piuttosto che critico e demistificante, mirano a creare o ricreare i legami tra gli individui, suscitando modalità nuove di confronto e partecipazione." (Jacques Rancière, Il disagio dell'estetica) In pratica, ormai l'arte non è dissimile dall'arredamento, (e forse è per questo che molti artisti si stanno dando al design) e si pregia di tale nome solo se è ammessa - per volontà di una élite non meglio identificata - all'interno del fatidico "white cube". La costruzione di un mondo comune, dunque, non è più instaurazione (anche di senso, per dirla con Garroni), ma semplice scomposizione e ricomposizione di cose, pensieri, relazioni fatta soltanto per stupire, provocare, divertire. E oltre a condividerla, noto che questa idea conforta pienamente quello che io ho scritto nel mio articolo "L’evento culturale, l’arte e la convivialità: sistemi simbolici e valorizzazione del territorio" contenuto in Arte media comunicazione, dove al suddetto fenomeno dò una definizione forse azzardata ma sicuramente diretta ed esplicita: propaganda.

  P. S.: un paio di puntualizzazioni: intanto, è bene dire che Rancière non parteggia per nessuna delle due posizioni - quella dei filosofi e quella dei sovrintendenti -, infatti afferma: "Non credo si debba decidere in favore dell'uno o dell'altro di questi atteggiamenti, quanto piuttosto interrogarsi su ciò di cui entrambi testimoniano e su ciò che li rende possibili"; e inoltre anche lui sembra identificare uno dei due atteggiamenti con la propaganda, quando dice: "Se alle nefandezze dell'utopia, la seconda posizione oppone le forme modeste di una micro-politica, talvolta vicina alle forme di 'prossimità' predicate dai nostri governi, la prima vi oppone, al contrario, una potenza dell'arte che dipende dalla sua distanza rispetto all'esperienza ordinaria". Ora, è facile qui capire dov'è la propaganda; ma poi unisce le due posizioni - e anche in questo mi trova pienamente d'accordo - dicendo che "l'una e l'altra, tuttavia, affermano una stessa funzione 'comunitaria' dell'arte: quella di costruire uno spazio specifico, una forma inedita di partizione del mondo comune".


di Valeria Silvestri
visita il blog Meditazioni Cartesiane

 
Editoria in grave crisi... ma non di coscienza


I giornali nostrani non sanno davvero cosa sia la dignità. E tantomeno la loro associazione degli editori, la Fieg. Titola l'ADNKronos: “Editoria in grave crisi, nel 2008 perdite in aumento del 100%” (en passant, faccio notare che Repubblica riprendendo il comunicato – tanto per fare un esempio – titola “La crisi si aggrava...” giusto per fare un po' di allarmismo in più, cosa che non guasta e nel quale i giornalisti di regime sono bravissimi) per poi darne un resoconto che snocciola numeri e lagnanze. Ora, se sono passati a miglior vita giornali ed editori seri come quelli inglesi e americani come speri tu, giornalucolo italiano servo del potere – e mi rivolgo alla Fieg e a tutte le grandi testate italiane -, di riuscire a sopravvivere all'informazione libera della Rete? Succhiando altri soldi al pubblico? E infatti, pare che la suddetta Fieg abbia addirittura suggerito il modo (traggo da Repubblica, tanto per fare ancora un esempio): "Nel consueto studio annuale, la Fieg indica anche le misure indispensabili per la ripresa: bisogna agire con decisione, sull'esempio della Francia, e mettere in campo una serie di misure come il credito agevolato per accelerare il meccanismo produttivo; ripristinare il credito d'imposta su carta e investimenti per stimolare innovazioni di processo e prodotto; stimolare la crescita della domanda di prodotti editoriali attraverso la promozione della lettura in scuole e famiglie." Ora, mettersi a paragone con la Francia, significa non avere proprio un briciolo di dignità, in quanto anche lì  - come un USA  e UK - ci sono giornali seri, credibili, con giornalisti seri e credibili; qui perfino uno Scalfari – tanto per fare un altro esempio - sta dimostrando di tirare la volata a un partito che lui stesso non  può non sapere di che razza di gentucola da quattro soldi sia fatto. La finta informazione che poi si rivela solo essere vera propaganda di parte. Per cui, ridicoli giornalucoli italiani, è meglio se i soldi ce li teniamo noi, piuttosto che dare a voi il credito agevolato; la carta torniamo ad utilizzarla per usi più civili che farla imbrattare da voi; e se proprio dobbiamo tornare a far leggere le famiglie, ci sono tanti bei libri in giro, perché andare a perdere il proprio tempo leggendo i giornali?


P. S.: l'ADNkronos, parlando delle misure d'urgenza, scrive: "la reintroduzione del credito di imposta per l'acquisto della carta, sul modello di quanto gia' fatto nel 2004; la previsione di un'ulteriore riduzione di un'aliquota agevolata per l'Iva per il comparto dell'editoria; la detassazione degli utili reinvestiti in misura incrementale rispetto all'anno precedente in campagne pubblicitarie ed iniziative di promozione della lettura; infine l'esclusione del costo del lavoro giornalistico dal calcolo della base imponibile ai fini Irap, imposta che grava in modo iniquo sulle imprese editoriali''. Notare che qui la Francia e le famiglie a differenza dell'articolo di Repubblica non ci sono. Tanto per fare un ennesimo esempio


di Valeria Silvestri
visita il blog Meditazioni Cartesiane

scritto 16/04/2009 16.47.00 | permalink | commenta | lista commenti (0) | invia il post ad un amico | parole chiave: fieg adnkronos la repubblica giornalismo propaganda regime


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